Fecondazione in vitro: sono più di otto milioni i bimbi nati

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 11 luglio 2018

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 In questi ultimi 40 anni sono nati, utilizzando le tecniche di fertilizzazione in vitro, più di otto milioni di bambini.

Questa è una delle notizie importanti comunicate al 34° Meeting annuale dell’European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) tenutosi in questi giorni qui a Barcellona in Spagna.

 

   

 

Dal 1978, anno in cui è nata Louise Brown, la prima bimba comparsa sul nostro Pianeta per merito di una fecondazione in vitro, il numero di bimbi venuti al mondo grazie a queste tecniche, capaci di risolvere problemi complessi d’infertilità, è salito ad oltre otto milioni.

Ad annunciare ed analizzare questi dati è stato Christian De Geyter, presidente dell’IVF Monitoring Consortium dell’ESHRE.

 

    

 

Questo numero è stato calcolato utilizzando tutti i registri nazionali disponibili fino al 2014; in questo modo è stato messo in evidenza un importante e significativo aumento dell’utilizzo di queste tecniche di riproduzione di secondo e terzo livello; in questi ultimi anni ed ogni anno si può affermare che più di mezzo milione di bimbi sani nasce grazie a queste tecniche di procreazione medicalmente assistita e sono più di due milioni i cicli di trattamento monitorati e stimati.

 

     

 

Il termine di procreazione medicalmente assistita (PMA) comprende tutte le procedure di secondo e terzo livello, come la fecondazione in vitro (FIVET), l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI) e la donazione di ovociti.

Quella presentata quest'anno al Meeting dell'ESHRE è anche la più importante, aggiornata e dettagliata fotografia dell’uso delle tecniche di fecondazione assistita in Europa: nel 2015 sono stati circa 800 mila i cicli condotti a termine per un totale di 157.449 bimbi nati.

La Spagna fa da capofila con 119.875 cicli eseguiti poi segue la Russia con 110.723 cicli, la Germania con 96.512 e la Francia con 93.918 cicli.

 

   

 

In questi ultimi anni i tassi di gravidanze si sono assestati intorno al 35-36% sia con l’utilizzo della FIVET che della ICSI; queste percentuali sono migliorate perché oggi tutti i Centri più informati e dedicati, dove si praticano queste tecniche di riproduzione assistita, trasferiscono gli embrioni più tardi, cioè in quinta giornata, quando questi sono già delle blastocisti, poi si cerca di trasferire un solo embrione a ciclo ed eventualmente si congelano le altre blastocisti, quando presenti. 

Altra indicazione importante, emersa in questa relazione, è la necessità oggi in Europa di avere a disposizione ogni anno circa 1500 cicli per milione di abitanti; questo per poter soddisfare le crescenti richieste di ricorso a queste tecniche di procreazione medicalmente assistita; oggi solo un piccolo numero di paesi europei se lo può permettere.

 

Fonte:

https://www.eshre.eu/ESHRE2018/Media/ESHRE-2018-Press-releases/De-Geyter.aspx

Altre informazioni:

https://centrodemetra.com/

https://www.medicitalia.it/minforma/ginecologia-e-ostetricia/215-la-fecondazione-in-vitro-e-la-icsi-come-si-svolgono-e-cosa-avviene-in-laboratorio.html

 

 

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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