Utente
Salve,

circa 3 mesi fa ho scoperto di avere un dolore al testicolo sinistro e subito sono andato a farmi visitare dal medico di base, il quale mi ha diagnosticato una epididimite (testicolo sinistro) e mi ha dato una cura di OKI più un antibiotico che ora non ricordo. Tuttavia, dopo aver fatto questa terapia il dolore non è scomparso. Allora ho fatto una ecografia e, secondo il medico che l'ha eseguita, avevo un varicocele di 2° grado ed epididimite. Non soddisfatto, sono andato da un urologo specialista che a sua volta mi ha fatto una ecografia e mi ha diagnosticato un varicocele di 1° grado (e non di 2°) e sempre l'epididimite. Mi ha poi detto di fare uno spermiogramma con spermiocoltura e dopo pochi giorni gli ho portato i risultati delle analisi, che sono risultati essere nella norma (e mostravano l'assenza di infezioni). Messo da parte il varicocele (siccome le analisi sono risultate essere buone: motilità, quantità di spermatozooi ecc.), mi ha allora prescritto una cura composta da Monuril (2 bustine) e Deconproct (5-10 supposte, non ricordo la quantità precisa). Dopo tale terapia sono riandato dallo specialista per una visita di controllo e, come previsto (dato che comunque i dolori non erano scomparsi), avevo sempre l'epididimite. Il dottore mi ha quindi prescritto Doxiciclina (BASSADO, 10 pastiglie) e 20 supposte ASACOL. Oggi ho terminato la terapia, ma l'epididimite c'è ancora come prima. Lui mi ha consigliato di rifare la spermiocoltura, prima di darmi eventuali siringhe.

A questo punto vorrei chiedervi se è possibile che il laboratorio di analisi possa aver "sbagliato" i risultati (per qualsiasi motivo, anche mio), o se è meglio chiedere il consulto di un altro specialista.

Ringrazio in anticipo,

Buone feste

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Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
l'epididimo è una struttura mollto sensibile, non c'é da stupirsi se ad una fase acuta segue uno strascico prolungato con fastidi persistenti. Non è assolutamente detto che vi debba per forza essere ancora la presenza di batteril, se non evidentemente dimostrati da colture positive, la somministrazione di ulteriori antibiotici non è necessaria e talora addirittura controproducente. La invitiamo a non intraprendere un inutile "pellegrinaggio" da uno specialista all'altro. Segua quindi le indicazioni del nostro Colega con il quale sia riuscito ad intrattenere un buon rapporto fdi comunicazione e fiducia.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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