Ogni anno muoiono 47.000 donne e altre 5 milioni subiscono danni per pratiche abortive clandestine (dati ONU).

iL 28 SETTEMBRE scorso gli organizzatori della Giornata Internazionale per l'aborto sicuro chiedono ai difensori del diritto delle donne ad un " aborto sicuro" di celebrare coloro che hanno sostenuto queste civili battaglie. Anche l' ONU ha fatto sentire la sua voce: " Le leggi restrittive sull'aborto mettono in pericolo la vita delle donne, la posizione delle associazioni "pro-life" è perciò fuorviante. I paesi in cui le donne hanno il diritto di interrompere una gravidanza indesiderata e hanno accesso a tutti i metodi contraccettivi registrano i tassi più bassi di aborto "

La Giornata internazionale per l'aborto sicuro è stata promossa da 1.207 organizzazioni internazionali di 119 Paesi e appoggiata anche dalle NAZIONI UNITE e dalla Federazione internazionale dei Ginecologi (FIGO).

L' ONU esorta i governi di tutto il mondo a depenalizzare l'aborto e assicurare ad ogni donna la libertà di poter scegliere autonomamente sulla sua gravidanza.

Secondo le stime riportate dall' ONU, ancora 225 milioni di donne in tutto il mondo sono private dell'accesso ad una contraccezione essenziale e questo comporta gravidanze non pianificate. Per le ragazze, la gravidanza e il parto sono ancora una delle cause più comuni di morte nei Paesi in via di sviluppo.

a causa di aborti non sicuri, "ogni anno muoiono circa 47.000 donne, e altre 5 milioni soffrono di invalidità temporanea o permanente. 

La mortalità materna viola i diritti alla vita, alla salute, all'uguaglianza e alla non discriminazione e nel quadro del programma d'azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD), gli Stati si sono impegnati a ridurre notevolmente il numero di morti e di morbilità derivanti da aborti non sicuri ", spiega l' OMS in una nota.

L' ALTO COMMISSARIATO per i DIRITTI UMANI delle NAZIONI UNITE spiega nel suo comunicato che nei Paesi in cui la interruzione della gravidanza è limitata dalla legge o è illegale, la conclusione sicura della gravidanza diviene un privilegio per i soli ricchi, mentre le donne con risorse limitate non hanno altra scelta che ricorrere a pratiche non sicure.

Qui aggiungo che i dati dell' OMS hanno chiaramente dimostrato che la "criminalizzazione "della  interruzione della gravidanza indesiderata NON RIDUCE IL NUMERO DI DONNE CHE RICORRONO ALL'ABORTO.

Il risultato finale è quello per cui il sottoscritto MEDICO NON OBIETTORE si impegna giornalmente alla diffusione dei metodi contraccettivi e infatti nei paesi in cui le donne hanno il diritto di interrompere una gravidanza indesiderata E HANNO ACCESSO ALLE INFORMAZIONI E A TUTTI I METODI DI CONTRACCEZIONE HANNO I TASSI PIU' BASSI DI ABORTO.

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