Il Coronavirus sopravvive 9 giorni sulle superfici asciutte: come sanificare

Dr. Antonio ValassinaData pubblicazione: 01 marzo 2020

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Un nuovo articolo molto interessante è appena stato pubblicato sul Journal of Hospital Infection a proposito delle notevoli capacità di sopravvivenza del Coronavirus 2019 (SARS-CoV-2).

Questo gruppo di ricercatori tedeschi segnala che la trasmissione del SARS-Cov-2 è stata dimostrata da uomo a uomo con un'incubazione tra i 2-10 giorni con diffusione facilitata dall'emissione di goccioline nel respiro, mani o superfici contaminate.

Su quest'ultimo aspetto si sono concentrati i ricercatori, che hanno fatto una revisione della letteratura per valutare da una parte la sopravvivenza del SARS-Cov-2 su superfici inanimate (biologicamente inattive) e dall'altra la capacità di inattivazione di agenti disinfettanti con capacità biocide.

 

L'analisi di 22 studi ha evidenziato che in passato i virus della serie Corona come SARS, MERS e i Coronavirus endemici (HCoV) possono persistere su superfici di oggetti in metallo, plastica o vetro per più di 9 giorni, ma possono essere efficientemente inattivati mediante procedure di disinfezione con una miscela di 62%-71% etanolo + 0,5% di Acqua Ossigenata (perossido di idrogeno) + 0,1 % di ipoclorito di sodio nell'arco di tempo di 1 minuto di trattamento. Altri tipi di miscela sono risultati inferiori.

Da questi dati sui precedenti Coronavirus, gli autori si aspettano risultati simili nella disinfezione delle superfici contaminate dal SARS-CoV-2.

Da questi dati a noi non resta altro che rilevare che la disinfezione/sanificazione dell'aree dove sono stati presenti contagiati assume la stessa importanza del loro isolamento per ridurre il rischio di trasmissione.

Penso al lavoro enorme che abbiamo da fare qui in Italia sui mezzi pubblici (treni, aerei, autobus, metropolitane) e nei luoghi pubblici tutt'ora molto frequentati... a cominciare dagli Ospedali, ambulatori e studi professionali, luoghi naturali di concentrazione di possibili malati infetti.

La vicenda dell'Ospedale di Codogno con il primo paziente più volte arrivato al PS e gli 8 infermieri contagiati, ora in quarantena, come pure i problemi all'Ospedale di Lodi dove si sono riversati molti malati di Codogno dopo la chiusura del PS di Codogno insegna.

Autore

antonio.valassina
Dr. Antonio Valassina Ortopedico, Chirurgo vascolare

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1978 presso Università Cattolica del S. Cuore.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 34117.

4 commenti

#1
Utente 587XXX
Utente 587XXX

Può rimanere sospeso in aria e con una giornata di pioggia e ventosa volare a destra e a manca? Io cerco di capire questa cosa, cioè se è trasmissibile solo con stretto contatto con un ammalato o un oggetto che ha toccato o anche nel modo che ho descritto? No perché sennò saremmo tutti nella cacca fino alle orecchie...

#2
Utente 587XXX
Utente 587XXX

Comunque grazie e vi ammiro veramente tanto per il coraggio che avete voi medici in questa crisi umana

#3
Dr. Antonio Valassina
Dr. Antonio Valassina

Purtroppo si rivela come un virus resistente sulle superfici. E' uscito ieri sul NEJM, una delle più prestigiose riviste mediche mondiali, che il COVID-19 presenta notevole resistenza sulle superfici con sopravvivenza diversa a seconda dei materiali (https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMc2004973).
Quanto alla trasmissibilità in aria sembra che oltre alle goccioline della saliva possa utilizzare le micropolveri dell'inquinamento amientale, il che spiegherebbe la prevalenza nell'area di Lodi e Bergamo che da sempre, dopo la rivoluzione industriale, sono le aree più inquinate d'Europa insieme al bacino della Ruhr in Germania.

#4
Dr. Antonio Valassina
Dr. Antonio Valassina

Un nuovo aggiornamento da uno studio pubblicato sul NEJM.

"Gli autori hanno analizzato contestualmente e nelle stesse condizioni sperimentali il comportamento di Sars-Cov1, trovando simili risultati. Questo aspetto sottolinea che le differenze nelle caratteristiche epidemiologiche di questi virus vanno ricercate probabilmente in altri fattori, come una elevata carica virale di Sars-Cov2 nelle alte vie respiratorie di pazienti anche asintomatici. Ciò spiegherebbe la capacità di diffusione estesa di questo virus che ha un elevato tasso di infettività (R0) compreso tra 2,5 e oltre 4 secondo alcune osservazioni. "



https://clinicalnetwork.it/sopravvivenza-del-sars-cov2-sulle-superfici-facciamo-chiarezza/?utm_source=sendinblue&utm_campaign=clinical-sars&utm_medium=email

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