La protesi peniena rappresenta una soluzione eccellente per chi è affetto da difficoltà erettile severa che non risponde ad altri trattamenti, come spesso accade ad esempio in chi ha subìto un intervento per tumore di prostata, in chi ha un diabete di lunga durata, o è affetto da problemi vascolari gravi.

In questi casi la protesi, in particolare quella idraulica, è in grado di ripristinare a comando una erezione di ottima qualità, che non interferisce con sensibilità erotica, orgasmo e funzione urinaria presenti prima del suo inserimento (per dettagli vedasi l’approfondimento al link Protesi peniena: una soluzione anche ai casi più gravi di questo sito).

protesi disattivata, con pene in flaccidità

Purtroppo tre fattori hanno fino ad oggi limitato la diffusione e l’accesso a questo straordinario strumento terapeutico.

 

Il primo: garanzia limitata nel tempo per rischi di malfunzionamento.

La protesi peniena, come tutte le altre protesi (di anca, di ginocchio, eccetera) può avere problemi nel tempo. Si stima che la vita media di una protesi peniena sia di circa 10 anni, dopodiché sia possibile una rottura di un elemento dell’impianto.

Il malfunzionamento meccanico non è assolutamente rischioso per la salute di chi ha la protesi, ma richiede la sostituzione con un nuovo dispositivo per ripristinare la funzione sessuale.

Le protesi peniene, che hanno un costo significativo (ne parliamo di seguito), fino a qualche anno fa erano garantite a vita: in caso di malfunzionamento meccanico le due principali Aziende del settore (Coloplast, già Mentor, e Boston Scientific, già AMS) fornivano un nuovo modello a costo “zero”. Da qualche anno le stesse aziende sono allineate su una garanzia limitata a 5 anni.

 

  
Protesi Boston Scientific, modello AMS 700 CX

 


Protesi Coloplast, modello Titan

 

Il secondo fattore limitante: in caso di infezione la protesi non è coperta da garanzia.

Il rischio di infezione è presente per qualsiasi dispositivo impiantabile; le moderne protesi idrauliche hanno un rischio inferiore all’1% da quando sono disponibili i modelli rivestiti di antibiotico direttamente nel processo di produzione (Boston Scientific), o impregnabili di antibiotico al momento dell’intervento chirurgico (Coloplast).

In presenza di infezione la protesi deve essere rimossa e successivamente sostituita con un nuovo dispositivo; purtroppo in questo caso fino ad oggi la protesi non è stata coperta da garanzia.

 

Il terzo fattore che ha limitato l’accesso alla soluzione protesica peniena è il costo del dispositivo, che non è banale!

In ambito pubblico i limiti di budget delle Aziende Sanitarie permettono a pochi ospedali di poter disporre di questi dispositivi, e anche quando disponibili, i numeri di protesi/anno sono spesso limitati. Ciò si riflette in importanti liste di attesa, che possono raggiungere i 3 anni. In ambito privato il costo del dispositivo incide in maniera importante sul costo globale dell’intervento, con il risultato che non tutti coloro che ne necessitano possono permetterselo. 

 

Ed ora la novità: dalla fine del 2019 una nuova compagnia ha fatto il suo ingresso nel panorama della protesica peniena: la statunitense Rigicon, che produce una nuova gamma di dispositivi protesici in campo uro-andrologico: protesi peniene, protesi testicolari e sfinteri artificiali.


Protesi Rigicon, modello Infla10
® X

Nell’ambito della protesica peniena il loro prodotto idraulico tricomponente mantiene sostanzialmente tutti i principali “plus” dei prodotti già presenti nel mercato, ma con importanti novità che affrontano proprio i tre fattori limitanti che ho descritto precedentemente:

  1. la loro protesi peniena è garantita a vita. Tale garanzia permane anche per eventuali sostituzioni successive;
  2. la loro protesi peniena è coperta da garanzia anche in caso di infezione, e questo è un dato ad oggi inedito;
  3. il costo della loro protesi idraulica peniena è concorrenziale rispetto agli altri prodotti presenti sul mercato.

 

Naturalmente non sono ancora disponibili dati scientifici di affidabilità nel tempo dei prodotti Rigicon rispetto ai prodotti Boston Scientific e Coloplast, grazie al loro solo recente ingresso nel settore andrologico, ma ad oggi nel mondo sono state impiantate più di 400 unità delle nuove protesi idrauliche tricomponenti, e le prime impressioni sono incoraggianti.

L’auspicio è che le novità introdotte dalla nuova azienda possano innescare una dinamica positiva che influenzi anche le altre compagnie già presenti nel settore, per il beneficio, la serenità e una più ampia possibilità di accesso alle cure per tutti quegli uomini feriti nel loro intimo dalla perdita di una funzione fondamentale quale è quella sessuale, funzione che può essere brillantemente risolta grazie alla opzione protesica peniena.