Utente 499XXX
Buongiorno, da circa tre anni mi è stata diagnosticata Induratio Penis Plastica. Ho eseguita terapia con Ultrasuoni e Farmaco (potaba) ma purtroppo con scarsi risultati. Presento una curvatura verso l'alto e verso destra. Riesco comunque ad avere rapporti. Vorrei sapere se devo rassegnarmi oppure se esistono delle nuove terapie ( Ho visto su alcune inserzioni che parlano di una nuova terapia iniettiva). Grazie. Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

si tratta della collagenasi iniettata intra-placca per questo si legga questa interessante news del collega Cavallini:

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/2591-collagenasi-nuovo-farmaco-peyronie.html

Questa news in sostanza ci dice di essere prudenti e valutare nel tempo risultati eventualmente più pesanti e significativi.

Detto questo poi le ricordo che l'Induratio Penis Plastica (IPP) o malattia di La Peyronie è una patologia caratterizzata dalla formazione di placche fibrotiche all'interno della tunica albuginea del pene.

Questa malattia è facilmente associata a dolore e spesso a curvature anomale del pene durante l'erezione, nelle fasi più avanzate della malattia possono subentrare disturbi dell'erezione.
La causa della malattia è poco nota. Molti sono i fattori ipotizzati e spesso associati alla patologia. Tra questi i traumi sono ritenuti i più importanti, soprattutto i microtraumatismi che causano sanguinamento e successiva deposizione di fibrina con attivazione della normale reazione infiammatoria.

Altri fattori chiamati in causa sono quelli vascolari (aterosclerosi, ipertensione arteriosa) ed infettivi (uretriti, ecc.).

Una recente osservazione che antigeni HLA della classe II sono più comuni in uomini con induratio penis plastica fa ritenere molto suggestiva una causa autoimmunitaria.

Il disturbo erettivo interessa circa il 40% degli uomini colpiti da malattia di La Peyronie e le cause sembrano da imputare ad un problema vascolare di tipo arterioso, quando la placca allunga e assottiglia i vasi, oppure di tipo venoso per l'alterazioni dei normali meccanismi di occlusione venosa con conseguente aumentata fuga del sangue dai corpi cavernosi.

La malattia presenta un decorso molto variabile e a volte capita anche di osservare una risoluzione spontanea della placca. Per questo motivo il trattamento deve essere all'inizio di tipo farmacologico, conservativo con l'utilizzo di prodotti a base di vitamina E, farmaci antiinfiammatori ed “antifibrotici” (tra questi vi è il PABA, cioè l’acido parammino benzoato di potassio).

Sono state provate anche altre terapie come gli ultrasuoni, la diatermia, la laserterapia, le iniezioni intraplacca di farmaci antiinfiammatori.

Da ultimo solo a nodulo stabilizzato ed in presenza di gravi incurvamenti o disturbi dell’erezione, può essere utile ricorrere ad un trattamento chirurgico che può prevedere l'inserimento di una protesi oppure l'uso di tecniche di chirurgia plastica che permettono l'escissione della placca stessa e la correzione dell'incurvamento.

Un cordiale saluto
Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 499XXX

Gentile dott. Beretta, la ringrazio molto per la sua celere e professionale risposta. Ho letto con interesse l'articolo. A questo punto le chiedo se varrebbe la pena tentare con esercizi di "stiramento" e se esiste una tecnica specifica.
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Non si pasticci; questo è il mio consiglio da questa postazione!
Giovanni Beretta M.D.
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[#4] dopo  
Utente 499XXX

Non mi pare una risposta .... Lei non mi ha dato un consiglio ma mi ha semplicemente rimandato su un Link per eccedere ad un parere di un suo collega..Cpmunque grazie lo stesso e mi scusi il disturbo. Cordialità

[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

l’affermazione: "Non si pasticci” , cioè lasci perdere eventuali esercizi di "stiramento”, mi sembra una chiara risposta.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#6] dopo  
Utente 499XXX

Gentile Dottore, mi scuso ma non avevo colto il senso della sua battuta. Mi lasci solo replicare sulla "mancata" risposta nel senso che mi sarei aspettato una soluzione al problema che a quanto pare... non esiste, o meglio c'è ma il risultato non è certo. Allora la mia riflessione è: vale la pena tentare con questa "iniezione" o, visti anche i risultati ed i possibili effetti collaterali, non è il caso.
Dimenticavo di dirle che ho 60 anni. Grazie .
Cordialità

[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

mi sembra che non abbia letto attentamente la news propostale dove si diceva alla fine:

"In conclusione: la collagenasi si tratta di un prodotto tutto da valutare alla luce di ricerche indipendenti, sperando anche in una maggiore ragionevolezza sui prezzi."

Questo è il saggio consiglio del collega Cavallini che la invito a seguire.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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