Diversi studi molto recenti hanno dimostrato che vi è una maggiore prevalenza di sindrome dell'occhio secco (DES) tra i pazienti affetti da malattie psichiatriche. 

Lavori scientifici internazionali hanno dimostrato che tra i pazienti psichiatrici la sindrome dell'occhio secco sia prevalente soprattutto per chi è affetto da:

  • depressione,
  • disturbo bipolare e
  • disturbi nevrotici,
  • altre co-morbilità psichiatriche

La sindrome dell'occhio secco è una malattia della superficie oculare ormai molto comune in tutto il mondo. 

È una malattia a genesi multifattoriale con alterazione qualitativa e quantitativa delle lacrime e di tutta la superficie oculare, che provoca irritazione, visione offuscata, bruciore e costante sensazione di corpo estraneo, che influenza la vita dei pazienti, il loro lavoro, le loro attività quotidiane, hanno scarsa qualità della vita e soprattutto hanno una profonda alterazione delle proprie emozioni.

Diversi studi epidemiologici hanno già sottolineato una maggiore prevalenza di sindrome dell'occhio secco tra i pazienti affetti da malattie psichiatriche.

In queste recenti ricerche sono stati valutate, soprattutto, persone con depressione, ansia e disturbo bipolare.

La completa comprensione delle interazioni tra malattie psichiatriche, farmaci antipsicotici e sindrome dell'occhio secco (DES) è oggi fondamentale per il corretto approccio terapeutico per la cura di questi pazienti.

I pazienti con sindrome dell'occhio secco (DES) hanno prevalenza di:

  • demenza,
  • disturbo bipolare,
  • depressione e
  • disturbi nevrotici. 

 

Mentre tra i pazienti con Sindrome dell'occhio secco (DES) troviamo pochissimi casi di:

  • psicosi farmacologica o
  • dipendenza e psicosi alcolica,
  • schizofrenia e
  • ritardo mentale e psichiatrico.

 

Tra i gruppi di pazienti DES / non DES non vi sono differenze sognificative di:

  • stati paranoici e
  • disturbi ossessivo-compulsivi.

 

Vi è certamente una prevalenza di sindrome da alterazione del film lacrimale in pazienti con Morbo di Parkinson.

Il sesso femminile, l'età avanzata e molte serie di co-morbidità mediche, tra cui malattie autoimmuni e reumatiche sono associate a un rischio più elevato di sindrome da alterazione del film lacrimale.

Le recenti campagne prevenzione effettuate sulla popolazione Europea indicano una prevalenza di sindrome da alterazione del film lacrimale in giovani tra i 15 e i 25 anni.

Spero sinceramente che questo picco sia dovuto ai danni da luce blu, all'abuso di smartphone, tablet e computer e non ad altre forme di dipendenza.

  

 

I pazienti con sindrome da alterazione del film lacrimale hanno maggior rischio di sviluppare:

  • schizofrenia,
  • malattia bipolare,
  • depressione,
  • disturbi del sonno / insonnia 
  • disturbi nevrotici,
  • ansia,

rispetto a un gruppo di pazienti sani della stessa età e stesso sesso. 

Troviamo pochi casi di Occhio Secco tra i pazienti affetti da demenza o ritardo mentale, mentre, quasi sempre, i pazienti con alterazione del film lacrimale hanno sviluppato molto spesso una sindrome depressiva.

Alcuni autori credono che sia l'infiammazione a svolgere un ruolo chiave nella patogenesi comune sia della depressione che del DES. 

Nei pazienti con Sindrome dell'Occhio Secco, vi è una maggiore produzione di citochine infiammatorie presenti sia nelle lacrime che nella congiuntiva.

Anche i depressi hanno livelli più elevati di citochine infiammatorie e neuropeptidi nel proprio sangue. Queste citochine e neuropeptidi possono portare simultaneamente a infiammazione della superficie oculare ed a esacerbazione di stati d'animo negativi. 

Altri studiosi hanno pensato che i pazienti depressi abbiano una soglia di percezione del dolore molto bassa e spesso lamentino sintomi peggiori (da occhio secco) rispetto ai pazienti non depressi. 

Il "dolore neuropatico" causato dalla disfunzione neurale corneale svolge un ruolo fondamentale nell'irragionevole dolore cronico nei pazienti affetti contemporaneamente da sindrome Occhio Secco e depressione. 

Tra i farmaci antidepressivi, gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) sono spesso associati all'insorgenza di una sindrome dell'occhio secco. 

È possibile che gli SSRI causino un effetto anticolinergico in base al quale livelli alterati di serotonina influenzino le soglie di sensibilità dei nervi corneali. 

In pazienti affetti da disturbo bipolare trattati con litio carbonato o sodio valproato abbiamo trovato riduzione del BUT (tempo di rottura del film lacrimale) ed alterazioni significative del test di Korb-Marino, anche se il meccanismo farmacocinetico di questo effetto collaterale non è ben chiaro.

I pazienti con demenza hanno un rischio maggiore di andare incontro a secchezza oculare o a sindrome di Sjögren. 

Questo rischio è stato di certo sottovalutato, perché i pazienti con demenza hanno meno possibilità di segnalare sintomi a causa del loro declino cognitivo e delle difficoltà comunicative.

I contenuti scientifici di questo articolo sono stati forniti gratuitamente dai nostri medici, specializzati in Clinica Oculistica.

 

Riferimenti: