Si può migliorare la cura della cefalea in bambini ed adolescenti?

Dr. Mauro ColangeloData pubblicazione: 15 dicembre 2019

La cefalea è una forma di dolore che da sempre affligge il genere umano. La mitologia greca, che racconta in forma episodica l'evoluzione del mondo e dell'uomo, non poteva disinteressarsi del mal di testa e, per rappresentare in modo vigoroso la sua molestia, coinvolse lo stesso Zeus che, essendone stato colpito, per porre fine al dolore insopportabile si fece aprire la testa con un’ascia dal dio Vulcano, e ne fuoriuscì Athena, dea della guerra.

Questo disturbo è presente in tutte le fasce di età ed anche l’infanzia e l’adolescenza non ne sono risparmiate e molto più spesso di quanto non si creda.

In Italia si è rilevato che in età pediatrica sono colpiti da emicrania e cefalea muscolo-tensiva circa il 30% dei bambini in età scolare (6-10 anni) e il 14% degli adolescenti dopo la pubertà (12-17 anni). 

La cefalea è diffusa anche fra i bambini più piccoli, anche se una statistica esatta sia di difficile attuazione per l’incapacità dei piccoli pazienti ad esprimere con precisione il tipo di dolore che provano e di conseguenza per i genitori comprendere che si tratti di cefalea. 

E’ abbastanza noto comunque come il mal di testa comprometta le capacità del minore sia in ambito scolastico che in quello sociale, in egual misura per i due sessi fino alla pubertà, per prevalere poi in quello femminile a causa dei cambiamenti ormonali.

Christina L. Szperka del Children's Hospital of Philadelphia, nel suo articolo Pediatric Migraine Guidelines Show Limits of Current Research, pubblicato il 9 dicembre 2019 su JAMA Neurology, sottolinea la necessità di ulteriori ricerche sull’emicrania pediatrica e sul suo trattamento acuto e preventivo, quale è indicato nelle linee guida rilasciate nell’Agosto 2014 da American Academy of Neurology (AAN) e da American Headache Society (AHS), in quanto questo non risulterebbe di aiuto risolutivo in almeno un terzo dei soggetti che ne sono affetti.

Le linee guida AAN/AHS raccomandano i FANS come l’ibuprofene per il trattamento acuto del dolore nei bambini e negli adolescenti, limitando l’uso dei triptani ai soli adolescenti con la sola eccezione del rizatriptan, utilizzabile anche in bambini ma a partire dai 6 anni, enfatizzando nel contempo di evitare l’abuso di antalgici.
Per quanto attiene alla terapia preventiva AAN/AHS consigliano essenzialmente il controllo dei fattori scatenanti la cefalea, ritenendo di limitata efficacia molti dei farmaci preventivi, con l’eccezione di topiramato, propanololo e della combinazione di amitriptilina e terapia cognitivo-comportamentale.

Szperka afferma che in realtà esistono numerosi altri farmaci preventivi, che nella pratica clinica hanno mostrato una buona efficacia nei bambini, seppure non sia stata chiaramente evidenziata in trial clinici che li confrontavano con i placebo.

Nutrizione

La ricercatrice si riferisce, in particolare, al trattamento non-farmacologico o nutraceutico, quali la vitamina D, il magnesio, la vitamina B12, il coenzima Q10 e gli acidi grassi poli-insaturi, di cui sarebbe indicato investigare le componenti realmente efficaci.
Nella pratica clinica, questi trattamenti sono di largo utilizzo principalmente per l’assenza di effetti collaterali o comunque di incidenza minima e limitatamente ai casi di un loro uso non adeguato. 

Questa caratteristica dovrebbe pertanto sollecitare un’appropriata revisione delle attuali linee guida, attraverso pertinenti approfondimenti che acquistino un valore dirimente rispetto ai precedenti studi sull’argomento, costituiti da semplici osservazioni non strutturate o da modesti trial clinici.

 

Autore

maurocolangelo
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 11151.

1 commenti

#1
Ex utente
Ex utente

Buongiorno Dr. Mauro Colangelo, pur non volendo irritare, ma solo indicare ciò di cui sono certo, frequentemente aggiungo il mio parere riguardo agli Studi da Lei e altri Medici pubblicati, e, pur essendo contrario alle mie affermazioni, perché le Scuole che ha frequentato non confermano quello che penso di aver capito svolgendo una ricerca sulle cause delle malattie degenerative, Lei Dr. Colangelo, con Onestà di Medico non oscura i miei messaggi, e di questo Le sono Riconoscente.
Allora, auspicando anche questa volta la possibilità di scrivere ciò che penso, vorrei indicare il mio parere riguardo alla cefalea o l'emicrania che talvolta insorge nei Bambini e anche nelle Persone adulte.
Se consente Dr. Colangelo, per prima cosa mi interesserebbe la sua risposta di Medico riguardo a certe realtà non indicate nello Studio da Lei pubblicato: per esempio, supponiamo che in presenza di Cefalea sia presente la Infiammazione nelle Aree Sensoriali del Cervello, e la domanda naturale è: quale può essere la causa della Infiammazione Cerebrale?
Dottor Mauro, nello Studio che Lei ha pubblicato NON c'è scritto che, se è presente la Infiammazione e conseguente dolore indicato dalla Cefalea o Emicrania, è sempre presente la VASOCOSTRIZIONE Cerebrale. Mi sbaglio Dr. Colangelo?
Infatti, i farmaci prescritti per la cura delle cefalee sono i FANS uno dei quali è l'Ibuprofene, il quale come credo gli altri FANS, agisce nella Vasodilatazione, e allora Dr. Colangelo è importante il suo parere: come mai la Ricercatrice Dottoressa Christina L. Szperka non cita questa importante Azione Terapeutica determinata dal farmaco Ibuprofene?
Possiamo essere certi che, quando assumiamo un farmaco che agisce nella Vasodilatazione Cerebrale otteniamo il protettivo aumento della Circolazione di sangue e ossigeno nel Cervello, ponendo termine in questo modo alla Infiammazione e scompare anche il dolore causato dalla Cefalea o la Emicrania.
Penso sia poi da considerare la indicazione della Dottoressa Szperka, la quale suggerisce anche la cura delle Cefalee con un trattamento Nutraceutico, che prevede l'assunzione delle varie Vitamine le quali contengono tutte le Sostanze Vasoattive presenti principalmente nella Verdura, nella Frutta, nei Legumi, nelle Spezie o nelle Erbe Aromatiche.

Grazie Dottor Mauro Colangelo, anche se probabilmente non sarà d'accordo.

https://www.analisidelsangue.net/ibuprofene/

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