Probiotici: quando servono, quali scegliere e come assumerli

Dr. Andrea FavaraData pubblicazione: 27 settembre 2012Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2012

Nel tratto digestivo dell’uomo sono presenti circa 500 diverse specie di batteri che facilitano la digestione, producono alcune vitamine del gruppo B, k, la folina e favoriscono lo sviluppo del nostro sistema immunitario.

I probiotici sono microorganismi viventi che esercitano un effetto benefico sulla salute dell’ospite che li accoglie se somministrati in quantità adeguata.

Devono infatti sopravvivere in quantità adeguata all’ambiente acido dello stomaco ed alcalino della bile per raggiungere l’ileo ed il colon e qui svolgere la loro azione.

Non tutti i microrganismi tuttavia sono efficaci e nelle diverse patologie sono indicati diversi ceppi.

Molti yogurt ad esempio contengono ceppi di lactobacilli senza però essere considerati probiotici perché la quantità contenuta non è sufficiente, non è pertanto corretto consigliare la semplice assunzione di yogurt a pazienti nei quali si vuole ottenere un effetto conseguente alla somministrazione di probiotici.

La maggior parte di loro vive nell’intestino durante la somministrazione ma non lo colonizza, è corretto quindi continuare ad assumerli per tutto il periodo durante il quale si vuole ottenere un effetto terapeutico.

 

Vediamo quindi secondo una recente review appena pubblicata in quali situazioni l'uso è indicato e consigliabile.

Diarrea acuta: la causa più comune nei bambino è il Rotavirus. L’efficacia nella prevenzione degli episodi è modesta e quindi non consigliabile così come nella prevenzione della diarrea del viaggiatore nell’adulto.

Nel trattamento della diarrea invece è dimostrata una riduzione della durata e un miglioramento del quadro clinico somministrando Lactobacillo Rhamnosus.

La diarrea da antibiotici compare in circa il 20% dei soggetti in terapia antibiotica e qui la prevenzione mediante probiotico è dimostrata nel bambino e nell’adulto.

Controverso invece è il loro ruolo nella prevenzione e trattamento della diarrea da Clostridium difficile.

Nella sindrome dell’intestino irritabile diversi lavori hanno dimostrato un’efficacia debole nel ridurre i sintomi soprattutto per i Bifidobacteria rispetto ai Lactobacilli e quindi, data la comune difficoltà nel controllo dei sintomi con altre terapie un tentativo terapeutico appare giustificato.

Modeste sono invece le evidenze nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche quali colite ulcerosa e morbo di Crohn per cui il trattamento qui non è univocamente consigliato.

Nelle epatopatie croniche con ipertensione portale ed encefalopatia infine sono tuttora in corso studi per valutarne l’efficacia nel ridurre l’ammoniemia ma i dati non sono ancora convincenti.

 

Nella maggior parte delle persone però la assunzione di probiotici è esente da complicanze ed effetti collaterali motivo per cui spesso la somministrazione è indicata anche quando l’indicazione non è supportata da evidenza.

In conclusione, quando si decide di assumere i probiotici è sempre meglio assumerne in quantità adeguata e scegliendo il prodotto che contiene i ceppi più efficaci nelle varie patologie, in associazione e non alternativa alle terapie tradizionali in attesa di dati più convincenti.

 

M.Ciorba, Clin Gastroent Hepatol, 2012;10(9): 960-8

 

Autore

andreafavara
Dr. Andrea Favara Gastroenterologo, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo generale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Universita' Studi Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31610.

4 commenti

#1
Utente 270XXX
Utente 270XXX

Buona sera, soffro di reflusso gastrico accertato . Non riesco ad eliminare i muchi dall mio stomaco Il trattamento che seguo gia da molto tempo è esomaprazolo da 20 piu' gaviscon bustine cosa posso fare?

#2
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Non vedo relazione con l' argomento del blog tuttavia le consiglierei una rivalutazione del suo medico e se indicata una endoscopia.

#3
Dr. Alessandro Scuotto
Dr. Alessandro Scuotto

Caro Andrea,
il lavoro che hai citato è piuttosto interessante. E' stato preceduto da una metanalisi pubblicata ad aprile di quest'anno (PLoS One)
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3329544/
che, anche se sostanzialmente d'accordo con le conclusioni che hai evidenziato, presenta alcune discordanze.

L'analisi è stata eseguita sulla letteratura dal 1970 al 2011, selezionando 84 lavori per un totale di osservazioni su 10351 pazienti.
Hanno osservato l'efficacia statisticamente significativa del trattamento con probiotici nelle seguenti patologie: pouchite, diarrea infettiva, sindrome dell'intestino irritabile, infezione da Helicobacter, infezione da Clostridium difficile, diarrea associata a terapia antibiotica; la somministrazione di probiotici non è stata efficace nella diarrea del viaggiatore e nell'enterocolite necrotizzante.
In più hanno osservato che su 11 ceppi di probiotici, non risultavano di utilità i seguenti: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus plantarum, and Bifidobacterium infantis.

L'effetto positivo dei probiotici è stato riscontrato per tutti i gruppi di età osservati, sia nel caso di somministrazione di singolo ceppo che in forma associata, in maniera indipendente dal dosaggio e con migliore risposta per trattamenti di durata più lunga.

#4
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Grazie Alessandro, la metanalisi è davvero completa ed interessante e ti ringrazio. Mi è sembrato importante fare un po' di chiarezza su un argomento dove purtroppo nella pratica clinica quotidiana capita spesso di osservare un po' di confusione ed approssimazione sia da parte di noi medici sia da parte dei pazienti

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