Dal 2007 le infezioni resistenti agli antibiotici in Europa sono raddoppiate.

Questa informazione negativa ci viene da una ricerca condotta da numerosi ricercatori europei guidati da Alessandro Cassini del Centro Medico Universitario di Utrecht.

Da questo studio, recentemente pubblicato su “Lancet online 2018”, sembrerebbe che un numero significativo di persone, più di 30.000, sarebbe morto a causa di infezioni dovute a microrganismi antibiotico-resistenti.

 

   

 

Ospedali ed altre Strutture Sanitarie complesse sembrerebbero i luoghi dove questa evenienza più facilmente si presenta.

La ricerca avrebbe dimostrato la necessità di una coordinazione a livello europeo tra i vari Stati dell’Unione nel programmare in modo diverso le strategie di prevenzione e controllo dei microrganismi antibiotico-resistenti perché il contributo nel determinare gravi problemi clinici da parte di questi batteri varia in modo significativo da un paese europeo all’altro.

 

    

 

Il presente studio dovrebbe portare a migliorare le segnalazioni ai Centri di sorveglianza e favorire dunque tutte le iniziative capaci di omogenizzare sempre a livello europeo i sistemi di controllo e monitoraggio di questa complessa problematica.

 

   

 

A questo proposito diventa determinante la necessità di un maggior impegno da parte del mondo politico nel creare strutture capaci di contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

Purtroppo nella maggior parte degli Stati europei i piani nazionali in questo senso sono molto lontani dall’essere applicati e tradotti in pratiche utili.

 

   

 

Il Parlamento Europeo dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale in questo ambito per affrontare in modo centralizzato e con un approccio globale il problema.

Dovrebbero essere definiti gli standard per l’uso corretto degli antibiotici in presenza di infezioni gravi nelle varie strutture sanitarie dell’Unione (Ospedali, Comunità, Presidi sanitari); potrebbe essere utile ancora creare uno standard di riferimento minino sulle procedure di controllo da applicare in modo obbligatorio, protocolli di controllo delle infezioni e dell’uso degli antibiotici che potrebbero essere insegnati anche in tutte le facoltà di medicina europee, infine potrebbe essere utile anche avere indici adeguati per monitorare l’attivazione e l’efficacia degl’eventuali interventi proposti.

 

Fonte:

https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(18)30605-4/fulltext

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/7089-antibiotici-necessario-un-loro-uso-intelligente.html

https://www.medicitalia.it/blog/urologia/1656-non-sempre-l-uso-di-un-antibiotico-e-necessario-ed-utile.html

 

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