Utente
Buongiorno dottori. Ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrete dedicarmi.

Da sempre conduco una vita abbastanza attiva dal punto di vista sportivo. In particolare pratico quasi esclusivamente attività sportive di montagna.

Da qualche anno sto però sperimentando un continuo susseguirsi di piccole condizioni patologiche a carico di fasce, legamenti e tendini, che stanno seriamente limitando la mia possibilità di condurre queste attività, tanto da essere stato costretto nell'ultimo anno a ridurle fino alla quasi totalità.

Tutto è cominciato circa una decina di anni fa con un fastidio al tendine del ginocchio sinistro, poi evolutosi in una sindrome femoro rotulea conclamata. Nonostante io abbia smesso la pratica per parecchi mesi quel fastidio è rimasto, ricomparendo periodicamente. Dopo qualche tempo ho cominciato ad avere un leggero interessamento anche del ginocchio destro.

Ho sospeso le attività per parecchio tempo, un paio di anni, poi riprendendo con fastidi gestiti. Successivamente, a causa di una piccola caduta, ho riportato una completa distorsione della caviglia destra, con rottura di tre legamenti.

In un tempo successivo ha iniziato a farsi più marcata, ancorché già presente, una sindrome della bandelletta ileotibiale, piuttosto fastidiosa.

Una successiva caduta in bici, assolutamente non violenta, mi ha causato una lesione al legamento ulnare della mano sinistra.

A inizio del presente anno dopo un allenamento prolungato in palestra si è sviluppata una fascite plantare bilaterale.

Recentemente, durante una normale sessione di allenamento con ginnastica dolce per allungare le fasce muscolari posteriori, ho sentito un dolore molto acuto all'inserzione dell'achilleo destro, che ha impiegato circa due settimane per svanire del tutto.

Infine, negli ultimi tempi, mi capita di svegliarmi con un dolore sordo e persistente a carico di entrambe le spalle, credo a carico dei rotatori della spalla. Ciò si verifica più frequentemente quando sono costretto a posture un po' insolite da un raffreddore o da un'allergia.

Sottolineo che con la sola eccezione dei fastidi alle spalle, che normalmente si sono risolti spontaneamente, per ogni specifica altra condizione sono ricorso al medico di base e allo specialista, che mi hanno seguito durante tutto il processo di diagnosi e terapia, riposo e recupero funzionale.

Tuttavia ciascun medico ha sempre trattato separatamente ciascuna problematica, ma il susseguirsi di una serie le condizioni di questo genere mi fa sospettare che possa sussistere una qualche condizione di base predisponente, che tende a scatenare le singole sintomatologie a prescindere dall'evento traumatico in sé.

Ovviamente il mio timore è che ne insorgano altre.

Per questo motivo sono a richiedere un vostro gentile consulto, sperando di poter trarre una indicazione di qualche sorta, anche solo un parere di tipo negativo.

Ringrazio nuovamente e porgo a tutti i miei saluti.

[#1]  
Dr. Mauro Granata

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Per quanto è possibile dedurre in questo contesto mi sembra che la condizione possa rientrare nell’ambito delle cosiddette sindromi poli entesopatiche. Queste condizioni si caratterizzano per la sofferenza polidistrettuale dei tendini e dei legamenti nel punto di loro inserzione sul periostio. Le causa può essere infiammatoria, come nel caso dell’artropatia psoriasica o degenerativa, come per esempio nell’ambito di una situazione di iperlassità legamentosa. Il mio consiglio perciò è quello di impostare la strategia diagnostica e terapeutica con l’aiuto di uno specialista in reumatologia in collaborazione con uno specialista in fisiatria. Un saluto cordiale.
Mauro Granata

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno dottore, la ringrazio molto per la cortesia e la solerzia con la quale ha voluto rispondermi.

Effettivamente uno dei medici che mi ha seguito, in particolare relativamente alle ultime vicissitudini di fasciti e affezione dell'achilleo, mi ha descritto come portatore di una condizione di iperlassità dei legamenti congenita piuttosto notevole.

Al prossimo appuntamento mi pregerò di riportare il suo gentile parere e imposteremo senz'altro una strategia di concerto con un reumatologo.

La disturbo solo per un'ultima indicazione: nella sua esperienza, intendendo la questione cum grano salis e assolutamente in via indicativa di genere, questa tipologia di condizione, se correttamente gestita, è compatibile con attività sportive di intensità da moderata a elevata, ancorché di livello non agonistico?

Grazie ancora e a presto.

[#3]  
Dr. Mauro Granata

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Dipende dal tipo di attività ma in linea di massima la risposta è affermativa. Sarà importante il rapporto continuativo con il proprio fisioterapista di riferimento che lavorerà per preparare il corpo ai vari gesti specifici della particolare disciplina sportiva.
Cordialità:
Mauro Granata

[#4] dopo  
Utente
Grazie infinite dottore!