Psicologi on-line e prestazioni professionali

Dr. Fernando BellizziData pubblicazione: 04 ottobre 2013

Il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi ha emanato il 2 ottobre 2013 delle "Raccomandazioni" riguardanti le prestazioni psicologiche attraverso tecnologie di comunicazione a distanza, probabile parafrasi della parola "online". Rimane il dubbio se per tecnologia di comunicazione a distanza possiamo comprendere anche le tradizionali missive cartacee, in modo particolare quelle stampate con l'ausilio del computer.

f.bellizzi_submit-psychotherapy-storyLa necessità delle "raccomandazioni" nasce dal fatto che finalmente l'Ordine degli Psicologi del Lazio ha sospeso una circolare che impediva ai propri iscritti di effettuare prestazioni online, creando un divario inspiegabile con altri psicologi iscritti in altre regioni che potevano invece effettuare prestazioni online, e quindi fare anche ricerca.

A onor del vero c'è da dire che nessuno psicologo del Lazio è mai stato sanzionato per prestazioni online, per cui la circolare o veniva fedelmente attuata dagli Psicologi del Lazio o era una norma vigente ma non applicata...

Questa volta alla base della decisione c'è una ricerca esplorativa del CNOP sullo stato delle prestazioni online dalla quale emerge che almeno 270 siti offrono prestazioni psicologiche. Le modalità delle prestazioni psicologiche includono paccheti personalizzati (email, chat, videocollegamenti) e pacchetti standard su problematiche generiche (video, audio o libri, su aspetti specifici, offerti a pagamento). Gli psicologi più tecnologici hanno anche sviluppato applicazioni per smartphone.   

La maggior parte delle prestazioni sono a pagamento.

Fermo restando che la documentazione attualmente è ridotta e che la letteratura letteratura scientifica è poco significativa, il CNOP ha ritenuto opportuno fornire delle indicazioni che orientino la pratica professionale. (link in fondo)    

Sulla psicologia online italiana si crea una simpatica situazione paradossale. Se da una parte si dice che la diagnosi online non sia possibile (punto 6), dall'altra, la casa editrice Giunti Organizzazione Speciali, canale ufficiale di commercializzazione dei principali strumenti psicodiagnostici ha aperto un sito dal lontano 01.03.2007 in cui è possibile "la somministrazione a distanza e in presenza di test di valutazione psicologica, l'analisi psicometrica dei dati e la generazione di report individuali e immediatamente utilizzabili. Con un catalogo unico in Italia, Internet-Test permette di gestire un assessment psicologico da qualunque luogo e in qualunque momento."

 

Riferimenti:

Autore

f.bellizzi
Dr. Fernando Bellizzi Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 1997 presso La Sapienza di Roma.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 10492.

2 commenti

#1
Dr. Francesco Mori
Dr. Francesco Mori

Gentile dr Bellizi, concordo il paradosso è evidente per quanto riguarda la diagnosi. E' un argomento che in qualità di psicodiagnosta mi sta a cuore. Allo stesso tempo ritengo che la questione ruoti intorno al concetto di diagnosi. Se con questo termine intendiamo una diagnosi nosografica, che si fonda sulla valutazione dei sintomi e si serve di un elenco dal quale cassare/includere ciò che il nostro cliente ha o non ha, forse non ha troppo senso dire no alle operazioni on line.
Mi ricordo (cito a memoria quindi mi scuso per eventuali errori, credo Rosenbaum) una ricerca simpatica e un po' provocatoria, in cui si evidenziava come gli psichiatri del Servizio privato americano stilavano una diagnosi in 3/5 minuti.
Alla faccia dell'accuratezza...
Nel momento in cui consideriamo la diagnosi momento di comprensione del sistema relazionale dell'individuo, elemento di scoperta delle parti "sane" della persona che abbiamo di fronte, delle dinamiche contestuali che si sono ingarbugliate nel suo contesto di vita, beh diventa più complesso pensare di farlo tramite il web.

#2
Dr. Fernando Bellizzi
Dr. Fernando Bellizzi

Francesco, però quanto l'affermazione "diventa più complesso pensare di farlo tramite il web" nasce dalla difficoltà effettiva e quanto dal fatto che semplicemente non ci è stato insegnato come farlo?
Il sistema di diagnosi è relativo all'epoca ed ai sistemi disponibili per effettuare la diagnosi.
Anche Ippocrate faceva dignosi nei suoi tempi e con i suoi metodi e curava. Oggi la diagnosi ippocratica è inaccettabile.
E' complesso perchè impossibile o perchè noi non sappiamo farla?
Sinceramente credo la seconda...
L'uomo si adatta, e la difficoltà è adattarsi al cambiamento.
Io credo che una diagnosi sia possibile in 3\5 minuti, se la persona porta gli elementi necessari, o se la situazione è tanto grave. Poi sono d'accordo con te che l'individuo è qualcosa di più complesso.

Il web evolve secondo le esigenze di chi lo programma, e se l'esigenza è comune, altre persone si adeguano e lo usano, essendo uno strumento.

Sempre più ricerche dimostrano che online si possono fare tante cose di cui non si aveva notizia.

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