Utente
Buongiorno,

dieci giorni fa mi sono recato al pronto soccorso dopo aver avuto grandissimi dolori al basso ventre sinistro.
Il referto della TAC: il rene appare aumentato di dimensioni rispetto al controlaterale con presenza di idroureterenefrosi e formazione litisiaca calcifica di 3mm in corrispondenza dello sbocco in vescica.


Mi dimettono con terapia antidolorifica, antibiotica (Cirpofloxacina) ed espulsiva (Urorec).
Il dolore passa, rimane solo una sensazione dietro la schiena, come di una mano appoggiata appena a sinistra della colonna vertebrale.


Una settimana dopo (tre giorni fa) vado a fare un'ecografia per controllare la situazione: reni in sede, di normali dimensioni con conservato spessore della corticale.
Si conferma idroureterenefrosi sinistra di II-III grado da probabile persistenza di calcolo nel tratto prevescicale dell'uretere di sinistra descritto alla TC, non chiaramente riconoscibile all'ecografia.
Non dilatate le vie escretrici urinarie a destra.
Vescica ben distesa con pareti regolari, non lesioni endoluminali nè calcoli.
Riconoscibile jet ureterale a destra, non riconoscibile jet ureterale a sinistra.
Non versamento.


Leggendo il referto vado immediatamente in pronto soccorso, preoccupato per il gonfiore del rene (che, ripeto, non mi dà dolore, solo sensazione di gonfiore) e il jet assente (anche se mi sembra di urinare regolarmente).
Mi visita l'urologo, mi prescrive terapia con Urorec e Deltacortene e mi tranquillizza.
Gli chiedo se devo annullare un viaggio che mi porterà lontano dall'Italia per un mese, dice semplicemente di portarmi gli antidolorifici, e che il calcolo è piccolo e uscirà, e che sicuramente non sta ostruendo totalmente l'uretere.
Gli chiedo se il rene rischia di essere danneggiato se persiste questa situazione, dice di non preoccuparmi e di ripetere l'ecografia al mio ritorno.


Ora, chiedo a voi: per quanto tempo può rimanere un rene in idroureterenefrosi senza subire danni?
Quali sono i sintomi che mi dovrebbero far preoccupare?
Avrei dovuto insistere per un'intervento di rimozione?


Grazie

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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Un calcolo di 3 mm è da considerare come molto piccolo, se diagnosticato con la TAC la misurazione è realistica. Le possibilità di espulsione spontanea sono buone, ma talora ci accade di dover comunque intervenire endoscopicamente quando i sintomi sono intrattabili o vi sono alterazioni degli esami di sangue che fanno temere complicazioni. La terapia che sta seguendo è congrua e molto comune. Se la situazione resta stabile le consiglieremmo comunque di ripetere l’ecografia tra 2-3 settimane. In queste condizioni ragionevolmente la sconsiglieremmo di portarsi in zone remote e prive di assistenza sanitaria accettabile. Altra cosa una normale vacanza in un paese occidentale. Le consigliamo la lettura di questo nostro articolo:
https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1194-coliche-renali-trattare-i-sintomi-o-risolvere-il-problema.html
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta rapidissima. Il mio viaggio sarà in Grecia, quindi non dovrebbero esserci grossi problemi in caso di emergenze. Sarò sicuramente in grado di fare un'ecografia al mio rientro, ovvero tra 4 settimane. Il mio rene potrà rimanere "tappato" per tutto questo tempo senza conseguenze irreversibili? E in caso di dolore forte, vado solo di antidolorifici o corro dal medico greco?

