Utente
Prostatite consulto
Salve a tutti,
sono un uomo di 35 anni che ormai da più di 3 soffre di prostatite cronica con i seguenti sintomi:
flusso urinario ridotto e gocciolamento post-minzionale
libido ridotta
quantità e qualità dello sperma alterate
senso di pesantezza nel perineo (indosso boxer larghi perché altrimenti questa sensazione si accentua notevolmente), per questa ragione in bici non vado più e suonando la batteria (lo faccio come mestiere) alterno fasi di studio a momenti di riposo.
erezione meno forte e meno resistente rispetto a prima
di rado accuso fitte improvvise credo alla prostata (all’interno, quindi non riesco a classificarle bene)
negli ultimi tempi avverto dei dolori all’altezza della vescica con necessità di urinare spesso.
ANAMNESI:
Nel 2010 avverto che il mio eiaculato è mutato, di conseguenza faccio una ecografia che evidenzia un varciocele ed una milza ingrossata, mi opero e risolvo il problema varicocele.
Mi prescrivono uno spermiogramma (se necessario lo allego) che tutto sommato rientra nei canoni della normalità
Nel 2016 succede qualcosa di strano: ho un fortissimo bruciore durante la minzione che quasi non mi consente di urinare senza stringere i denti, faccio un’altra ecografia che evidenzia: reni in sede, vescica normodistesa con pareti regolari, prostata nei limiti con ecostruttura disomogenea, non versamento libero in sede peri-renale e nello scavo pelvico, in via collaterale si segnala lieve aumento dimensionale della milza che presenta diametro bipolare di circa 12, 5 cm circa.
I sintomi dopo circa 10 giorni svaniscono del tutto senza alcuna cura e rientro tutto nella normalità.
In seguito faccio anche uno spermiograma che risulta peggiorato rispetto a quello del 2010 (se necessario allego) con alcuni valori che sono al di sotto della normalità.
Nel 2018 inizio ad avvertire quel senso di pesantezza all’altezza del perineo di cui parlavo prima.
Faccio l’ennesima visita con un urologo e dall’ecografia viene riscontrato che: ho una prostatite, PSA nei limiti, reni senza dilatazioni delle cavità, vescica a pareti regolari, prostata 38x34 senza calcificazioni parenchimali, residuo p.
m scarso.
Mi hanno prescritto levoxacin 250, prostamoll evitare cibi piccanti e fare vita regolare.
Visto che i sintomi non andavano via, faccio una visita con un altro Urologo che mi consiglia di eseguire esami sul liquido seminale: TUTTO NEGATIVO, NESSUNA INFEZIONE
Mi ha anche consigliato di fare il tampone uretrale che però non ho fatto.
Durante la visita mi ha prescritto: Venoman, Riprovir poi una volta ricevuti via mail i risultati che ho suddetto mi ha prescritto: Pr / DIBASE*25000UI/2, 5ML OS1FL 1 fiala a settimana per bocca durante i pasti per tre mesi.
Tesvit forte 2 cp prima di colazione per 90 gg.
La situazione non è cambiata, anzi come detto prima adesso si sono aggiunti: sgocciolamento post-minzione, dolore all’altezza della vescica.
VI PREGO DI AIUTARMI AD USCIRE DA QUESTO INCUBO

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Dr. Paolo Piana

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Abbiamo ben presente quanto la vita di un musicista professionista faccia molta fatica ad essere regolare, soprattutto per la difficoltà a mantenere una corretta alimentazione, sia per tipo che per orari. Nel suo caso anche la sedentarietà può forse avere un certo ruolo. Immaginiamo che lei si sia già reso conto che per queste irritazioni della prostata a decorso prolungato (genericamente definite prostatite cronica) non esistano cure specifiche e di sicura efficacia. Ogni specialista si regola in base alla propria esperienza ed abitudine, comune è il ricorso ad integratori alimentari nelle combinazioni più varie e fantasiose, quasi sempre destinate a sortire risultati scarsi o transitori. Ciononostante vi possono essere dei periodi anche abbastanza lunghi di contenimento dei disturbi, cosa che avviene spontaneamente e per cause imprecisate. Questo per dirle che certamente noi qui a distanza non possiamo avere la chiave segreta per farla stare meglio, altro non possiamo fare che reiterare quanto abitualmente diciamo in queste situazioni comunissime, che distinguono almeno il 30% delle richieste di consulto. Lo stile di vita è essenziale, nelle sue varie articolazioni, alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica ed attività sessuale, tutte da improntarsi alla maggiore regolarità possibile (niente fumo, pochi alcolici e caffè). Nelle fasi più fastidiose possono essere utili brevi cicli di anti-infiammatori. Al di là di questo è essenziale mantenersi in contatto con un urologo (meglio se sempre lo stesso) con il quale intercorra un buon rapporto di comunicazione e fiducia.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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