La diagnosi di malattia infiammatoria cronica intestinale spesso è imprecisa o scorretta

Dr. Andrea FavaraData pubblicazione: 01 novembre 2014Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2014

E' quanto emerge da un lavoro italiano appena pubblicato su Digestive and Liver Disease da un gruppo di ricercatori italiani.

Le malattie infiammatorie intestinali sono in aumento e la diagnosi non è sempre semplice.

La diagnosi di malattia infiammatoria cronica intestinale, ovvero colite ulcerosa o morbo di Crohn richiede una serie di informazioni cliniche, di laboratorio, endoscopiche ed istologiche che devono essere complessivamente valutate ed integrate per porre una diagnosi corretta.

I ricercatori italiani hanno esaminato i dati di 345 pazienti studiati in 17 diversi centri di endoscopia piemontesi e la conclusione sorprendente è stata che solo nel 47.2% dei casi la diagnosi è stata posta in modo definitivo.

Il quadro endoscopico macroscopico era riportato solo nell 77.9% delle richieste di esame istologico fatte ai patologi e i sintomi, la data di esordio e le terapie in atto raramente riferite.

Il prelievo bioptico endoscopico era inontre inadeguato in ben l' 87% dei casi, non eseguendo ovvero i prelievi nelle sedi previste dalle linee guida, in numero sufficiente e ben orientati.

La probabilità di avere una diagnosi definitiva univoca è risultata proporzionale alla quantita' e qualità di informazioni disponibili in merito alla terapia in atto e al momento in cui è stata iniziata.

Questi dati purtroppo confermano quanti precedentemente rilevato in un'analoga indagine eseguita nel Regno Unito che era giunta a conclusioni identiche.

La mancanza di collaborazione tra diversi specialisti che concorrono nella gestione di questi pazienti è stata proposta come causa più verosimile del problema: questo pazienti andrebbero studiati in modo multidisciplinare con uno scambio di informazioni regolare e costante tra i diversi specialisti.

Le conseguenze di una diagnosi incompleta o scorretta sono facilmente intuibili in termini di efficacia delle terapie, risoluzione dei sintomi e, non ultimo, costi a carico del SSN.

Pur presentando limiti, le linee guida pubblicate per l' esecuzione di queste procedure devono essere seguite, altrimenti sarà impossibile migliorare questi dati purtroppo insoddisfacenti.

 

Fonte:
The diagnosis of inflammatory bowel disease is often unsupported in clinical practice - DOI: 10.1016/j.dld.2014.09.007

Autore

andreafavara
Dr. Andrea Favara Gastroenterologo, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo generale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Universita' Studi Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31610.

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