Utente
Salve,
Sono un po' in difficoltà, vorrei capire se ciò che sento è particolarmente strano o piuttosto comune.
Non ho avuto un'infanzia semplice a causa della depressione di mia madre, ho qualche flash di violenza su me e mia sorella (niente di troppo estremo).
Questa cosa l'ho superata con non poche difficoltà, le ho ricordate all'improvviso all'età di 15 anni con un sogno, e da lì ho anche somatizzato, ammalandomi di più di una malattia autoimmune cronica che mi porto ancora a 25 anni dietro.
Ho fatto un percorso autonomo di yoga e meditazione per sopperire ai problemi che ho soprattutto di autostima e fiducia nell'altro, e sembrava tutto procedere per il meglio.
In questo percorso però mi son resa conto che del mio periodo di vita che va dalle medie alle superiori, ho dei ricordi assolutamente sfocati, anzi di per sé non li ho (es.
se dovessi immaginare e ricordare i miei compagni o la mia classe non ci riesco), so quello che ho fatto, ma non ho ricordi concreti, so che andavo a delle riunioni in chiesa ma non ho ricordi di episodi, momenti e persone.
È normale?
Bisogna indagare?
Se sì quale approccio terapeutico è indicato?
Mi volevo informare ma non ci ho capito molto...
L'altro problema è la difficoltà che ho nelle relazioni sentimentali, appena mi si parla di sentimenti all'interno di una coppia la mia sicurezza crolla e ogni cosa viene percepita come minaccia...inizio a diventare pesante.
Ora ho la relazione che vorrei durasse davvero il più possibile, ma non sono in grado, ho dovuto allontanarlo per un po' per ritrovare equilibrio, ma non so se lui riuscirà ad accettarmi così come sono, cosa potrei dirgli o fare per aiutarci a farlo funzionare?


Spero di essere stata chiara, anche se ci sarebbe tanto fa dire, ma vorrei almeno un'indicazione... Grazie di cuore

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Dr. Daniele Rondanini

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È stata molto chiara, nel senso che dagli elementi che fornisce si può dedurre come vi sia un malessere profondo che giunge da lontano. La depressione materna non può non costituire per un bambino piccolo una fonte di stress e di carenza affettiva, al di là delle intenzioni della madre. La bambina che lei era ha assorbito il dolore della madre caricando i propri vissuti di significati comunque abnormi, e richiedendo a se stessa delle soluzioni di adattamento e di autocura esagerate e incongrue per le proprie possibilità. Le amnesie possono rappresentare una difesa dal ricordare i disagi o il segnale di una mente troppo occupata a decifrare altro piuttosto che a vivere appieno i momenti presenti. Anche le difficoltà nelle relazioni, soprattutto quelle più coinvolgenti affettivamente, evidenziano la problematicità che l'area emozionale e affettiva ha subito, proprio in seguito alla relazione primaria con la madre. Tuttavia lei è giovane e ricca di risorse, che traspaiono dal suo racconto. Quindi può confidare nel cambiamento di sé. Il consiglio è quello di consultarsi con uno psicoanalista, che può fare da facilitatore del suo rinnovamento.
Dr. DANIELE RONDANINI- Dirig. Psicologo ASL RM 2- Psicoterapeuta - Psicoanalista Junghiano Didatta e Supervisore- Docente - CIPA Roma
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