Inside out: viaggio nel cervello emotivo

Dr.ssa Sabrina CamploneData pubblicazione: 21 ottobre 2015

Le emozioni sono le protagoniste dell’ultimo film della Pixar, Inside OutGioiaRabbiaTristezzaPaura e Disgusto, ovvero le cinque emozioni principali prendono vita attraverso i rispettivi personaggi, che si alternano al comando della mente di Riley nelle varie vicissitudini della sua vita di adolescente.

Naturalmente, Gioia cerca sempre di mantenere il controllo della situazione nell’intento di impedire alle altre emozioni di prevalere. Così Rabbia, Paura e Disgusto intervengono solo in caso di emergenza mentre Tristezza si ritrova sempre in una condizione di solitudine: obiettivo principale è allontanarla dalla mente di Riley per evitare che influenzi negativamente la sua vita quotidiana. Ad un certo punto il predominio di Gioia inizia ad incrinarsi: non può essere sempre la protagonista di ogni pensiero umano, non solo perché gli eventi esterni non lo consentono ma anche perché da sola Gioia non è in grado si accompagnare a lungo la nostra mente.

Gioia per esprimersi davvero ha bisogno di tutte le altre emozioni e diventa insignificante senza Tristezza, vuota senza Rabbia, incontrollata senza Paura e vulnerabile senza Disgusto. Quando Gioia incontra Disgusto nasce Intrigo che ci dà quell’involontaria curiosità che ci induce alla scoperta di territori sconosciuti ed affascinanti.

Da Gioia e Rabbia nasce il senso di Giustizia che ci porta a combattere per ciò in cui davvero crediamo con tutta la nostra passione. Gioia e Paura generano Sorpresa che davanti a qualcosa che prima ci spaventava ci lascia letteralmente senza fiato.

E soprattutto … Da Gioia e Tristezza nasce Malinconia, che tocca le corde più profonde della mente umana e rende indissolubile il ricordo nella nostra memoria.

La rappresentazione delle emozioni di inside out non è esaustiva e non potrebbe essere altrimenti dato che è e rimane, un film di animazione rivolto potenzialmente ad un pubblico di tutte le età.

Tuttavia che, anche se le emozioni sono rappresentate per il grande pubblico, il film è stato progettato in collaborazione con lo psicologo Dacher Keltner, fondatore del Greater Good Science Center dell’Università di Berkeley).

In definitiva con Inside Out viene sfatato il luogo comune della felicità a ogni costo e siamo accompagnati alla scoperta di ciascuna emozione. Il film ci mostra l’importanza di accettare le emozioni in tutte le loro espressioni, perché è proprio dalla loro unione che nascono le esperienze che fanno di noi le persone che siamo e che saremo in grado di diventare.

 

Autore

sabrina.camplone
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia nel 1998 presso UNIVERSITA' DEGLI STUDI ROMA .
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 9426.

4 commenti

#1

Ottimo articolo , Sabrina, questo film mi era sfuggito, vado a vederlo stasera..!
Grazie, buon lavoro Magda

#2
Dr.ssa Sabrina Camplone
Dr.ssa Sabrina Camplone

Grazie Magda,
il film è realizzato in modo eccellente inoltre è un'ottima occasione per far conoscere in modo divertente sia ai bambini che agli adulti come funzionano le nostre emozioni e sopratutto quanto sono importanti nelle relazioni con gli altri.
Una nota particolare merita la rappresentazione particolarmente efficace del funzionamento della memoria e dell'influenza derivante dalle emozioni sul meccanismi che ne regolano il funzionamento.
Buona visione!

#3
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

Il film è molto bello e godibile, anche se a mio avviso,oltre all'evidente e incontrastato potere dell'inconscio, mostrato nell'autonomia pressoché totale delle emozioni antropomorfizzate in simpatici e ben descritti personaggi, si sarebbe potuto dare uno spazio anche minimo alla coscienza.
Nel film, invece, Riley, la bimba protagonista, sembra in totale balia del proprio mondo inconscio e la coscienza non appare neppure come un piccolo lumicino. Insomma la visione dell'uomo qui proposta supera perfino le più forti ipotesi di Freud, secondo il quale l'inconscio "è quella parte della mente che fa cose di cui non mi accorgo”.

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