Internet rappresenta la terza modalità più diffusa per la ricerca di una relazione romantica, dopo l'incontro casuale tra amici in bar, ristoranti e altri locali pubblici: ma le coppie formate online funzionano in modo diverso rispetto a quelle che si sono conosciute nella “vita reale”? Ecco cosa emerge dagli studi effettuati in questo campo

1) Verso una definizione del tema

Attualmente si assiste ad un cambiamento senza precedenti riguardo alle modalità di conoscenza di un possibile partner. Internet rappresenta ormai la terza modalità più diffusa per la ricerca di un partner, dopo l'incontro casuale e tra amici in bar, ristoranti e altri locali pubblici.

Secondo i dati di Reuben Thomas, rinomato sociologo e ricercatore sul settore dating online, il 22% delle coppie eterosessuali si incontra nel virtuale.

I motivi di questa tendenza sono diversi. Uno di questi è che nella grande rete i potenziali fidanzati sono molti di più di quelli che si potrebbero conoscere nel proprio quotidiano anche conducendo una vita sociale “esagerata” (che nessuno tuttavia ha). C’è poi un motivo legato alla “riservatezza”. Forse a un’amica non si direbbe che ci piacciono le bionde con gli occhi azzurri e il naso alla francese. L’amica si sentirebbe in questo caso autorizzata a mandare al diavolo il pretendente e a rispondergli di cavarsela da solo.

Chi sono le persone che si rivolgono al virtuale?

Gli studi di Cacioppo, ex professore di psicologa sociale all’Università di Chicago diventato famoso a livello internazionale per le sue ricerche sulla solitudine umana, hanno evidenziato che le persone che si rivolgono alla rete avrebbero un’idea più precisa del loro partner sentimentale e sessuale. Ciò potrebbe avere successivamente un ruolo nel favorire il successo della partnership.

I sondaggi effettuati da Cacioppo hanno evidenziato come i cercatori di partner in internet passino velocemente dalla prima fase conoscitiva ad una fase diretta all’approfondimento, attraverso domande sul matrimonio e sul concepimento di figli:

Le persone che si rivolgono alla rete per la ricerca del partner si muovono sicure del fatto di incontrare persone simili a loro, ovvero persone che hanno idee chiare sul partner che desiderano”.

Secondo la sociologa Dormendo Zillmann (Università di Bamberg) i cercatori di partner in rete sono persone che si esprimono in modo più libero dei cercatori di partner in luoghi non virtuali:

Si presentano senza riserve, fanno conoscere alla controparte il proprio atteggiamento nei confronti della vita”.

Tutto ciò può portare rapidamente ad aprirsi a sentimenti di vicinanza. Inoltre, quando ci si conosce su internet si sta comodamente a casa e questo favorisce una maggiore spontaneità. Ad esempio si può scrivere di se stessi in modo spontaneo e tranquillo perché non si è sotto la pressione del tempo.

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Secondo il sociologo Kai Dröge (Università di Francoforte) i contatti che avvengono online offrirebbero una mescolanza particolare di emozioni: da un lato il contatto online conferisce fugacità alla dinamica dell’interazione (le parti si sentono più facilmente libere di revocare un appuntamento). Dall’dall’altro la piattaforma virtuale consente di arrivare ad un livello di intimità in breve tempo. Questo perché ci si svela da subito alla persona “incognita”.

John Cacioppo ritiene possibile che le persone che si conoscono in rete abbiano attributi di personalità diversi e perfino una motivazione più forte per costruire una relazione stabile rispetto alle persone che si incontrano nella “vita reale”.

Quanto vera è la sua affermazione rimane ancora un tema aperto degli studi. Una cosa però è certa: i partner formati online dovranno come gli altri conservare la voglia di comunicare, anche quando le loro conversazioni non avranno più luogo sulle chat online bensì all'interno delle quattro mura di casa.

"Un matrimonio felice è una lunga conversazione che sembra sempre troppo breve" riferisce l'aforisma di un celebre scrittore francese (André Maurois).

 

2) ”Identikit” delle coppie che si formano online

Gli studi longitudinali

Le conoscenze che si instaurano in internet sono da concepirsi come conoscenze diverse? La specificità del luogo d’incontro ha una qualche ripercussione sul tipo di legame che si va ad instaurare poi nella coppia combinata?

Il team coordinato da Cacioppo ha cercato di dare una risposta a questi quesiti. “Conoscersi online non è necessariamente un’anomalia, e le prospettive possono essere buone”, ha affermato lo scienziato.

