I pazienti affetti da cancro che soffrono di depressione tendono a recuperare in modo meno efficace

Dr. Federico BaranziniData pubblicazione: 16 febbraio 2017

Una nuova ricerca mostra che i pazienti affetti da cancro colon-retto che soffrono di depressione al momento della diagnosi, tendono a non recuperare in modo altrettanto positivo dopo la chirurgia rispetto ai pazienti che non sono affetti da depressione.

I ricercatori affermano che questo studio evidenzi il ruolo fondamentale che la salute mentale gioca nella guarigione dal cancro e il bisogno di provvedere ai bisogni individuali di ogni paziente prima, durante e dopo la fine del trattamento.

depressione

LA RICERCA: IN CHE MODO LA DEPRESSIONE INFLUISCE SUI PAZIENTI AFFETTI DA CANCRO?

Questa ricerca fa parte di uno studio più ampio dello stesso tipo, condotto dal Macmillan Cancer Support e l'Università di Southampton, UK e che segue le vicende di oltre 1000 pazienti affetti da cancro colorettale, curati in 29 ospedali del Regno Unito. Lo studio prende in esame il periodo che precede la chirurgia nel 2010-2012 fino a 5 anni più tardi.

La Prof.ssa Jane Maher, medico-capo aggiunto del Macmillan Cancer Support, afferma che le persone possono vivere in modo gratificante dopo il cancro, ma soltanto se possono ottenere il sostegno che meritano. In questo senso la salute mentale può costituire un ostacolo importante alla guarigione. La Prof.ssa Maher fa notare: "Sappiamo che la depressione e l'ansia spesso vanno di pari passo al cancro. Ora, però siamo in grado di vedere in che modo le persone che vivono con queste malattie devono combattere ogni giorno".

La Prof.ssa Maher afferma che lo studio in questione mostra il modo in cui la depressione influisce sulla guarigione dei pazienti ancor più della diagnosi precoce.

All'interno di una ricerca pubblicata sulla rivista PLOS One, i ricercatori hanno descritto il modo in cui si sono serviti della salute, della qualità della vita e degli indicatori di benessere per valutare il recupero post-operatorio nei 2 anni che hanno seguito la chirurgia per il cancro colorettale.

i risultati della ricerca: La depressione colpisce 1 paziente di cancro su 5

L'analisi ha mostrato che 1 paziente affetto da cancro colorettale su 5 soffriva di depressione al momento della diagnosi. Lo studio inoltre mostra che i pazienti affetti da depressione al momento della diagnosi presentavano 7 volte il rischio di soffrire di “cattiva salute” a 2 anni dalla fine del trattamento, rispetto ai pazienti che non soffrivano di depressione. Gli indicatori utilizzati includevano, ad esempio, l'avere dei problemi a camminare oppure il fatto di essere confinati al proprio letto.

I pazienti affetti da depressione, inoltre, presentano un aumento di 13 volte del rischio di presentare di una scarsa qualità di vita, come ad esempio l'avere dei problemi a pensare o a ricordare o ad avere un'attività sessuale soddisfacente.

L'autrice principale della ricerca, Claire Foster, professoressa di oncologia psicosociale e direttrice del Macmillan Survivorship Research Group a Southampton ha dichiarato: "Abbiamo mostrato che la depressione auto-riferita precedente all'inizio dei trattamenti per il cancro predice la qualità di vita e lo stato di salute del paziente durante il trattamento e fino a 2 anni dopo".

I medici dovrebbero informarsi sulla presenza di altre malattie per una terapia migliore.

Nella loro analisi, i ricercatori hanno scoperto che i pazienti potevano essere raggruppati in quattro categorie diverse, ognuna delle quali presentava una sua "via" di guarigione personale.
I Gruppi 1 e 2 se la cavavano "costantemente meglio" e mostravano una qualità di salute, di vita e dei punteggi di benessere al di sopra o comunque all'interno del tasso normale.

Il Gruppo 3 presentava alcuni problemi ed il Gruppo 4 se la cavava costantemente male. L'equipe di ricerca fa notare che "una depressione pre-operatoria più alta e un basso senso di efficacia erano associate in modo significativo a delle traiettorie di miglioramento più scarse" per quanto riguarda la salute, la qualità della vita e il benessere dopo aver corretto i calcoli dello studio per altri fattori che avrebbero potuto influenzare i risultati, come ad esempio "le caratteristiche della malattia, la presenza di eventuali stomie, l'ansia e il sostegno sociale".

