Le recenti notizie di stupri ai danni di giovani e giovanissime hanno scatenato la solita reazione di condanna nei confronti dei maschi. Se aggiungiamo i casi di stalking, partner violenti e "femminicidi", in effetti i maschi non ne escono troppo bene. 

Dall’altra parte le donne sono viste sempre come vittime passive della violenza, oggetti da difendere dai predatori (più polizia/telecamere/sicurezza), oppure povere ingenue che “se la sono andata a cercare”.

Purtroppo le donne, soprattutto le giovani donne, sono le prime a non volersi bene, a non avere rispetto di sé. Il rispetto si impara in famiglia, ma oggi c’è più attenzione ai valori materiali: la salute fisica, l’alimentazione giusta, i vestiti, il rendimento scolastico: vali per quello che hai, che si vede, non per quello che sei.

Gli psicoterapeuti sanno bene che il classico “nevrotico” di una volta è sempre più raro. Ora i sintomi si sviluppano su personalità disturbate, nel corso della terapia si affonda nella gelatina di identità fluide, frammentate, dissociate.

Spesso maschi e femmine usano alcol e sostanze in modo occasionale o continuativo, e questo comportamento è socialmente accettato persino dai genitori, che lo liquidano con: “Massì, anche noi, alla loro età…”.

Una ragazzina (o un ragazzino) che non ha idea del suo valore come persona, perché nessuno glielo ha insegnato con l’esempio, con il comportamento, con l’educazione, può tranquillamente postare foto porno in cambio di piccole somme. “Che male c’è? Tanto la faccia non si vede”. Pochi anni dopo ottiene “gratis” droga, vestiti, aperitivi in posti “fighi”.

“Le ragazze non pagano mai”, mi spiegava una giovane cocainomane.

Chi non ha rispetto di sé, non si vuole bene, ha un enorme vuoto dentro. Alcune ragazze si riempiono di cibo che poi vomitano, altre fanno diete assurde, fino all’anoressia. Oppure (o anche) accettano partner violenti, che le umiliano o le picchiano, o si “devastano” a fine settimana con alcol e sostanze d'abuso.

La mancanza di lucidità da alcol o sostanze favorisce rapporti sessuali a rischio: l’AIDS è sparito dalle cronache, non dalla realtà, senza contare le classiche infezioni a trasmissione sessuale.

Possiamo aggiungere le gravidanze indesiderate, gli incidenti stradali “inspiegabili”, che costellano la vita di queste ragazze.

I vari tipi di psicoterapie possono aiutare, con fatica e sofferenza, a costruire una personalità più solida, ma prevenire è meglio.

Insegnare ai bambini i comportamenti giusti e quelli sbagliati con empatia, attenzione e affetto, ascoltarli e giocare con loro, passare tempo insieme, essere d’esempio, costa meno che rimediare più tardi alle violenze dei maschi e ai comportamenti autodistruttivi delle femmine.

Le trasgressioni dell’adolescenza sono inevitabili e necessarie, ma chi è stato educato bene ne uscirà più forte, più libero e sereno, in grado di dire no quando è il caso, in grado di evitare situazioni potenzialmente pericolose.

“Continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai?” cantava De André, rivolgendosi a una donna.

 

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