Per la sua ricerca ha coinvolto 20.000 persone che si sono sposate tra il 2005 e il 2012. Il 35% di queste coppie aveva iniziato la loro relazione su Internet (tramite un’agenzia di intermediazione oppure semplicemente sui social network).

Le ricerche consentirono di approdare ai seguenti risultati:

  • Il tasso di divorzi tra le coppie che si sono incontrate al di fuori della rete, era l’8%, mentre quello delle coppie formate online ha raggiunto il 6%.
  • Le coppie formate online hanno indicato maggiore soddisfazione coniugale rispetto a quelle che si sono sposate dopo essersi incontrate in un bar piuttosto che in altri luoghi non virtuali.
  • Le coppie di coniugi formate online possedevano in media un livello di istruzione più alto e una posizione lavorativa più stabile delle coppie analoghe conosciute in luoghi comuni e non virtuali.
  • Tra le coppie formate offline le più soddisfatte erano quelle la cui conoscenza risaliva al tempo della formazione universitaria.
  • Le coppie formate offline erano in genere meno soddisfatte del loro matrimonio.

 

Perché le coppie formate online sono pervenute a matrimoni più solidi e gratificanti?

In relazione a questa domanda Cacioppo ha avanzato alcune possibili ipotesi. Una prima ipotesi riguarda il luogo dell’incontro: internet offre probabilmente una gamma di conoscenze possibili più estesa rispetto alle chance che i single potrebbero avere nella vita reale.

Un’altra variabile che potrebbe avere avuto effetto sul successo delle coppie online riguarda le agenzie che si occupano di mediazione di partner. Questi servizi di mediazione potrebbero aver realizzato un buon lavoro di preselezione del profilo di partner adeguato.

In effetti negli studi di Cacioppo si sarebbe evidenziato che i matrimoni di coppie formate grazie alle agenzie di Matchmaking online erano le più stabili in assoluto, anche rispetto i matrimoni formati grazie ai social network come Facebook.

 

Osservazioni sulle dinamiche di conflitto

Le coppie combinate online “funzionano” meglio delle coppie che si sono incontrate in un bar piuttosto che in altri luoghi non virtuali? Oppure queste coppie devono combattere di più delle altre perché devono affrontare degli imprevisti diversi dalle coppie formate offline?

Nelle unioni formate online sembrerebbero sussistere altri tipi di trigger che stanno alla base delle conflittualità della coppia. E’ quanto rivelano le osservazioni dello psicologo berlinese Fabian Lenné:

  • Le coppie formate offline arriverebbero per lo più al conflitto quando i loro figli sono ancora molto piccoli oppure quando i genitori si trovano a vivere lo stress di una minaccia di “straniamento”. Ad esempio, quando i figli entrano in pubertà e diventa chiaro alla coppia il fatto che presto si troverà da sola.
  • Le coppie formate online hanno un approccio meno emozionale al conflitto. Sembrano più consapevoli rispetto alle situazioni di disaccordo che si possono venire a creare. In altre parole: sembrano avere un’idea precisa rispetto a come dovrebbe evolversi la loro partnership. Qualche volta appaiono come coppie razionali e smaliziate. Hanno una tendenza più marcata al “monitoraggio” della relazione rispetto alle coppie offline.

I sondaggi di Lenné evidenzierebbero inoltre nelle unioni online meno romanticismo. Precisamente queste coppie presenterebbero delle criticità per quanto riguarda l’intimità emotiva. Non riescono ad apprezzare la vicinanza con l’altro fino in fondo.

Le coppie formate online hanno paura della dipendenza dal partner e temono di amalgamarsi troppo”.

Le coppie formate offline sembrerebbero invece condurre relazioni più romantiche. Questa caratteristica le porterebbe tuttavia ad esperire più facilmente un sentimento di delusione di fronte a situazioni conflittuali.

Nelle coppie formate offline sarebbe presente un bisogno marcato di dipendenza assieme alla convinzione implicita, presente nei due partner, che il loro rapporto debba funzionare “da solo” quando succedono i conflitti.

Queste coppie soffrono quando si rendono conto che nella vita a due in verità “non è tutto romantico e non è tutto uguale” mentre le coppie formate online non avrebbero tale preoccupazione.

 

Soddisfazione percepita dalla coppia

Le coppie combinate sembrano avere i migliori presupposti di base per funzionare all’interno di partnership. Non solo sono più contente del loro rapporto amoroso rispetto alle coppie offline ma hanno anche una relazione più duratura.