Grazie ancora

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Sappia che vi sono situazioni e professioni in cui la sua attuale situazione non sarebbe ritenuta accettabile e andrebbe comunque risolta operativamente senza ulteriori margini d’attesa. Parliamo ad esempio di piloti professionisti, militari in zona operativa, eccetera. Siamo contenti se lei ha tempo e modo di andare in vacanza, ma sappia che un minimo di rischio esiste e dovrà comunque stare molto attento e non sottovalutare alcuna manifestazione anomala. In particolare ci riferiamo al ripresentarsi di dolore intenso e non immediatamente responsivo all’antidolorifico oppure alla comparsa di febbre, anche senza dolore.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente
Buonasera, oggi finalmente dopo poco più di un mese il calcolo di 3mm è uscito senza dolore. Giovedì 6 agosto, prima di partire per il mio viaggio, ho fatto una visita urologica con ecografia che rilevava idroureterenefrosi "a malapena di II grado" e calcolo non visibile. Terapia: Urorec per un mese e Deltacortene.
In questo periodo di tempo ho avuto qualche lieve dolore nella parte sinistra del tronco (a volte sembravano dolori intercostali, perlopiù nella zona frontale, altre volte pizzicori acuti in zona inguinale o all'addome sinistro, altre volte bruciore nell'urinare) ed è rimasta quasi costantemente quella sensazione di mano appoggiata sulla schiena in zona rene sinistro, ma non so dire quanto fosse psico-somatica o effettivamente dovuta al gonfiore del rene. Infine, due settimane fa ho trovato molto sangue nell'urina, che però è tornata limpida nel giro di tre/quattro volte.
Quello che le chiedo è: ha senso fare ora una nuova visita urologica con eventuale ecografia, anche se il calcolo è uscito? Al momento l'unico sintomo che rimane è il bruciore nella minzione. Altra cosa che non avevo detto precedentemente: dalla tac e dall'ecografia risulta che nel rene sinistro c'è un cluster di formazioni litisiache per un'estensione complessiva di 1cm nei calici del gruppo inferiore che l'urologo ha definito "cotonose" e facilmente bombardabili.
Ultima cosa: continuo con l'Urorec o lo sospendo?
Grazie

[#5]  
Dr. Paolo Piana

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Se lei ha visto materialmente uscire il calcolo diremmo che buona parte della situazione possa essere considerata risolta, diremmo che non vi sia motivo per proseguire con la terapia. E' abbastanza comune che vi possa essere qualche strascico (bruciori, doloretti) ancora per alcuni giorni, in progressiva riduzione. In questi casi è però comunque opportuno ripetere una ecografia a distanza di alcune settimane. Per quanto riguarda le indicazioni al trattamento del calcolo renale deciderà il nostro Collega, è necessario disporre direttamente degli accertamnti per proporre una strategia terapeutica. Non tutti i calcoli dei calici devono essere necessariamente trattati.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente
Ottimo, grazie. Piccola sorpresa: stamattina ho espulso un nuovo calcolo, sempre sui 3mm. Nessun dolore, solo un lieve bruciore nell’urinare. Immagino sia uno di quelli che stava nei calici inferiori. Possibile che sia questo ad avermi dato sanguinamento due settimane fa? Grazie

[#7]  
Dr. Paolo Piana

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E' molto più probabile (quasi certo) che si tratti invece di una ulteriore parte della stessa concrezione già segnalata anell'uretere.
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[#8] dopo  
Utente
ah, è possibile anche se dalla tac risultava solo un calcolo di 3mm in uretere? ne ho espulsi due molto simili, tondeggianti e di 3mm l’uno...

[#9] dopo  
Utente
approfitto anche per un'ultima domanda: da qualche settimana sento un senso di pressione sotto le ultime costole a sinistra, sul davanti. non è un vero e proprio dolore, solo un fastidio abbastanza continuo. può essere legato al rene gonfio? o alle vie urinarie infiammate? continua a esserci anche oggi nonostante abbia espulso i due calcoli. grazie mille

[#10]  
Dr. Paolo Piana

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Le abbaimo già risposto nel nostro precedente contriuto #5.
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[#11] dopo  
Utente
ok, chiedevo perchè solitamente i dolori sono indicati nel basso ventre o nella schiena, non sul fronte.

per quanto riguarda invece il doppio calcolo, è possibile che la tac ne abbia individuato uno solo nell'uretere? una leggerezza del tecnico?

grazie

[#12]  
Dr. Paolo Piana

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La TAC viene refertata a un medico radiologo e non da un tecnico, ci mancherebbe! Due piccole concrezioni addossate possono essere facilmente considerate come un nucleo unico, la sensibilità dell'esame non permette di essere più precisi.
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