L’ultimo Studio Nazionale sulla Fertilità promosso dal Ministero della Salute, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità e presentato dall’attuale Ministro Giulia Grillo fa emergere questa necessità.

Sono stati resi noti, in questi giorni, i risultati di quattro indagini, effettuate nell'ambito di questo studio, che sembrano denunciare nel nostro paese una mancanza di conoscenza sui corretti comportamenti che si dovrebbero tenere nell’ambito della sfera sessuale e riproduttiva; queste carenze sembrano interessare non solo i giovani e gli adulti ma anche alcuni professionisti della salute.

        

Questa indagine ha coinvolto oltre 16.000 studenti e circa 20.000 persone in età fertile tra i 18 e i 49 anni.

Nei giovani il dato più significativo è che le informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva sono ottenute in nove casi su dieci da internet mentre la scuola in questa prospettiva è praticamente assente e solo un giovane su quattro si confronta su queste tematiche con il proprio medico o con un famigliare; i consultori sono strutture sanitarie praticamente sconosciute.

Nonostante tutto ciò, abbastanza diffuso è l’uso del preservativo e dei vari metodi contraccettivi ma vi è una scarsa informazione in generale sulle malattie sessualmente trasmesse e anche sui possibili problemi legati alla sfera riproduttiva.

 

      

 

Scarse conoscenze si hanno pure sulle tecniche di riproduzione assistita anche se in genere ne viene sovrastimata la loro possibilità di risolvere qualsiasi problema di fertilità questo succede pure ai professionisti della salute, medici di famiglia e specialisti compresi.

Lo studio ha coinvolto infatti anche alcuni specialisti: 238 andrologi, 376 ginecologi, 113 endocrinologi, e 1.171 ostetrici.

Tre su quattro hanno dato risposte sostanzialmente corrette alla maggior parte delle domande; tuttavia in tutti gli specialisti si percepisce un estremo “ottimismo” verso le tecniche di riproduzione assistita che invece non sempre sono la risposta corretta a tutte le problematiche legate alla fertilità; da sottolineare che a molti medici non è chiara come l’età sia uno dei fattori principali ed importante nel determinare le possibilità di gravidanza in particolare nella donna.

 

     

 

Un altro dato emerso, ancora da sottolineare, è la scarsa informazione sulle malattie sessualmente trasmesse e qui, come anche sostenuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, solo una vera e costante alleanza tra Scuole e Servizio Sanitario Nazionale può essere vincente nell’aumentare la consapevolezza del rischio, soprattutto nei giovani.

 

Fonte:
http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2823

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/3887-adolescenti-sessualita-amici-e-internet.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/753-malattie-sessualmente-trasmesse-e-fertilita-nell-uomo.html

 

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