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Acido folico, infertilità maschile e risultati FIVET-ICSI

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 11 maggio 2021

L'integrazione ad alta dose di acido folico in uomini infertili migliora i risultati delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), in particolare nelle FIVET e nelle ICSI.

Questo dato clinico interessante è suggerito da uno studio, condotto da alcuni ricercatori dell’Università Sorbona di Parigi, Università di Rennes, del Dipartimento di Ginecologia Ostetricia e Medicina Riproduttiva dell’Università Parigi-Est, dei laboratori di Biologia della riproduzione dei Centri di Conservation des œufs et du Sperme Humains (CECOS) e di altri istituti ospedalieri ed universitari francesi, pubblicato ora sul Journal of Clinical Medicine.

L'acido folico può migliorare l'efficacia della fecondazione assistita?

L'integrazione alimentare, con l’utilizzo anche di acido folico, è comunemente usata negli uomini con varie dispermie, ma il suo ruolo esatto è generalmente poco compreso; la ragione di questo studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo era quella di valutare soprattutto l'impatto dell'uso di acido folico ad alte dosi sui risultati ottenuti dopo una FIVET o una ICSI.

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Sono state cosi studiate 162 coppie infertili, con maschi dispermici, che avevano un'indicazione clinica precisa verso l’utilizzo di una tecnica di fertilizzazione in vitro per la fecondazione in vitro.

A questi uomini, di età compresa tra i 18 e i 60 anni, con almeno un parametro del liquido seminale alterato, sono stati somministrati ogni giorno a random, in un rapporto 1:1, degli integratori contenenti 15 mg di acido folico o un placebo per tre mesi fino alla raccolta del liquido seminale da utilizzare in una tecnica di fecondazione in vitro.

Sono stati analizzati i parametri dello sperma e la frammentazione del DNA prima e dopo il trattamento con acido folico e naturalmente i tassi di gravidanza biochimica e clinica dopo il transfer embrionario a fresco.

Integrazione di acido folico: i risultati sulla procreazione assistita

Si è così osservato un significativo aumento del tasso di gravidanze biochimiche e anche un più alto tasso di gravidanze cliniche nel gruppo di uomini che aveva preso l'acido folico rispetto ai maschi che avevano assunto il placebo (rispettivamente 44,1% contro 22,4%, p = 0,01 e 35,6% contro 20,4%, p = 0,082).

Anche se non sono stati notati cambiamenti significativi nelle caratteristiche dei vari parametri del liquido seminale, è stata però osservata una diminuzione della frammentazione del DNA nel gruppo che aveva assunto l’acido folico (8,5 ± 4,5 contro 6,4 ± 4,6, p < 0,0001).

Da questa ricerca clinica sembrerebbe quindi che l'uso di acido folico ad alte dosi in uomini con un’importante dispermia migliora in modo significativo i risultati ottenuti nelle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

 

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Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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