oncologia

Finalmente disponibile in Italia la combinazione di axitinib e pembrolizumab per il tumore renale

Dr. Roberto IacovelliData pubblicazione: 07 gennaio 2021

Lo scorso 14 dicembre è stata pubblicata la Gazzetta Ufficiale che autorizza la somministrazione e la rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario della combinazione di axitinib e pembrolizumab come prima linea di trattamento nei pazienti affetti da carcinoma renale metastatico. Tale terapia viene eseguita partendo dalla dose di axitinib 5 mg per bocca due volte al giorno assunto a stomaco vuoto continuativamente e pembrolizumab 200 mg endovena ogni 21 giorni.

Uno studio dimostra l'efficacia della terapia

L’evidenza che supporta questa opzione terapeutica, raccomandata dalle maggiori linee guida nazionali oltre che europee e americane, viene dallo studio KeyNote 426, uno studio randomizzato in aperto di fase III che ha confrontato la combinazione di pembrolizumab associato axitinib a pembrolizumab rispetto al sunitinib dato alla dose di 50 mg al giorno secondo la classica schedula di 4 settimane di terapia e due di riposo. I trattamenti venivano somministrati come prima linea di terapia ai pazienti affetti da carcinoma renale avanzato (mRCC), la cui istologia doveva essere prevalentemente a cellule chiare e proseguiti fino a progressione o tossicità inaccettabile con l’unica eccezione del pembrolizumab che veniva somministrato per un massimo di 36 somministrazioni ovvero 2 anni.

Lo studio aveva un duplice obiettivo primario, ovvero quello di dimostrare un vantaggio di sopravvivenza complessiva (OS) e in tempo alla progressione (PFS) per i pazienti trattati con la combinazione rispetto alla monoterapia con sunitinib. Tra gli obiettivi secondari vi era il tasso (ORR) e la durata della risposta (DOR) oltre al profilo di sicurezza della combinazione.

ricerca medica tumore renale

Riduzione del rischio di morte e di progressione

I risultati dello studio sono stati presentati in maniera aggiornata all’ultimo ASCO meeting 2020 dopo un follow up mediano di 27 mesi e recentemente pubblicati su Lancet Oncology. Questi hanno confermato il vantaggio per la combinazione con una riduzione del rischio di morte del 32% (HR 0.68; 95CI, 0.55 – 0.85; p<0.001) e una mediana di OS non ancora raggiunta per il braccio di pembrolizumab+axitinib rispetto a 35.7 mesi per il braccio di sunitinib.

Per quanto riguarda l’altro endpoint primario ovvero la PFS lo studio ha riportato come la combinazione sia in grado di ridurre il rischio di progressione del 29% (HR 0.71; 95%CI, 0.60 – 0.84; p<0.0001), con una mediana di 15.4 mesi per il braccio di combinazione rispetto a 11.1 mesi per il braccio di sunitinib. Interessante è stato anche il tasso di risposta che dimostra come la combinazione di pembrolizumab+axitinib sia estremamente attiva raggiungendo il 60.2% rispetto a 39.9% per sunitinib.

In termini di tossicità, gli eventi avversi di ogni grado si sono registrati nel 96.3% dei casi trattati con la combinazione rispetto al 97.6% di quelli trattati con sunitinib e l’incidenza di eventi avversi seri (Grado 3-5) è stata rispettivamente del 66.9% rispetto al 62.4%. È importante sottolineare la differenza qualitativa degli eventi avversi di alto grado, infatti la diarrea e l’aumento degli enzimi epatici caratterizzavano maggiormente la tossicità della combinazione mentre le tossicità ematologiche (neutropenia e piastrinopenia) maggiormente il sunitinib. Altre tossicità come l’ipertensione, la sindrome mano-piede e la fatigue erano simili in termini d’incidenza in entrambi i bracci di trattamento poiché una tossicità di classe riconducibili alla presenza del TKI axitinib o sunitinib.

Nell’insieme questi dati confermano come la combinazione di axitinib e pembrolizumab sia maggiormente efficace rispetto al solo sunitinib nei pazienti affetti da carcinoma renale avanzato rappresentando la terapia di riferimento in Italia per il trattamento del carcinoma renale metastatico di nuova insorgenza o recidivato.

 

Bibliografia:

Escudier B, Porta C, Schmidinger M, Rioux-Leclerq N, Bex A, Khoo V, et al. Renal Cell Carcinoma: ESMO Clinical Practice Guidelines. Ann Oncol (2019); 30: 706-720. Linee guida sul carcinoma renale (in inglese) disponibili su: https://www.esmo.org/guidelines/genitourinary-cancers/renal-cell-carcinoma/eupdate-renal-cell-carcinoma-treatment-recommendations

National Comprehensive Cancer Network (NCCN). Linee guida sul carcinoma renale (in inglese) disponibili su: https://www.nccn.org/patients/guidelines/content/PDF/kidney-patient.pdf

Associazione Italiana di Oncologia Medica, Linee guida disponibili su: www.aiom.it

Rini BI, Plimack ER, Stus V, et al. Pembrolizumab plus Axitinib versus Sunitinib for Advanced Renal-Cell Carcinoma. N Engl J Med 2019; 380:1116-1127.

Powles T, Plimack ER, Soulières D, et al. Pembrolizumab plus axitinib versus sunitinib monotherapy as first-line treatment of advanced renal cell carcinoma (KEYNOTE-426): extended follow-up from a randomised, open-label, phase 3 trial. Lancet Oncol. 2020 Dec;21(12):1563-1573.

Autore

roberto.iacovelli
Dr. Roberto Iacovelli Oncologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2006 presso Sapienza Università di Roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 55628.

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