Secondo uno studio pubblicato su JAMA, lo screening primario dell' HPV (human papilloma virus) senza citologia (PAP TEST) ha portato a un minor numero di casi di neoplasia intraepiteliale del collo uterino di grado 3 o peggiore (CIN 3+) e neoplasia di grado 2 o peggiore (CIN 2+) a 48 mesi, rispetto ai test citologici.

Gina Suzanne Ogilvie del BC Women's Hospital and Health Centre di Vancouver (CANADA) dichiara che per la prima volta l' HPV test è stato adottato come screening primario in donne in età compresa tra 25 e 65 anni nella British Columbia,sottoposte l'anno precedente a un PAP test e senza storia familiare di lesioni displastiche (CIN 2+) negli ultimi 5 anni. Tra queste, 9.457 sono state sottoposte a un esame con citologia liquida (thin prep LBC) e 9.552 al test HPV.

Dunque a 48 mesi dall'esame, il tasso di casi di CIN 3+ nel gruppo HPV test è stato di 2,3 su 1.000 donne rispetto a 5,5 su 1.000 donne nel gruppo PAPtest.

Concludo con una affermazione: I medici dovranno fare una scelta fra test HPV ed entrambi i test in base a studi di costo -efficacia e alla loro discrezione, continuando a migliorare la sensibilizzazione per le donne inadeguatamente protette, in modo da combattere gli alti tassi di cancro cervicale.

Ormai si va affermando un concetto fondamentale non c'è malattia se non c'è HPV.

Fonte del lavoro: JAMA 2018. doi: 10.1001/jama.2018.7464