Questo messaggio positivo ci viene da un recentissimo lavoro, condotto da alcuni ricercatori della Northwestern University e pubblicato ora sui “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)” organo ufficiale della United States National Academy of Sciences.

 

   

 

Già è noto che la sclerosi multipla, come molte altre malattie autoimmuni, è una patologia più frequente nelle donne con un rapporto di tre a uno rispetto agli uomini.

La sclerosi multipla è una malattia ad andamento cronico, demielinizzante che interessa il sistema nervoso centrale scatenando diversi e complessi sintomi che tendono ad aggravarsi nel tempo.

 

    

 

I ricercatori in questione hanno scoperto, purtroppo al momento solo su topolini, che la presenza del testosterone è in grado di attivare, a livello di alcune cellule immunitarie, i mastociti, la produzione di una molecola “guardiana”, chiamata citochina IL-33, che è a sua volta in grado di bloccare l’espressione di alcune attività autoimmunitarie alla base della sclerosi multipla.

 

   

 

Ricordando che i livelli di testosterone sono sette o otto volte inferiori nelle donne adulte rispetto ai maschi, si può intuire perché questa malattia è più frequente nelle donne.

Quest’importante osservazione di laboratorio e le sue relative e possibili deduzioni, a questo punto, potrebbero portarci a considerare nuove strategie terapeutiche per affrontare questa terribile patologia neurodegenerativa.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29378942

 

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/2580-testosterone-bugie.html

https://www.medicitalia.it/news/urologia/7166-testosterone-essere-incontinenze-femminili.html