Liquido seminale, suoi parametri e test di frammentazione del DNA.

Un recente studio, condotto da alcuni ricercatori vietnamiti della Hue e della Thai Nguyen University ed ora pubblicato sulla rivista “ Reproductive Medicine and Biology”, ha cercato di valutare in modo mirato e preciso il rapporto tra la qualità del liquido seminale, indagata attraverso un’analisi di routine dello sperma, e l'integrità dello spermatozoo con un test di frammentazione del suo DNA.

 

Compiendo uno studio trasversale sono stati valutati, tra il dicembre del 2017 e il marzo del 2019, 318 uomini di coppie infertili che erano ricorsi, per il loro problema a riprodursi, al Centro vietnamita di Infertilità ed Endocrinologia Riproduttiva di Hue.

A questo punto sono stati rivalutati tutti i parametri e le caratteristiche fisico-chimiche del loro liquido seminale confrontando il tutto con l’indice di frammentazione del DNA dei loro spermatozoi (DFI), stimato dalla soglia di dispersione della loro cromatina (SCD); erano considerati nella norma i gameti maschili che avevano un DFI inferiore al 30%, patologico se uguale o superiore a questa percentuale.

 

I rapporti tra i parametri dello sperma e il DFI sono stati analizzati attraverso un particolare coefficiente di correlazione che ci dimostrerebbe una relazione significativa del test con la presenza di alterazioni morfologiche della testa degli spermatozoi e una motilità progressiva ridotta.

Ancora un DFI patologico era associato ad un consumo non corretto, da parte degli uomini studiati, di fumo di sigaretta e di alcool.

 

Con questo studio non si è giunti comunque a stabilire in modo definitivo la reale utilità dell’esecuzione di un test di frammentazione del DNA degli spermatozoi in una coppia infertile, ma potrebbe essere un’indicazione diagnostica da proporre nelle dispermie e nelle infertilità di coppia "difficili", cioè sine apparenti cause.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6780033/

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