Dagli studi di Cacippo sappiamo anche che nelle unioni online rientrano persone in media più istruite e con posizioni lavorative più stabili. Queste persone si accingono a confrontarsi in modo serio con la loro ricerca di coppia. E questo succede perfino prima dell’iscrizione ad un’agenzia di dating online, cosa che è importante nella riuscita finale dell’ accoppiamento.

Cacioppo riconduce la solidità di lungo termine della coppia online soprattutto al ruolo dell’algoritmo di compatibilità. Le coppie più solide dei suoi studi erano quelle formate tramite le agenzie commerciali di matchmaking. I profili di coppia erano stati testati secondo un preciso criterio di concordanza.

I servizi che si occupano di ricerca di partner hanno collaudato negli anni dei test psicologici solidi perché basati su questionari scientifici. Il fatto che le agenzie si servano di conoscenze sociali e psicologiche per mettere a punto i loro strumenti di selezione potrebbe avere un ruolo nel favorire il successo degli accoppiamenti.

Dunque, il cliente deve sottoporsi in via preliminare a dei test specifici e sulla base dei risultati potrà ottenere delle proposte dall’agenzia.

Attraverso i test psicologici vengono vagliati i desideri dei clienti sui requisiti che dovrebbe avere il loro partner futuro (ad es. età, statura, interessi, tempo libero e altro). Anche i risultati dei test sulla personalità e sulle aspettative confluiscono sulla costruzione complessiva del profilo del cliente.

Sulla base dei risultati complessivi dei test verranno filtrati quei profili, presenti nel dating online, che mostrano la maggiore concordanza con le caratteristiche evidenziate dal soggetto testato.

Se le concordanze di profili siano affidabili al 100% non si può provare attraverso gli studi analizzati finora. Inoltre, nel rispondere ai questionari, il soggetto potrebbe fornire delle risposte considerate socialmente più accettabili rispetto ad altre. Ci potrebbero essere quindi dei clienti che non vogliono rendere pubbliche le loro caratteristiche negative (effetto di desiderabilità sociale).

 

3) Il ruolo dell'algoritmo

Quale influenza ha l’algoritmo nel predire il successo di una coppia online?
Una formula di calcolo è in grado di accorciare i tempi per la ricerca di un partner romantico?

Se l’algoritmo sia veramente in grado di favorire l’abbinamento adeguato tra due persone se lo è chiesto anche il sociologo Kai Dröge, il quale intervistò in modo approfondito 25 clienti di siti dating online. Il punto di partenza fu la riflessione dello scienziato che i desideri di romanticismo, vicinanza e di intimità connessi alla relazione potrebbero probabilmente “collidere” con l’impostazione basata su criteri di efficienza della ricerca online.

In pratica la cosa è più complicata, afferma Dröge.

Nello stadio iniziale della ricerca in internet può originarsi una forte vicinanza emotiva. I contatti online offrono una mescolanza di emozioni fatte di fugacità perché i contatti possono essere facilmente revocati e di intimità perché ci si rivela ad una persona quasi sconosciuta. Alcuni dei suoi intervistati raccontarono di essersi innamorati del loro partner ancor prima di incontrarlo dal vivo.

Però le interviste mostrarono anche che per altre coppie (filtrate per mezzo degli algoritmi) subentrava anche la delusione quando si confrontavano con l’incontro reale. L’affiatamento e vicinanza che si era creata online era dunque scomparsa tutta in una volta.

Gli algoritmi possono dunque accelerare la fase di conoscenza. I cercatori di partner devono provvedere poi a fare la loro esperienza da soli, mettendo in conto anche possibili delusioni.

 

Nina e Robert: una coppia formata grazie alle App di dating online

Un sito di dating online ha unito Nina e Robert sette anni fa. Quando i loro profili si sono incrociati, lei aveva 35 anni ed era single da qualche tempo, mentre Robert, più grande di Nina di dieci anni, faceva l'impiegato pubblico ed era spesso in viaggio. In verità Nina non era alla ricerca a tutti i costi di un partner ma ci pensava da un pò con un “certo” interesse. Inoltre, cominciava a delinearsi l’idea di creare una famiglia.

(Nina)
“Non è stata la disperazione che mi ha condotta a rivolgermi ad un portale di incontri tra sconosciuti, piuttosto la curiosità di conoscere come funzionava e quale tipologia di uomini avrei potuto conoscere”.

“...fui piuttosto sorpresa nel vedere che, accanto ad alcuni tipi strani, ce ne erano altri completamente normali, che erano alla ricerca come me di un partner”.

“Mi sono incontrata in tutto con tre uomini, il terzo di questi (Robert) è diventato mio marito”.

