Simil_gelosia della mia ragazza nei confronti di mia madre

Buon pomeriggio, spiego di seguito la mia situazione.

Sono fidanzato con la mia ragazza da 3 anni o poco più.
Vivo a 800 km da casa per lavoro e con lei convivo.

Avevamo fino a 10 giorni fa progetto di futuro e figlio (io anni 32, lei quasi 37).
Spesso nell'arco del tempo trascorso insieme mi sono sentito ripetere che la convivenza é stata voluta da lei, che la ricerca di una casa é stata imposta da lei, "rimproverato" perché non mi "muovo" mai di mia iniziativa.
Questa cosa nel tempo mi é pesata molto ma l'amore mi/ci ha fatto andare avanti.


Faccio una premessa che permetterà di capire la situazione seguente che ci ha mandato profondamente in crisi.
Io sono un ragazzo del sud attaccato alla famiglia, alla mamma con cui ho un rapporto bellissimo.
Vivo fuori per cui mi sono sempre visto tutto da solo.
Amo i miei genitori ma non per questo sono un mammone.


La mia ragazza per contro é il risultato di vari problemi avuti nel passato: padre andato via di casa, ha dovuto accudire una madre caduta in depressione (che poi si é ripresa ma sempre un po repressa, soprattutto verso gli uomini) e un passato con un fidanzato da cui é stata stalkerizzata e ha alzato le mani verso di lei.


La situazione é la seguente:
15 gg fa mia mamma la chiama al telefono per sentirla, per chiederle della casa e, conoscendo mia madre, per pure piacere e rispetto.
Una volta tornata a casa la mia ragazza si é detta infastidita della chiamata di mia mamma in quanto secondo il suo parere vorrebbe imporre le sue idee.

É successo il finimondo quando io ho preso le difese di mia mamma e le mie di difese in quanto la mia compagna mi avvisava di essere influenzabile da quello che dice mia mamma.
Non potendo accettare queste parole, perché reputo che la mia ragazza veda la persona che non sono, la discussione é trascesa e ha tirato fuori un sacco, ma tante cose che non le vanno bene di mia mamma.

Lei é andata un giorno a casa, io una settimana in albergo e ora siamo di nuovo sotto lo stesso tetto.


L'altro giorno sono andata a casa di mia suocera che mi ha ripetuto con gli stessi discorsi della figlia senza farsi nessun problema e senza pensare che certe parole potevano ancora ferire "tua mamma é invadente", "tua mamma così e cola".


Mia mamma, a differenza della sua non si é mai permessa di entrare nel merito vero e proprio del litigio per mantenere ancora un po la calma ma é chiaro che lei é delusa.

Io, non volendo prendere in considerazione lo stato d'animo di mia mamma e ragionare con la mia testa, mi sento giudicato, mancato di rispetto.
Porto all'attenzione che anche io in una discussione trascendo ma non giudico e non dico parole che rimangono e non rivango litigi di 3 anni fa come invece lei fa.

Lei dice che ho dato troppa importanza a questo ma ho un blocco nel cuore e non cerco certo una risposta se devo lasciarla o meno ma capire se io posso essere causa di dei suoi atteggiamenti e se secondo voi il mio blocco può essere superabile.


Ringraziandovi
CL
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 113
Gentile utente,
da queste pagine abbiamo più volte occasione di ripetere che una convivenza NON è un matrimonio, è un fidanzamento, e permette di conoscersi in maniera approfondita per poter poi creare una famiglia, se la prova è andata bene.
Cosa vuol dire in questo caso "prova andata bene"?
I due partner si amano, hanno una buona intesa sessuale, dei progetti in comune, vogliono l'uno il bene dell'altro e si rispettano, ossia approvano e rispettano le mete ma anche il passato, l'origine, le abitudini, le tradizioni cui ciascuno è legato; i suoi affetti familiari per prima cosa.
Un buon partner non sovrappone i suoi punti di vista, specie se troppo particolari, a quelli dell'altro; non offende i parenti dell'altro e non fa intervenire i propri, col risultato di accrescere l'offesa e il risentimento. Due buoni partner ricorrono sempre ad un sereno, benevolo dialogo, per capirsi.
Ora, lei ha sperimentato diversi aspetti della sua ragazza. Se quello che ha trovato le piace e la fa stare bene, proceda sereno a progettare un futuro con lei. Se ha trovato una parte cospicua di quello che desidera, lavori per ottenere ed offrire di più, anche sul resto. Se invece ha visto misconoscere e offendere i suoi sentimenti e quelli dei suoi familiari, rifletta se l'entroterra culturale di entrambi non sia troppo dispari per capirsi, e se il futuro non sia già compromesso da troppe lacerazioni e ferite.
Non si faccia ingannare definendo "amore" quello che è solo abitudine, paura della solitudine, attrazione fisica.
Io le faccio molti auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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