Utente
Salve.
Sono una ragazza di 22 anni e una settimana fa a seguito di forti dolori mi è stato diagnosticato un calcolo di 1 cm nell’uretere sinistro.
Non propensi all’operazione tramite la vescica data la mia giovane età, i dottori mi hanno prescritto la terapia espulsiva per 20 giorni nella speranza di espellerlo spontaneamente.
A termine dei 20 giorni decideranno se operarmi o meno.
Per i primi 5 giorni ho continuato ad avere forti dolori che passavano solo con Toradol, da due giorni invece non ho più alcun dolore.
Gli esami del sangue sono ok e non ho febbre.
Sono certa di non averlo espulso perché controllo meticolosamente.
La mia domanda è: questa assenza di dolore è un buon segno?
O è preoccupante?

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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L'espulsione spontanea di un calcolo di 1 cm è realisticamente molto difficile. Purtoppo lei non ci riferisce in quale punto dell'uretere è stato rilevato il calcolo, cosa ovviamente importante per poter esprimere un giudizio più preciso. Diaciamo che più il calcolo è ancora alto e minori sono le possibilità. D'ogni modo, se lei non ha disturbi e gli esami di sangue (globuli bianchi, proteina c reattiva, creatinina) sono accettabili, è lecito attendere qualche tempo (non moltissimo) dando fiducia all'efficacia della terapia espulsiva. In ogni caso tra 2-3 settimane massimo sarà essenziale ripetere un'ecografia e qundi prendere una decisione. La risoluzione di un calcolo dell'urere in mani esperte è comunque un intervento piuttosto semplice e rapidamente risolutivo.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente
Dottore, il calcolo è nella parte bassa dell’uretere. Inoltre può essere che si sia sgretolato o disciolto? Prima di non sentire più alcun dolore, ho avvertito un forte bruciore nel fare la pipì e ho visto un po’ di sabbia e da quel momento in poi sono scomparsi i sintomi. Inoltre, sto bevendo 3 litri al giorno e le urine verso la sera sono di pallide. È buon segno?

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Purtroppo ben raramente i calcoli si sgretolano , cosa può invece accadere è che quanto l’ecografia vede come un corpo unico sia in effetti costituito da parti più piccole addossate. Inoltre l’ecografia è sempre piuttosto pessimista nelle misurazioni dei piccoli calcoli, sovrastimando di almeno il 20%. In effetti i sintomi che ci descrive sono abbastanza tipici dell’avvenuto passaggio di qualcosa, che però possiamo solo presumere. Le consigliamo dunque a questi punto di ripetere l’ecografia appena possibile.
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[#4] dopo  
Utente
Buongiorno dottore. Ieri sera c’era del sangue nelle urine e questa mattina nelle urine era presente una pietrolina grande 0,5 cm. Può essere che si sia diviso in più pezzi? O è proprio lui il calcolo che mi dava tanto dolore? Cosa mi consiglia di fare?

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Dr. Paolo Piana

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Le abbiamo già scritto di ripetere una ecografia delle vie urinarie appena possibile.
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[#6] dopo  
Utente
Grazie mille dottore. Ho l’ecografia fra una settimana. Nel frattempo l’ansia si fa sentire. Secondo lei posso stare più tranquilla dopo l’espulsione di questa mattina?

[#7]  
Dr. Paolo Piana

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Tutto quanto esce spontaneamente porta ad una risoluzione almeno parziale del problema, quindi ben venga.
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[#8] dopo  
Utente
Buongiorno dottore. Ho fatto l’ecografia di controllo e l’urologo mi ha detto che il rene non è più dilatato e quindi l’intervento non serve più. Sul referto c’è scritto reni e vescica ndp , cosa significa? C’è il rischio che si possano riformare i calcoli? Si formano velocemente? Devo seguire un’alimentazione particolare? Grazie mille

[#9]  
Dr. Paolo Piana

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Se non vi sono disturbi e l’ecografia è negativa ovviamente non si interviene, ringraziando la buona sorte ... Sarà comunque opportuno ripetere l’ecografia tra 2-3 mesi per ulteriore conferma. Ovviamente se si è predisposti e non si prende alcuna precauzione i calcoli si possono riformare nel tempo. Questo non avviene comunque quasi mai così velocemente, in modo che un controllo ogni paio d’anni è in genere sufficiente per tenere sotto controllo la situazione. La precauzione più efficace è ovviamente quella di abituarsi ad assumere molti liquidi, acqua, bevande non alcoliche e cibi acquosi. È inoltre opportuno limitare l’uso del sale e controllare il peso corporeo (che non pare essere un suo problema). La dieta di per sé non ha una rilevanza assoluta, se comunque regolare e variata. La invitiamo alla lettura di questi nostri articoli:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1402-la-calcolosi-renale-ed-il-dilemma-della-dieta-falsi-miti-e-ragionevoli-certezze.html

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1212-la-calcolosi-renale-e-il-dilemma-dell-acqua-quanta-quando-e-quale-bisogna-bere.html
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[#10] dopo  
Utente
La ringrazio infinitamente dottore per le risposte e la disponibilità. Ultimissima domanda: serve analizzare il calcolo? Poi una curiosità: NDP cosa significa? Grazie mille ancora!

[#11]  
Dr. Paolo Piana

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Se si tratta del primo calcolo che viene espulso è comunque opportuno farne eseguire l'analisi chimico-fisica per completezza d'indagine, anche se in effetti il risultato non è fonte di indicazioni di interesse assoluto. La quasi totalità dei calcoli nella femmina è costituita da ossalato di calcio, variamente combinato con fosfati.
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[#12] dopo  
Utente
Salve dottore. A distanza di 1 mese e mezzo dall'espulsione del calcolo e dalla visita con esito totalmente negativo (mi dissero che era tornato tutto alla normalità), oggi ho avuto un dolore in corrispondenza del rene sinistro. Premetto che ho una scoliosi di circa 48 gradi e da marzo non svolgo attività fisica. Può essere un dolore dovuto alla schiena e non al rene?
La paura di riavere i dolori precedenti è tantissima.
Le ricordo che in famiglia quasi tutti soffrono di calcoli renali, ma è possibile che a distanza di così breve tempo si siano formati altri? In genere si formano dopo quanto?
Scusi le tante domande, ma il ricordo di quei dolori è ancora vivo. Grazie.

[#13]  
Dr. Paolo Piana

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Se gli accertamenti precedenti non evidenziavano altri calcli all'interno del rene, non è verosimile che si tratti di una recidiva a così breve distanza di tempo. Considerata la sua situazione, diremmo che la causa ortopedica sia certamente più sospetta. D'ogni modo, si deve valutare l'evoluzione nei prossimi giorni ed in ogni caso ripetere un'ecografia a distanza di 2-3 mesi dall'episodio acuto.
Dr. Paolo Piana
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