E’ stata Nina a fare la prima mossa colpita dal messaggio di presentazione di lui, una citazione della canzone “Io” di Gianna Nannini. Parte così il loro sentirsi e chattare online, a cui segue subito uno scambio dei numeri di telefono, che dà il via a lunghe conversazioni telefoniche. Si raccontano molto prima di decidere di presentarsi di persona: la paura di far svanire una bella storia seppur ancora virtuale è alta, ma mai quanto il desiderio di vedersi dal vivo.

Il primo appuntamento viene scandito dai sorrisi di Robert, che rimarranno nella memoria di Nina come il dettaglio che l’ha maggiormente emozionata. Durante quel primo incontro parlano fino all’alba e da allora seguirono altri incontri di relazione intensa e tanta condivisione. Già dai primi appuntamenti si trattò di affrontare il tema di un’eventuale convivenza insieme.

(Robert)
Non ci abbiamo girato tanto intorno. Abbiamo subito iniziato a parlare delle nostre idee su una possibile convivenza, se potevamo rappresentarci di avere figli, che tipo di condotta avremo dovuto mantenere per favorire una buona vita insieme, eccetera... Fino a quando questi punti non furono ben chiariti vivevano entrambi con il freno a mano azionato”.

(Nina)
”Effettivamente ciò non suona tanto romantico... anche in virtù del fatto che ci eravamo già innamorati... Tuttavia, soprattutto all’inizio, per noi era importante avere una visuale congiunta del futuro. Noi volevamo semplicemente che la nostra storia funzionasse.”

Da allora sono passati sette anni. Nel frattempo Nina e Robert si sono sposati e hanno avuto due bambini.
Nina crede che l’algoritmo abbia giocato un “certo” ruolo per quanto riguarda il suo abbinamento fortunato con Robert. Tuttavia si tratta di un ruolo minimo.

(Nina)
L’algoritmo ha favorito probabilmente l’allestimento dell’incontro con Robert, accelerando e rendendo più facile la nostra conoscenza”.

La mia opinione personale è che la partnership comincia a sviluppasi in modo più interessante quando l’invaghimento è scomparso. Si tratta di valutare ciò che si è conservato. In quel momento si impara di nuovo a conoscere il proprio partner e in un certo modo anche se stessi”.

Nonostante tutte le concordanze evidenziate dal programma informatico, le diversità caratteriali di Nina e Robert non tardarono a venire a galla. Nella vita quotidiana Robert era la parte più avveduta e quella che risparmiava di più. Nina, invece, era la componente più audace e spontanea della coppia.
Robert aveva bisogno di tranquillità e Nina era una donna d’ azione. Nella pianificazione delle vacanze, ad esempio, Robert avrebbe preferito la vacanza stazionaria in villaggio tranquillo di montagna mentre Nina avrebbe voluto la vacanza avventurosa con molte vette da scalare. Queste diversità non hanno tuttavia intaccato la “chimica” della relazione individuata dall’algoritmo.

(Robert) “Solo occasionalmente temi come questo sono degenerati in discussioni accese. E’ la prassi normale di due persone che si incontrano e si amalgamano nella vita di ogni giorno”.

 

4) Aspetti conclusivi

Il digitale ha fatto il suo ingresso in modo maestoso ed irruento in tutti i settori della vita, comprese le relazioni romantiche. Internet rappresenta ormai la terza modalità più diffusa per la ricerca di una relazione, dopo l'incontro nei luoghi comuni non virtuali (bar, ristoranti, etc.).

Conoscersi online non è necessariamente un’anomalia, e le prospettive possono essere buone, ha affermato Cacioppo, uno degli studiosi più rinomati del settore del dating online.

Le unioni nate in rete sono davvero più gratificanti di quelle che si formano nei luoghi comuni del vivere?
Se da un lato le ricerche statunitensi lo confermano, l’ex professore di psicologia sociale si mantiene cauto sui risultati. E’ prematuro affermare che le coppie formate online siano le migliori di tutte.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Cacioppo J. T. & altri: Marital satisfaction and break-ups differ across on-line and off-line meeting venues. Proceedings of the National Academy of Sciences, 110/25, 2013.DOI: 10.1073/pnas.1222447110.
  • Lenné Fabian: Vom Umgang mit der Liebe. Ein Entwicklungsbuch für Paare in der Krise. CreateSpaceIndependentPublishing 2013.
  • Rosenfeld M.J. & Thomas R. J.: Searching for a mate: The rise of the internet as a social intermediary. American Sociological Review. 77/4, 2012,523-547.

Per informazioni sul significato dell’espressione ”dating online” si consulti il seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Dating