Utente
Gentili dottori buongiorno,
sono una ragazza di 26 anni al secondo anno ripetente di farmacia e da un anno a questa parte non riesco più a dare esami e ciò che è pegio non riesco più neppure a rimanere concentrata sopra i libri. So che gli ultimi due esami che ho dato sono stati davvero stressanti per me, venivo già da situazione sentimenale e di salute molto brutta, ma da allora non sono riuscita più a fare niiente o quasi. Ho provato a studiare chimica farmaceutica, mi sono presentata due volte all'appello ed entrambe le volte ho fallito...non riuscivo nè riesco a tener orgsnizzata la parte delle sintesi con quella più "teorica" degli effetti e dei meccanismi d'azione dei farmaci. Ho provato a cambiaare esame ed ora mi ritrovo da ottobre 2008 ad oggi con poc più di 200 pagine studiate delle quali ne ricordo più o meno 20. Continuaente sento la pression dei miei e i altre persone a me vicine che devo finire al più presto in modo che così posso vivere la mia vita e posso sposarmi. Il non riuscire a studiare, la completa assenza di concentrazione, la sensazione sempre maggiore che la fine dell'università è sempre più lontana e il pensiero di un mio fallimento mi stanno distruggendo e logorando giorno dopo giorno. Mi sento in debito con tutti ma di fronte a questa situazione sono inerme non riesc a reagire e di conseguenza mi arrabbio sempe di più con me stessa che non riesco a chiudere questo capitolo, iniziato soprattutto per la voglia di apprendere e per una forma di rivalsa su tutte quelle persone (professori in primis) che mi hanno sempre dato dell'incompetente, per poter finalmente vivere la mia vita insieme al mio ragazzo. Non lavoro perchè i miei non vogliono, non posso permettermi vaanze o altre distrazioni perchè per i miei deve esserci prima lo stuio e poi il resto ma così sento che non posso durare a lungo. Anche l'altro ieri ho discusso con loro per gli esami non dati, ogni volta, o quasi, che apro bocca iniziano le frecciatine sull'università e sul tempo che impiego...non so più cosa fare, il mio ragazzo sta male per me perchè mi vede sempre trste, pensierosa perchè cambio spesso di umore ma giustamente mi dice che devo essere io ad affrontare il problema con i miei e non lui ma non so come fare non so che devo fare sono stanca di tutto divento subito irascibile se qualcuno mi parla dell'università a intanto la siuazione non cambia...non ho amicich possono aiutarmi perchè non ho amici sono sola ho solo il mio ragazzo che mi comprende ma data la distanza che ci divide non è possibile per lui seguirmi tutti i giorni e aiutarmi di più di quanto sta facendo ora.

[#1]  
Dr. Armando De Vincentiis

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
MARTINA FRANCA (TA)
TARANTO (TA)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2009
(..)Mi sento in debito con tutti (..)mi arrabbio sempe di più con me stessa che non riesco a chiudere questo capitolo, iniziato soprattutto per la voglia di apprendere e per una forma di rivalsa su tutte quelle persone che mi hanno sempre dato dell'incompetente, per poter finalmente vivere la mia vita(..)

gentile ragazza, semba che i presupposti con i quali cerca di gestire il suo studio siano completamente sballati. Fin quando vedrà la situazione come una prova da superare per dimostrare qualcosa a qualcuno, sentirà il peso della lotta e della corsa ad ostacoli aumentandone così l'impegno non solo intellettuale ma, soprattutto, morale. Deve imparare a scrollarsi di dosso le idee di rivalsa e le idee legate al tempo che passa. Più lotterà contro quest'ultimo più aumenterà il peso dell'impegno. Il modo migliore per portare a termine gli studi è quello di non darsi scadenze, è quello di non dimostrare nulla a nessuno. Altrimenti si trasforma l'impegno in una sorta di ansia da prestazione ed è noto che questa impedisce ogni compito.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

[#2]  
Dr.ssa Maria Cristina Bivona

24% attività
0% attualità
12% socialità
TIVOLI (RM)
ROMA (RM)

Rank MI+ 36
Iscritto dal 2008
Gentile utente,
sembra proprio che si trovi in una situazione di blocco dal quale non riesce ad uscire. Le pressioni sia esterne (i suoi genitori) che interne (il senso di rivalsa) pare che la blocchino ancora di più faccendola sentire più impotente e frustrata.
Sembra poi che in tutto ciò si senta sola, senza nessuno (a parte il suo ragazzo) che la comprenda veramente.
Lei non ci porge nessuna domanda, quindi io mi sento di accogliere il suo sfogo ma anche inviatarla a chiedersi se vuole essere aiutata da un professionista ad uscire da questo circolo vizioso che l'affatica molto.
Ci pensi, l'allentamento delle pressioni le può essere d'aiuto per ritrovare la curiosità e l'entusiasmo di fare ciò che le piace.
Cordiali saluti
Dott.ssa Maria Cristina Bivona
Psicoterapeuta e Sessuologa
Roma- Tivoli 347 0550866
www.psicologotivoli.com

[#3] dopo  
Utente
Grazie per aver ascoltato il mio sfogo.
Gentilissima dott.sa Bivona il mio è sì uno sfogo ma anche e soprattutto una richiesta d'aiuto magari un po' insolita ma per una persona che si è sempre trovata sola nlle difficoltà e che ha chiesto aiuto e si è sempre vista girare le spalle, è l'unico metodo che conosco. Vorrei poter prendere o riprendere in mano la mia vita ma non ci resco. L'università era la mia unica fonte di gioia e felicità in una vita vuota e senza senso ma ora non provo più nulla e non sento più la voglia di studiare considerato sempre un "dovere" ma soprattutto un hobby...ora non è più così.
Ho provato un po' a staccare la spina, ho cercato di fare altro ma finora sono stati tuti tentativi inutili. Non posso continuare così anche perchè il mio ragazzo inizia a preoccuparsi per me ha paura che possa fare qualcosa di stupido o sbagliato teme che il mio annullarmi così possa portarmi alla depressione.

[#4]  
Dr.ssa Maria Cristina Bivona

24% attività
0% attualità
12% socialità
TIVOLI (RM)
ROMA (RM)

Rank MI+ 36
Iscritto dal 2008
Gentile utente, capisco ancor di più dalle sue parole la fatica che si fà a chiedere aiuto quando tutte le volte che lo si è fatto, ci si è sentiti ancora più soli.
Ma come dice lei, le parole che scrive sono il suo modo di chiedere aiuto e allora mi sembra di notare che nonstante le delusioni c'è ancora la voglia di uscire da quest situazione di blocco e riprendere in mano la sua vita.
Se non può continuare così,se ha perso davvero l'unica cosa che la rendeva felice, il mio consiglio è di rendere questa richiesta d'aiuto ancora più forte rivolgendosi ad un professionista.
Saluti
Dott.ssa Maria Cristina Bivona
Psicoterapeuta e Sessuologa
Roma- Tivoli 347 0550866
www.psicologotivoli.com