Il deficit di Vitamina D si accompagna ad emicrania e dolore cronico

Dr. Mauro ColangeloData pubblicazione: 02 gennaio 2019

Mansoureh Togha e Soodeh Razeghi Jahromi, Ricercatori presso l’Iranian Center of Neurological Research (Neuroscience Institute) della University of Medical Sciences di Tehran (Iran) hanno pochi giorni or sono pubblicato su Headache [2018;58(10):1530-1540] un interessante lavoro dal titolo “Serum Vitamin D Status in a Group of Migraine Patients Compared With Healthy Controls. A Case-Control Study”, che pone in relazione deficit di vitamina D ed emicrania.

L’emicrania, la cui ricaduta socio-economica e sulla qualità della vita è notevole per il suo effetto disabilitante, se non adeguatamente trattata tende a trasformarsi da episodica in cronica. Le acquisizioni sulla fisiopatologia dell’emicrania attribuiscono un ruolo chiave al sistema trigemino-vascolare che, attivato dal rilascio di neuro-peptidi pro-infiammatori (CGRP, sostanza P, neuro-chinina A), causa vasodilatazione intracranica e stimolazione dei recettori del dolore meningei. Un importante mediatore della risposta infiammatoria vasale e di attivazione neuro-sensitiva è stato identificato nel monossido di azoto (NO). Il colecalciferolo o vitamina D3, che viene sintetizzato nell’epidermide dal precursore 7-deidrocolesterolo dopo esposizione alla radiazione ultravioletta, fra le sue numerose funzioni svolge una regolazione dell’infiammazione, riducendo la sintesi del NO, ed una azione neuro-protettiva e neurotrofica. Su questa premessa, si è ipotizzato che livelli più elevati di vitamina D3 possano ridurre il rischio di emicrania, ma sinora pochi trial clinici randomizzati hanno investigato questa relazione.

Obbiettivo primario dei Ricercatori iraniani è stato di esplorare la differenza nei livelli serici della vitamina D3 nei soggetti emicranici, comparandoli con quelli di individui sani di controllo, allo scopo di stabilire l’associazione fra lo stato di vitamina D e le probabilità di emicrania; obbiettivo secondario se vi fosse correlazione fra i livelli di vitamina D e la forma di emicrania cronica ed episodica. Nello studio, svoltosi da Aprile a Settembre 2017, sono stati reclutati 70 soggetti (senza supplementi di vitamina D da 3 mesi) di età fra 18 e 60 anni (età media 37) di cui 75% donne, 34 affetti da emicrania cronica (>15 episodi/mese x 3 mesi) e 36 da episodica, diagnosticata secondo la classificazione ICHD-IIIβ della International Headache Society. I partecipanti, assumendo regolare terapia per l’emicrania, hanno compilato il diario della cefalea, il questionario VAS (Visual Analog Scale), per l’intensità del dolore da 0 a 10 e della disabilità MIDAS (Migraine Disability Assessment Scale), che ne ha consentito la classificazione in quattro categorie (assente, lieve, moderata e grave). All’inizio dello studio ed alla seconda valutazione è stato effettuato (con metodo enzimatico ELISA) il dosaggio nel siero della 25-idrossivitamina D [25(OH)D], considerato l’indicatore più affidabile del livello di Vitamina D (basso= <20 ng/mL; insufficiente = 21-29 ng/mL).

Analizzando con statistica inferenziale (analisi di varianza) la variabilità interna dei gruppi (genere, età, BMI, farmaci anti-emicranici) è risultato (CI= 95%, P<.05) che il valore di vitamina D insufficiente (<30 ng/mL) era più rappresentato fra i pazienti emicranici rispetto ai soggetti sani, mentre nessuna differenza statisticamente rilevante è emersa confrontando pazienti con emicrania cronica ed episodica. E’ significativo che ad ogni aumento del valore nel siero di 5ng/mL di 25(OH)D corrispondeva una diminuzione del 19-22% della probabilità di sviluppare emicrania (OR = 0.81; 95% CI = 0.72–0.90; P <. 0001). Questi risultati sono coerenti con uno studio analogo condotto in Norvegia da Prakash su soggetti affetti da cefalea, dolori muscolo-scheletrici e fatica cronica che nel 58% presentavano vitamina D inferiore a 20 ng/mL.

In conclusione, da questa ricerca emerge che la vitamina D, attraverso il suo potenziale anti-infiammatorio e di regolazione immunitaria, gioca un ruolo nel meccanismo fisiopatologico dell’emicrania e del dolore cronico e che analoghi ulteriori trial saranno necessari per individuarne il coinvolgimento terapeutico in questi disturbi.

Autore

maurocolangelo
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 11151.

9 commenti

#1
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Buonasera dottore, grazie per l'importante articolo su una patologia, giustamente da lei definita"disabilitante"che attanaglia, una gran percentuale di popolazione.nel merito vorrei chiederle se l'assunzione regolare di colecalciferolo, integrata con una costante esposizione alla luce solare, può essere una buona azione preventiva contro l'emicrania?

#2
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Sempre facendo riferimento al suo articolo volevo chiederle,nel caso in cui si assumesse una quantità molto elevata di vitamina d3, concomitanza di assunzione alimentare ed alta esposizione ai raggi solari , come si può prevenire il rischio di ipercalcemia con relative conseguenze sull'apparato cardiocircolatorio ed ai polmoni?

#3
Dr. Otello Poli
Dr. Otello Poli

L'articolo suscita naturalmente interesse ma anche qualche perplessità nell'attribuire forse un poco semplicisticamente al colecalciferolo proprietà modulatorie e pertanto alla fine analgesiche. Certamente i numeri che comparano la sintomatologia dolorosa con livelli di D3 sono suggestivi. Al solito penso si possa dire come "anche questa sia una via di sviluppo della ricerca" da seguire, implementare e cercando ulteriori conferme. Sarà da standardizzare la metodica di trattamento più efficace e studiare quale possa essere la miglior associazione con i farmaci anti-emicraanici in uso.

#4
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Grazie Otello del tuo commento, che condivido. Tu, d'altro canto, sai bene come fu accolto con meraviglia l'utilizzo del topiramato per l'emicrania, che è divenuto oggi un farmaco di prima linea. Io ho trovato la ricerca ben condotta, anche se con un numero basso di partecipanti, ma come te ritengo che abbiano indicato una linea da seguire.

#5
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Gentile Utente 510030,
l'articolo riferisce di dati preliminari di ricerca che dovranno trovare in fasi successive un protocollo di applicazione in terapia. L'utilizzo della Vit D3 per l'emicrania sarebbe oggi un uso off-label che non è ancora standardizzato. Comunque, si ha sovradosaggio quando la calcemia supera i 10,6 mg/dl o se la calciuria supera i 300 mg nelle 24 ore. Lei ha detto correttamente che il sovradosaggio cronico può portare a calcificazione vascolare e degli organi, come risultato della ipercalcemia.
La ringrazio per l'attenzione con cui segue i miei articoli e La saluto con molta cordialità.

#8
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Grazie dottore per la sua puntuale, quanto sollecita, risposta. Alla luce di quanto sopra Le vorrei chiedere se al colecalciferolo si può riconoscere o meno una funzione analgesica?

#9
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Una funzione analgesica tout-court non di certo, ma gli si è riconosciuto un ruolo di modulatore della nocicezione, come può rilevare dall'articolo che mi compiaccio abbia suscitato il suo interesse.

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