Psicoterapia cognitivo comportamentale

Salve,
sono un ragazzo di 25 anni e sto richiedendo un consulto per capire quale tipologia di psicoterapia sarebbe la più appropriata per poter affrontare i miei disagi.
Sin da quando ero piccolo ricordo di essere sempre stato un tipo particolarmente ansioso.
Inizialmente non davo molto peso a questa cosa ma col passare del tempo mi sto rendendo sempre più conto di come l'ansia stia costituendo un forte ostacolo al mio sviluppo personale e sociale.
Nello specifico le paure che mi perseguitano sono prevalentemente legate al giudizio degli altri e al fallimento.
Ho un giudice interiore molto severo, che proietto negli sguardi della gente, e questo mi crea ogni sorta di disagio.
Ho costantemente paura del confronto, spesso arrossisco nell'affrontare tranquillissimi argomenti con altre persone provando un senso di inadeguatezza e vergogna.
Sono sempre attanagliato dal pensiero di quello che l'altro possa pensare di me e questo mi rende goffo e "mentalmente paralizzato" quando faccio cose in presenza di terzi, anche le più banali.
Ciò causa in me una scarsa autostima e la generazione di schemi mentali di autosabotaggio.
Spesso accade che quando mi viene affidato un compito, nel mentre che lo svolgo, la mia mente si focalizza più sul pensiero di poter fallire piuttosto che di mettere tutto me stesso affinché possa portare a termine il lavoro assegnato.
Questo processo mentale non fa altro che destabilizzarmi e portarmi verso una sorta di "profezia autoavverante", che mi vede sbagliare nelle cose anche più banali oppure performare al di sotto delle mie reali capacità.

Per tutte queste ragioni da me elencate penso di soffrire di ansia sociale e ansia da prestazione, le quali stanno fortemente pregiudicando la mia vita.
Mi ritrovo ad entrare nella vita adulta con un bagaglio sociale e sessuale spicciolo in quanto durante il mio periodo universitario mi sono progressivamente astenuto dalla vita sociale, complice un senso di alienazione dalla gioventù odierna e una forte delusione amorosa.
Sono quasi al termine della mia laurea magistrale e quando mi guardo dietro vedo anni della mia giovinezza sprecati, dedicati esclusivamente allo studio.

Ho già affrontato un percorso terapeutico (1 anno circa).
Ho deciso di abbandonare in quanto non vedevo più miglioramenti.
Lo specialista che avevo davanti non era in grado di fornirmi strumenti pratici per poter combattere le mie ansie e le sedute stavano iniziando a diventare sempre più generiche, nonché caratterizzate da atteggiamenti alle volte poco professionali (sbadigliava oppure sminuiva le mie preoccupazioni).
Sembrava di star pagando qualcuno per una semplice "chiacchierata", in cui venivano ribaditi concetti ormai poco funzionali al mio quadro psicologico.

Dato che i miei demoni sembrano essere dovuti ad erronee percezioni che ho della realtà, volevo sapere se la psicoterapia cognitivo comportamentale fosse la tipologia più adeguata al trattamento dei miei malesseri.
E se no, quali altre?


Vi ringrazio.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 113
Gentile utente,
troverei molto adatta la psicoterapia cognitivo-comportamentale, ma sempre ricordando che il lavoro si fa in due: lo psicologo ci mette la competenza, il paziente, la volontà di cambiare.
Potrebbe anche valutare la "terza generazione" della terapia cognitivo-comportamentale; penserei alla Compassion Focused Therapy, che insegna a guardare gli altri, e noi stessi, con indulgenza e simpatia.
La cerchi in rete. Ma il suo psicologo di che orientamento era?
Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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dopo
Utente
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Gentile Dr.ssa Anna Potenza,
La ringrazio per avermi risposto. Lo psicologo a cui mi sono rivolto era specializzato in psicoterapia della Gestalt e Analisi transazionale. Ho controllato, prima di sceglierlo, che fosse iscritto regolarmente all'Albo e che trattasse disturbi d'ansia.

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