Utente 578XXX
Buongiorno,
Domenica 5 ho avuto una attacco di coliche renali, con i classici dolori al fianco e dietro la schiena e che scendevano verso la vescica.
Al pronto soccorso mi hanno diagnosticato, con Tac all'addome, la presenza di un calcolo renale di 6mm.
Nella fattispecie viene riportato:
"L'esame dimostra la presenza di idro-ureteronefrosi dx di primo grado, sostenuta da formazione litiasica calcifica delle dimensioni di 6 mm circa localizzata in sede ureterale distale prevescicale.
Non formazioni litiasiche calcifiche a carico delle vie escretrici di sinistra.
Non dilatate le cavità calico-pieliche del rene di sinistra.
"
Mi sono stati somministrati antidolorifici, antispastici, terapia antibiotica di 5 giorni e raccomandazioni di bere molto.

Da qualche giorno, dopo la minzione, il pene mi brucia, soprattutto intorno al glande, con la sensazione fastidiosa e dolore che si intensifica a fine minzione.

Bruciori e stimoli possono essere dovuti alla presenza del calcolo che secondo me non ho ancora espulso?
O può trattarsi di concomitante infezione o ingrossamento alla prostata.
In PS sono stato visitato anche da un urologo, ma la visita è stata esterna, non invasiva e mi ha detto che le sintomatologie che avvertivo domenica scorsa erano solo riconducibili al calcolo; il bruciore e dolore sono comparsi solo in questi ultimi giorni.
Altro particolare è che mi è sembrato che urinando, in un caso, forse ho escreso una sostanza lattiginosa bianca e dubito potesse trattarsi di sperma, l'ultimo rapporto risaliva ad un paio di giorni prima.

Grazie per l'attenzione e buona giornata.

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Dr. Paolo Piana

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I suoi disturbi sono abbastanza tipici e riconducilbili alla sintomatologia "espulsiva" dovuta alla presnza di un calcolo allo sbocco in vescica dell'uretere. Queste situazioni sono abitualmente gestite in modo conservativo, con l'aiuto di qualche farmaco (tipici gli alfa-.litici ed il cortisone) buona parte dei calcoli al di sotto dei 7-8 mm hanno elevate possibilità di essere espulsi spontaneamente. Ovviamente tutto questo deve avvenire in un tempo definito e se nel frattampo i disturbi non sono troppo intensi e non insorgono altre complicazioni (es. febbre). Rilevare materialmente l'espulsione del calcolo segna la soluzione più evidente del problema, ma questo tutto sommato avviene solo in una parte dei casi. Molti calcoli anche di dimensioni non minime vengono espulsi in modo inavvertito. Pertanto, anche se i sintomi scompaiono, è sempre il caso di ripetere una ecografia entro 2-3 settimane. A questo punto, se il calcolo è ancora presente, è il caso che venga asportato direttamente, con un piccolo intervento endoscopico. In conclusione, segnaliamo che nella nostra esperienza, evitiamo di consigliare di bere molta acqua in queste situazioni, poiché il calcolo non si sposta certo per la spinta del flusso urinario, ma solo se le pareti dell'uretere risultano sufficientemente compiacenti, effetto che si cerca di ottenere appunto conb la terapia. Caricare troppo di liquidi rischia di appesantire il rene e causare inutilmente ulteriori fastidi.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 578XXX

Grazie per l'attenzione e la tempestività nella risposta. Lo so che è sbagliato affidarsi ai consigli di amici che hanno in pregresso avuto lo stesso tipo di problemi, ma uno di loro mi ha detto che aveva avuto benefici, ovvero ne aveva facilitato il liberarsi del calcolo, con l'assunzione di Rowa Rowatinex in capsule. Potrebbe essere effettivamente indicato?

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Noi siamo generalmente piuttosto scettici, comunque male non fa e tentar non nuoce. Se poi il calcolo uscirà perché era suo destino od in virtù delle gocce miracolose, nessuno potrà mai affermarlo!
Dr. Paolo Piana
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