Utente 332XXX
Gentili dottori,
Da domenica ho una forte cistite attestata con urinocoltura risultata positiva a Escherichia coli con carica batterica pari a 500000. Ho dovuto aspettare tre giorni prima del ritiro degli esami e nel frattempo mi è venuto un forte dolore ad entrambi i reni (non ho ancora iniziato la terapia). Sono andata al pronto soccorso, i medici sospettavano una pielonefrite ma dall'eco i reni risultavano a posto, idem le analisi del sangue (leucociti leggermente alti per via del coli nelle urine). Soffro di cistiti batteriche recidivanti ma non mi è mai venuto dolore ai reni! Se i reni risultavano nella norma, di cosa si tratta secondo voi? Il dolore è pulsante e si irradia all'addome.
Ho fatto tutte le analisi del caso (tranne la cistoscopia) e non sono state rilevate alcune anomalie nell'apparato urinario.

Inoltre: il medico mi ha prescritto ciproxin per sei giorni ma ho letto articoli in cui si dice che i chinoloni possono causare gravi danni al sistema nervoso e che non vanno prescritti in caso di cistiti non complicate. Dal momento che sono anni che assumo ciproxin (che non ha mai risolto del tutto il problema) ho paura di assumerlo ancora. Soffro di neuropatia al pudendo, sono effettivamente soggetta a contratture muscolari e le cistiti recidivanti mi hanno costretta a cicli di antibiotici per 14 anni.
Inoltre ho assunto lo stesso antibiotico per nove giorni per la stessa infezione a maggio di quest'anno. Secondo voi ha senso ripeterlo dopo soli 4 mesi? Non vorrei tamponare per poi stare peggio in futuro. L'antibiogramma attesta che questo ceppo è sensibile anche a: cefotaxime (mic <0. 25),
Ceftadizime (mic <0. 12). Il ciproxin risulta sensibile con mic <0, 06)
Conviene provare con un altro antibiotico?

Ho letto testimonianze di donne che sono riuscite a debellare l'infezione senza antibiotico ma con grandi quantità di d mannosio per via della capacità di questo zucchero di attaccarsi ai coli. Prima di capire che antibiotico prendere lo sto assumendo da 5 giorni ma non con grandi risultati. Cosa ne pensate? Può funzionare in caso di infezione o solo in fase di prevenzione?

Grazie per l'attenzione

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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ovviamente noi non siamo qui per giudicare le prescrizioni del suo medico, nè possiamo proporle delle alternative terapeutiche. Il primo provvedimento da prendere in una cistite è diluire forzatamente le urine, bevendo molta acqua ed assumendo un antidolorifico. Questo quantomeno in assenza di febbre. All'antibiotico si dovrebbe ricorrere solo quando questo provvedimento non sortisce effetto entro 48 ore. L'efficacia di tutti glikintegratori alimentare è tanto variabile quanto imprevedibile, tantopiù nelle forme acute, d'ogni modo vengono ampiamente impiegati anche per l'assenza di effetti collaterali. La sua lunga storia di cistiti impone una seria valutazione della sua funzionalità intestinale e dell'equilibrio della flora batterica residente (microbiòta), poiché i germi interessati arrivano quasi esclusivamente da lì.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 332XXX

La ringrazio per la celere risposta.
Sono passati sette giorni dall'attacco di cistite e non ho ancora preso l'antibiotico. Sto cercando di combatterla con mannosio, probiotici e acqua.
Sono seguita da un gastroenterologo che ha effettivamente riscontrato problemi a livello intestinale (dolico colon, disbiosi e colon irritabile), causati, secondo lui, dalle innumerevoli cure antibiotiche protratte per più di dieci anni (a volte anche sbagliate seguendo il terribile metodo "fai da te"). Proprio per questo mi trovo di fronte a un vicolo cieco in cui l'antibiotico diventa sia la causa che la "cura" della mia cistite.
Secondo Lei avrebbe senso una cistoscopia nel mio caso? È l'unico esame che non ho mai fatto e che temo. Nel corso degli anni ho fatto: eco addome, eco reni, risonanza magnetica delle pelvi, clisma, uroflussometria, tampone uretrale. Nessuno dei seguenti esami ha mai rilevato anomalie.
Grazie per l'attenzione.

[#3] dopo  
Utente 332XXX

(eccetto il clisma che ha rilevato dolico colon e difficoltà di svuotamento curata da mesi con probiotici e macrogol)

[#4]  
Dr. Paolo Piana

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Nel suo caso, la cistoscopia completerebbe il quadro degli accertamenti, non é sempre necessaria, dipende dalle abitudini e dagli intendimenti del suo urologo di riferimento. In ogni caso, in una donna si tratta di un’indagine di invasività assolutamente minima, eseguita con uno strumento flessibile in regime ambulatoriale.
Dr. Paolo Piana
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