Utente
Salve,
Due anni fa ebbi una colica renale, l’ecografia mostrò la presenza di calcoli di massimo 4 mm.
Ho avuto nei mesi scorsi altre coliche e ho scoperto che i calcoli sono scesi alla vescica.
La settimana scorsa ho avuto un’altra colica ma, nonostante abbia fatto una siringa di toradol e assunzione di spasmex, i dolori persistono da tre giorni.
Questi ultimi sono: dolore ai reni, vescica, basso ventre e gambe.
Dolori simili a quelli delle mestruazioni ma intensificati notevolmente.
Data la situazione di emergenza del Covid-19, vorrei evitare di recarmi ad un pronto soccorso, è possibile sapere come devo comportarmi, e se è necessario recarmi in ospedale?

Cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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Se il calcolo (o i calcoli) fossero veramente in vescica non vi sarebbe più motivo di avere delle coliche, anzi, soprattutto nella donna, quando un calcolo urinario arriva in vescica vieme immediatamente espulso alla minzione successiva, dunque in modo tanto rapido che ben raramente è possibile recuperarlo materialmnte. Se vi sono coliche invece, è molto probbaile che il calolo si trovi ancora nell'ultimo tratto dell'uretere, prossimo allo sbocco in vescica. Se si tratta di un calcolo molto piccolo (es. 4 mm) è verosioile che possa essere espulso, ma sarebe opportuno definire la situazione con maggiore precisione e magari impostare una terapia idonea a facilitare l'espulsione del calcolo. Questo richiede l'esecuzione quantomeno di una ecografia e la valutazione diretta di un nostro Collega specialista in urologia.
Le consigliamo la lettura di questo nostro articolo, in cui questa situazione viene spiegata dettagliatamente.

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1194-coliche-renali-trattare-i-sintomi-o-risolvere-il-problema.html
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente
D’accordo, grazie mille.
Mi conferma che questi dolori siano coliche renali? O potrebbero essere altro?

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Ovviamente nell'impossibilità di potrela visitare, lo possiamo solo presumere in base alla sua descrizione dei sintomi e ai precedenti di calcolosi che ci riferisce. Per mggiore chiarezza, se il disturbo persiste, la invitiamo a parlarne con il suo medico curante.
Dr. Paolo Piana
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