Utente
Gentili dottori,
a seguito di un'operazione di resezione transuretrale vescicale (tumore superficiale vescica di I stadio asportato) ho portato un catetere di grosso calibro per 6 giorni.
A seguito della rimozione del catetere ho avuto un'infezione batterica delle vie urinarie curata con un antibiotico.

Una settimana dopo ho notato che il flusso urinario stava cominciando a diminuire.

L'urologo mi ha detto che si tratta di una stenosi nell'estremità dell'uretra, vicino la punta del pene ma non mi ha mai fatto ecografia ne urinoflussometria, dicendomi che di solito nel mio caso compare sempre in quel punto dell'uretra e a quanto pare se ne è accorto inserendo credo una sonda cannula.
Quando raccontai i mie sintomi già telefonicamente mi ha detto che erano necessarie delle dilatazioni uretrali.


La prima dilatazione è stata un'esperienza bruttissima perchè mi ha fatto abbastanza male, è fuoriuscito anche sangue.

La seconda dilatazione sembra essere stata fatta con più criterio inserendo progressivamente dei tubicini (penso metallici) di calibro progressivamente più grossi.
Non mi ha dato nulla da immettere nel pene o fare a casa.

La novità è che dopo la seconda dilatazione adesso che sono al giorno dopo sento abbastanza bruciore/male nell'urinare.

Mentre prima l'urina usciva con un getto abbastanza fino e con velocità bassa/moderata, adesso il getto è solo leggermente aumentato, ma esce molto velocemente (forse un pò troppo) e c'è un ritardo di 1 secondo nell'uscita dell'urina dal pene.


Vi chiedo:
1) è normale diagnosticare il sito della stenosi e la sua grandezza così senza un'ecografia?

2) dai sintomi raccontati si può capire se è una stenosi grave?

3) la dilatazione uretrale è un metodo efficiente nel mio caso?

4) soprattutto vorrei sapere è nomale questo effetto del bruciore/male nell'urinare avuto dopo la seconda dilatazione?


Sono abbastanza preoccupato perchè dato che prima non avevo nessun male ad urinare ma solo il flusso diminuito, ed adesso mi fa abbastanza male mi sembra che la situazione stia peggiorando.

Forse sarò troppo precipitoso ma chiedo se a livello generico è normale questo bruciore a seguito di una dilatazione uretrale.


Vi ringrazio anticipatamente per la/le risposta/e.


Saluti

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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1) Questo sta alla sensibilità ed all'esperienza dell'urologo, in effetti i restingimenti dell'uretra che si verificano dopo il cateterismo nella maggior pate dei casi interessano gli ultimo due centimetri prima dello sbocco all'esterno (fossa navicolare).
2) Se non si è verificata una ritezione completa, il restringimento non è cosi grave.
3) In prima battuta certamente sì.
4) Certamente sì, il fastidio dovrebbe andar scemando nel corso dei prossimi giorni.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente
Ringrazio il dott. Piana per la risposta.

Ieri ho fatto la terza dilatazione uretrale ma purtroppo non vedo miglioramenti.
Il flusso urinario è sempre di piccolo diametro. Noto che un attimo dopo aver fatto la dilatazione, quando urino il flusso sembra normalizzato ma 2/3 ore dopo il flusso torna molto fino . Volevo specificare che la dilatazione è fatta con degli arnesi metallici di vario diametro. Nell'ultima dilatazione siamo arrivati al diametro 18.
Di fronte a questa situazione sono molto preoccupato e vi chiedo:
1) è possibile che questa tecnica possa peggiorare la situazione uretrale e dunque si formi sempre una cicatrice magari più grande oppure per quale motivo non sta funzionando? Potrebbe anche essere che soggettivamente io abbia un uretra più sensibile e reagisca a questi corpi metallici oppure reagisca alla crema anestetica?
2) dato che la dilatazione non sembra funzionare esistono altre tecniche per risolvere la mia stenosi? Ho sentito dire di piccoli palloncini da immettere oppure?
3) esistono creme o oli intrauretrali che possano aiutare ad aumentare il diametro?
4) la mia stenosi (post resezione transuretrale vescicale e successivo catetere) che sembra essere all'inizio dell'uretra è spesso dovuta ad una cicatrice oppure si tratta delle pareti dell'uretra che tendono ad incollarsi?
5) quale esame ulteriore mi può consigliare per capire meglio la mia stenosi, ecografia o uretrografia?

Purtroppo in questa situazione di pandemia non riesco a trovare altri urologi quindi siete il mio unico altro appoggio.

Grazie per l'attenzione

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Comprendiamo il suo disorientamento, ma le ricordiamo che non può certo far riferimento solo a noi, poiché a distanza non è possibile nè corretto porre delle indicazioni sul caso specifico, basandosi unicamente su quanto lei ci riferisce, che per forza di cose è incompleto. La nostra funzione è quindi solo informativa.
Tutte le stenosi dell'uretra hanno la tendenza a riformarsi almeno in parte. Nei casi meno gravi, ricorrendo a mezzi "semplici" (dilatazioni, trattamento endoscopico) si ottiene un compromesso in cui il flusso è accettabile anche se non potentissimo e non si instaura un residuo di urina in vescica. Quando queste procedure non risultano efficaci, ovvero non hanno un risultato stabile, bisogna considerare una risoluzione chirurgica (uretroplastica). La chirurgia dell'uretra è molto particolare e delicata, deve essere praticata solo da Colleghi che ne abbiano una esperienza specifica.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#4] dopo  
Utente
Ringrazio il dott. Piana per la risposta.

Oggi ho fatto l'uretrografia con l'immissione di un liquido di contrasto attraverso la punta di una siringa dalla punta del pene per controllare meglio la situazione della mia stenosi.

L'uretra non ha presentato stenosi ma il liquido non è entrato nella vescica.
La dottoressa ha detto che ci sono due ipotesi o la stenosi è proprio nell'estremità finale del pene (che di solito è conseguenza più frequente di cateterismo cosa che io ho avuto) oppure che la stenosi sia proprio all'entrata della vescica.
La dottoressa mi ha detto inoltre che è possibile che il liquido non sia entrato nella vescica a causa della mia contrazione o contrazione muscolare in se. inoltre notava una certa difficoltà nel'inserire la punta della siringa nella punta del pene. L'urologo ha dubbi ma deve vedere ancora le immagini.

Vi chiedo dei pareri generici nel'ambito dell'urologia:

1)quest'ultima affermazione della dottoressa può essere corretta? è frequente nella casistica che il liquido di contrasto non entri nella vescica per via della contrazione muscolare (comunque non da origine stenotica)?
2) un 'ecografia dell'uretra sarebbe consigliabile?
3)L'ecografia dell'uretra permetterebbe anche di mostrare un eventuale stenosi più vicina alla vescica?

4)Volevo precisare che quando faccio la dilatazione uretrale e subito dopo vado ad urinare il flusso torna regolare anche se dopo qualche ora si restringe nuovamente. Quest'ultimo indizio dovrebbe portare a far capire che la stenosi è nella parte di uretra terminale (punta del pene)?

Grazie per l'attenzione

Saluti

[#5]  
Dr. Paolo Piana

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1) Senz'altro è vero, anzi accade molto frequentemente.
2) Si tratta di un'indagine molto particolare utile solo on casi selezionati.
3) no
4) non particolarmente
Dr. Paolo Piana
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