Utente 252XXX
Salve,
scrivo perché sono molto preoccupata per mio padre. È un uomo di 78 anni che a parte un po' di colesterolo alto e di un ulcera curata non in maniera continua non ha avuto grossi problemi.
Die ha fatto le analisi al sangue e alle urine e sono venuti fuori dei valori che mi preoccupano non poco. Di seguito riporto i valori che risultano molto più alti rispetto al massimo consentito.

Emazie 4
Leucociti 4
Cellule epiteliali 4
Batteri 1561

Marcatori Tumorali
PSA Tot 59, 52 ng/ml


Potreste se effettivamente c'è un rischio elevato di tumore?
Spero di avere la risposta quando prima possibile.

Grazie a coloro che mi risponderanno

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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La possibilità di un tumore prostatico è di fatto molto elevata. Affidatevi dunque ad un nostro Collega specialista in urologia che vi conduca attraverso unpercorso prima di diagnosi e poi di terapia, appropriato per la malttia e l'età di suo padre.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 252XXX

Salve,
La ringrazio della celere risposta. Mio padre ha già effettuato un'ecografia e la flussometria. Dalla visita è emerso che c'è una massa, anche se sembra essere piccola. E gli ha anche detto che se si può sarebbe meglio evitare l'intervento vista la sua età. Naturalmente se si presentasse la necessità si procederà con lo stesso. Il medico, inoltre, gli ha prescritto un farmaco per urinarie più facilmente e un controllo più dettagliato: la tomoscintigrafia globale corporea.
Cosa pensa di quest'ultima? Ed in generale di quanto ha detto l'urologo?

Grazie ancora in anticipo

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Noi non siamo certamente qui per giudicare le indicazioni dei nostri Colleghi. Immaginiamo che il babbo sarà sottoposto alla PET, che potrebbe individuare l’estensione extra-prostatica di un assai probabile tumore, che comunque in ogni caso dovrà essere confermato con una biopsia e relativo esame istologico. Se si arrivasse alla diagnosi di un tumore ancora localizzato vi potrebbero essere indicazioni ad una radioterapia associata ad una chemioterapia ormonale, almeno temporanea. A 78 anni le indicazioni ad un intervento chirurgico diventano molto discutibili per il concreto rischio di non poter recuperare una continenza urinaria accettabile. In vaso di presenza di lesioni secondarie, linfonodali o ossee, l’unica possibilità curativa resta la chemioterapia ormonale, che peraltro é in genere molto efficace e può garantire molti anni di sopravvivenza.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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