La relazione tra varicocele ed infertilità maschile risale ad una pubblicazione Inglese degli anni 50.

Se oggi si riprovasse a pubblicare lo stesso lavoro negli stessi termini sarebbe senza dubbio rifiutato con tanto di “ vaffa” accademico e facezie varie. Ciononostante, in assenza di prove certe, sulla utilità o meno di operare il varicocele per migliorare la fertilità maschile si sono fritti parecchi cervelli senza, peraltro, addivenire a conclusioni utili.

Il problema sta nella impossibilità di essere predittivi poiché il varicocele ha cinque gradi di espressione, se si vuole di gravità, e ha il maledetto vizio di non presentarsi mai da solo ma sempre insieme ad almeno altre due o tre patologie. Al varicocele poi si associa un liquido seminale che può essere più o meno alterato, persino qualche volta normale, associato a sua volta a soggetti che concepiscono figli lo stesso nonostante gravi alterazioni.

L’associazione di idee del tipo “varicocele con dispermia uguale infertilità” è, purtroppo, non supportata da prove. Caso mai, si potrebbe affermare che un varicocele con dispermia sotto i trenta anni comporta quasi normali possibilità di concepimento che a quaranta diventano minime. Molte coppie che concepiscono sotto i trenta e mettono al mondo un pargolo non riescono dopo cinque –sette anni a fabbricare un fratellino proprio per i danni da varicocele e patologie concomitanti.

Negli ultimi anni le conoscenze di biochimica sono parecchio migliorate e molto interesse stanno avendo delle micro vescicole intracellulari chiamate esosomi i quali hanno il compito di fare da messaggeri di segnali funzionali vari, tipo intranet. Ricordavo di aver lavorato una ventina di anni fa sulla cosa e ho dovuto scartabellare parecchio per ritrovare la comunicazione presentata ad ESHRE nel 2000. Orbene, pare che, stando ad una serie di recenti pubblicazioni scientifiche, sembra che si sia individuata una differenza significativa in esosome-signaling tra soggetti con e senza varicocele che potrebbe, potenzialmente, essere di estremo aiuto per distinguere tra coloro che sono portatori di alterazioni varie, varicocele compreso e che possono essere candidati a terapia chirurgica o endovascolare.

Per la cronaca esiste anche un approccio del varicocele attraverso terapia medica, ovvero con la sola somministrazione di farmaci, pubblicate a suo tempo. La cosa interessante è che queste alterazioni del funzionamento degli esosomi sono correlate alle alterazioni della frammentazione del DNA che è un test alla portata di molti laboratori e che può essere validamente usato pre e post terapia per verificare la eventuale utilità di quest’ultima.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31081293

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3899971/

Biagiotti G.: The progesterone-induced acrosome reaction is stimulated by previous fusion of spermatozoa and prostasomes in Atti ESHRE 2000 Human Reproduction

Cavallini G. Biagiotti G.: Medical therapy of oligoasthenospermia associate with left varicocele BJU International, 91 (6) 513-518