L'istituto Macmillan avverte che finché i medici non chiederanno ai pazienti affetti da cancro se soffrono di altre malattie, preoccupazioni e inquietudini, alcuni problemi di salute mentale importanti finiranno con l'essere sottovalutati.

I ricercatori fanno notare che in tutto il mondo vi sono al momento 17 milioni di persone affette o che sono guarite dal cancro e ci si aspetta che questo numero triplicherà nel 2050. Le cure per il cancro stanno cambiando da un tipo di approccio unico ad uno in grado di adattarsi ai bisogni individuali del paziente, includendo un'enfasi crescente sull'auto-gestione. Eppure, la nostra conoscenza relativa al modo in cui i sopravvissuti del cancro potrebbero essere equipaggiati per affrontare questi cambiamenti è ancora scarsa.

Conclusioni

Queste scoperte sono soltanto l'inizio e ci troviamo di fronte al bisogno di valutare in che modo queste scoperte potranno essere applicate a dei pazienti affetti da diversi tipi di cancro. Questo anche per poter facilitare i pazienti depressi affinché siano in grado di trovare l'aiuto necessario e i servizi più adatti ai loro bisogni. "Questi risultati potrebbero modificare molto la valutazione e la pianificazione della cura dei pazienti per migliorare il loro trattamento nonché la loro esperienza di convalescenza a seguito del cancro", secondo gli Autori.

 

Fonte: http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0155434

ApprofondimentiSintomi e Tipologie di Depressione 

Autore

federico.baranzini
Dr. Federico Baranzini Psichiatra, Geriatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze, Farmacologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1999 presso Università degli Studi di Varese.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 44592.

9 commenti

#1
Dr.ssa Flavia Massaro
Dr.ssa Flavia Massaro

Moto interessante e molto importante sia per i pazienti che per i medici che li hanno in cura, visto come è spesso sottovalutato l'aspetto psicologico (pre e post diagnosi) e la reazione emotiva del paziente alla malattia.

#2
Dr.ssa Franca Scapellato
Dr.ssa Franca Scapellato

Grazie per questo interessante post. Una volta era solo un'impressione, si diceva che chi aveva un atteggiamento più positivo reagiva meglio alle cure, ora ci sono risultati scientifici. Il cancro è sempre di più una malattia cronica, non una condanna a breve, quindi curare l'aspetto psicologico è fondamentale.

#3
Dr. Federico Baranzini
Dr. Federico Baranzini

Buongiorno Colleghe,
vi ringrazio per la vostra attenzione.

Non posso che concordare con le vostre considerazioni: ancora poca attenzione in generale nella medicina "del corpo" è riposta agli aspetti emotivi e psichici. Pensiamo anche solo alla questione della comunicazione della diagnosi...

Buona lavoro a tutti

#6
Utente 439XXX
Utente 439XXX

Sto seguendo da 2 mesi circa una cura con laroxyl 10mg+rivotril1mg x 2 volte al giorno , per la mia depressione, qualcuno può dirmi se fa una cura uguale??

#7
Dr. Federico Baranzini
Dr. Federico Baranzini

Gentile Utente 439229

credo abbia inteso male: per i consulti o i confronti con la comunità dei pazienti deve scrivere nelle apposite sezioni.

Federico Baranzini

#8
Utente 439XXX
Utente 439XXX

Buongiorno, Federico Baranzini, ha ragione, mi sono sbagliato, buon lavoro

#9
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

>> La Prof.ssa Maher fa notare: "Sappiamo che la depressione e l'ansia spesso vanno di pari passo al cancro. Ora, però siamo in grado di vedere in che modo le persone che vivono con queste malattie devono combattere ogni giorno".

Verissimo, ma alla prof.ssa Maher qualcuno dovrebbe farle notare che la depressione non va di pari passo con la depressione. Spesso si confonde la depressione con la paura adattiva , fisiologica in tutti gli animali dinnanzi allo shock traumatico.

Si concorda che un supporto sia necessario, ma non necessariamente di tipo specialistico. Se escludiamo quelli che già prima dell'evento cancro soffrivano di depressione, forse la condivisione tra compagni di avventura è sufficiente a facilitare il risveglio delle paure in modo adattivo.

Ecco un bell'esempio di donne che al 90 % sono state "marchiate" (o l'hanno scoperto da sole) da prognosi letali e ora dopo 3-4 anni sono loro stesse a 2supportare" le fragilità delle novizie più fragili.

Sono quasi tutte VIVE, VEGETE e curano la depressione degli altri...medici compresi (^__^)

https://www.medicitalia.it/news/senologia/6986-blogterapia-ragazze-fuoridiseno-rfs-bilancio-al-sesto-anniversario.html


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