Data: 07.05.11 07.05.11

Sede: Teatro Ridotto degli Animosi - Piazza C. Battisti n. 1 – 54033 Carrara (CARRARA - MS)

Crediti ECM: nessuno

Presentazione:
Già nel 1870 fu osservato che, stimolando la mucosa nasale nel gatto e nel coniglio, si otteneva un rallentamento della frequenza del respiro e del battito cardiaco e abbassamento della pressione sanguigna. Questi effetti riflessi scomparivano in seguito a lesioni del nervo trigemino o dopo anestesia dello stesso e furono denominati “riflesso trigemino-cardiaco”. Il fatto che la bradicardia e la diminuzione di pressione sanguigna non si presenti in pazienti preventivamente trattati con atropina, suggerisce il coinvolgimento di meccanismi vagali. Stimoli esterocettivi come quelli che avvengono durante la chirurgia maxillo facciale inducono una stimolazione eccessiva della bradicardia, talvolta pericolosa e non utilizzabile a scopo terapeutico nel controllo dei parametri cardiaci. In odontoiatria esistono tecniche che utilizzano di routine lo stretching mandibolare nella riabilitazione delle patologie dell’articolazione temporomandibolare. Allo scopo di valutare se lo stiramento dei fusi neuromuscolari dei muscoli innervati dal trigemino, così ottenuto, possa attivare il riflesso trigemino-cardiaco sono state compiute delle misure su giovani sani sottoposti a stretching mandibolare forzato per dieci minuti attraverso un nuovo dispositivo®. Tali esperimenti sono avvenuti sotto la direzione del Dr Sergio Ghione del CNR di Fisiologia Clinica di Pisa (Fondazione Monasterio) ed il Prof. Marcello Brunelli del Dipartimento di Neurofisiologia (G. Moruzzi). Attraverso strumenti di misurazione elettronica sono state valutate la pressione arteriosa sistolica (PS) e diastolica (PD) e la frequenza cardiaca (FC) prima dell’inizio delle manovre (basale), e per un tempo prolungato dopo lo stretching. Si è così osservato che dopo questa manovra si ottiene un abbassamento significativo della pressione arteriosa sistolica rispetto a quella basale a partire da 5 minuti dopo l’applicazione del dispositivo, mentre la pressione diastolica e la frequenza cardiaca si riducono in modo statisticamente significativo a partire da 15 minuti dopo la fine delle manovre. I risultati così ottenuti durano per lungo tempo. Questi dati evidenziano l’esistenza del riflesso trigemino-cardiaco in seguito a stretching mandibolare. Le osservazioni da noi effettuate, non sono per ora sufficienti per affermare che si tratti di una metodica in grado di essere un valido AUSILIO nelle normali cure dell’ipertensione. Sono allo studio gli effetti di dispositivi personalizzati in diversi sport.
Scopo del corso durante la mattina: spiegare ai medici gli effetti dello stretching mandibolare nel controllo dei parametri cardiaci e dei meccanismi vagali in genere.
Scopo del corso durante il pomeriggio: spiegare agli odontoiatri le basi della metodica dello stretching mandibolare, il suo uso nella riabilitazione dei problemi dell’articolazione temporomandibolare, nel bruxismo e per favorire l’apertura della bocca.

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Email info/segreteria: daniele.tonlorenzi@libero.it