coronavirus

Ho un tumore, posso vaccinarmi contro il coronavirus?

Dr. Roberto IacovelliData pubblicazione: 04 gennaio 2021

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Questa è una delle domande che molti pazienti oncologici si stanno ponendo in questo momento e alla quale la Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) ha cercato di rispondere attraverso un articolo disponibile in lingua inglese al seguente indirizzo: https://www.esmo.org/covid-19-and-cancer/covid-19-vaccination.

L’articolo sottolinea come i pazienti oncologici siano maggiormente soggetti ad infezioni più severe e con esito infausto con un range dal 5% al 61% a seconda degli studi analizzati rispetto a quello della popolazione generale che si attesta sul 2-3%. Tuttavia, viene anche evidenziato come questo dato non tiene conto di alcuni parametri come le possibili comorbidità, le condizioni cliniche non ottimali e l’età più avanzata della popolazione oncologica rispetto a quella generale e che possono contribuire al rischio più elevato. Viene inoltre sottolineato come l’infezione da SARS-CoV-2 possa ritardare le procedure di screening, la diagnosi o l’avvio della terapia per il tumore con conseguenze non immediatamente prevedibili nel breve periodo.

vaccinazione paziente tumore

Sebbene non esistano molti dati nella letteratura medica circa l’uso della vaccinazione nei pazienti oncologici, si raccomanda tale procedura anche in coloro che eseguono terapie immunosoppressive se il vaccino utilizzato è di tipo inattivato mentre persistono delle riserve in caso di vaccino attenuato. Gli autori sottolineano come l’efficacia del vaccino possa essere ridotta in pazienti che eseguono terapie capaci di alterare l’efficacia del sistema immunitario come farmaci contro i linfociti B (anticorpi monoclonali anti-CD19, anti-CD20, anti-CD10 e CD19 e CAR-T), o in pazienti che eseguono terapie immunosoppressive come per coloro che sono sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche. In questi casi i benefici del vaccino devono essere valutati caso per caso con il proprio referente oncologo o ematologo.

L’altra domanda che si pongono è se il vaccino sia in grado di stimolare una risposta immunitaria efficace nella popolazione oncologica. Premettendo che i dati su questo argomento sono scarsi, gli autori sottolineano come nei pazienti con tumore del polmone o della mammella la risposta immune ad altri vaccini è adeguata e in generale è migliore nei pazienti affetti da tumori solidi rispetto ai pazienti affetti da linfoma anche se complessivamente inferiore rispetto alla popolazione generale. In questo caso, tuttavia, multiple dosi di vaccino attraverso i richiami, possono stimolare adeguatamente la risposta immune e garantire l’efficacia del vaccino. Viene inoltro specificato come non siano state evidenziate interazioni negative tra l’immunoterapia, oggi largamente utilizzata in oncologia, e vaccinazione per altre malattie infettive.

Infine, gli autori raccomandano di somministrare il vaccino prima dell’avvio della terapia oncologica e, se questa fosse stata già iniziata, può essere eseguito senza una tempistica precisa.

Purtroppo, riguardo l’interazione tra vaccino e tumore non vi sono evidenze di letteratura definitive, anche se il rischio è che il tumore possa ridurre l’antigenicità (ovvero la risposta immunitaria) e quindi l’efficacia del vaccino.

In conclusione, considerando quando riportato sopra, la vaccinazione per SARS-CoV-2 è fortemente raccomandata nei pazienti oncologici senza controindicazioni specifiche per cui si raccomanda a tutti i pazienti di valutare con il proprio oncologo l’appropriatezza di tale intervento e la tipologia di vaccino da somministrare tra quelli che saranno disponibili. L’obiettivo comune deve essere quello di rallentare, anche e soprattutto nei pazienti oncologici, la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 per proseguire serenamene il proprio percorso di cura ricordandosi di continuare ad indossare la mascherina ed igienizzare frequentemente le mani fino a quando gran parte della popolazione sarà vaccinata.


Autore

roberto.iacovelli
Dr. Roberto Iacovelli Oncologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2006 presso Sapienza Università di Roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 55628.

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