Utente
Buongiorno,
sono un ragazzo di 28 anni e circa dall'inizio dell'anno sto avendo dei fastidi nella zona uretrale. Premetto che nel periodo antecedente (fine dicembre) ho avuto alcuni rapporti protetti con una ragazza che soffre di cistite ed ho associato subito a ciò la causa, pur senza spiegarmi come potesse essere successo. In sostanza avevo bruciori all'uretra tutte le volte che andavo in bagno, in particolar modo nella prima minzione della giornata, e questi bruciori erano ancora più forti durante l'eiaculazione, indipendentemente dal fatto che questa avvenisse alla fine di un rapporto o attraverso masturbazione. A volte mi capitava di fare pipì ma di non sentirmi completamente liberato ed inoltre nel tempo ho cominciato a notare una certa secchezza sul glande, nonché un maleodore legato alla fuoriuscita di un liquido trasparente/grigiastro. A distanza di un mese dal problema, che pensavo fosse passeggero, ho deciso di fare dei controlli. Il mio medico di base mi ha prescritto una confezione di Ciproxin che non ha avuto alcun effetto. Ho effettuato quindi un'analisi delle urine, un'unrinocoltura ed una spermiocoltura. I risultati sono stati tutti nella norma e non hanno evidenziato la presenza di alcun batterio. Ho allora deciso di farmi visitare da un urologo che, dopo aver sentito quali fossero i problemi, mi ha diagnosticato una prostatite e mi ha quindi invitato ad eseguire un'analisi del secreto prostatico attraverso tampone uretrale, effettuata poi con lui. Anche in questo caso non è risultato alcun batterio e lo stesso medico ha quindi deciso di prescrivermi una compressa di Permixon al giorno per sei mesi e di lavarmi con acqua e bicarbonato per la secchezza del glande.
Sono ormai quasi due mesi che sto seguendo questa terapia, ma la mia situazione non è che sia variata tantissimo. I bruciori uretrali li soffro ancora, specialmente al mattino e ancor di più se la sera prima ho eiaculato, il glande è ancora secco ed a volte ha delle aree rosse e persiste quella fuoriuscita di liquido (credo si tratti sempre di secreto prostatico) nonché quell'odore terribile (se faccio una doccia prima di andare a dormire, la mattina dopo mi ritrovo anche l'intimo macchiato). Aggiungo che sto cercando di bere quanto più è possibile e di evitare spezie e cibi piccanti, nonché di limitare gli alcolici.
I miei interrogativi ora sono:
- è possibile che soffra di prostatite alla mia età?
- in passato ho sofferto di balanopostite/balanite, curata poi con una terapia a base di antibiotici e applicazione di gynocanesten (che ho provato ad utilizzare anche questa volta, senza però avere alcun risultato), possono essere collegate le due cose?
- il fatto che ogni tanto abbia anche dei fastidi più o meno forti al colon, ma sono certo si tratti di emorroidi, può avere un collegamento?

Grazie mille e mi scuso se mi sono dilungato, ma ho cercato di riportare quante più informazioni possibili.

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Dr. Paolo Piana

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Da quanto ci riferisce sorgono le seguenti considerazioni:
- la correlazione dei suoi disturbi con un probelma intestinale è assolutamente verosimile e molto spesso è opportuno concentarre la maggior parte delle attenzioni su questi fattori piuttosto che insistere sull'apparato urogenitale, vittima innocente di cause di altra origine;
- se i rapporti sono stati protetti, è escluso che vi possa essere stata contaminazione per via sessuale;
- la diagnosi di prostatite non sorretta da infezione è quasi una certezza, considerate le manifestazioni tipiche;
- le possibilità terapeutiche sono molto limitate, in particolare è difficile attendere effetti significativi solo dagli integratori vegetali.
In conclusione, le consigliamo di mantenersi in contatto con lo stesso specialista di riferimento (senza cambiarlo), poichè non ci si deve arrendere ai primi risultati non favorevoli.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Dr. Piana,
la ringrazio infinitamente della risposta ma vorrei soltanto farle giusto qualche altra domanda.
Il liquido che fuoriesce continuamente, così come la secchezza del glande, è quindi strettamente legato alla prostatite? Inoltre, lei ha detto che le terapie in questo caso sono limitate ma che al contempo è difficile aspettarsi degli effetti significativi utilizzando esclusivamente integratori vegetali (come appunto il Permixon), quindi quale altra cura mi suggerirebbe? Ed infine, che controlli potrei fare in maniera tale da capire se il disturbo deriva da problemi di tipo intestinale?

Grazie mille.

Buona giornata.

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Il legame con il disturbo intestinale è indiscutibile ed è sempre utile considerarlo attentamente, sia dal punto di vista gastro-enterologico che nutrizionale. Se lei ha letto almeno alcuni delle migliai di consulti fonitio in tema di prostatite, avrà già ben compreso che su queste situazioni ben più dei farmaci hanno possibilità di risultato le attenzioni rivolte allo stile di vita (alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica, attività sessuale). Infine è essenziale essere seguiti da un nostro Collega (si auspica sempre lo stesso) con il qale si intrattenga un buon rapporto di comunicazione e fiducia.
Dr. Paolo Piana
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