coronavirus

Istituto Superiore di Sanità risponde alle bufale sui vaccini anti-COVID 19

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 07 gennaio 2021

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Queste sono le risposte dell'Istituto Superiore di Sanità alle false notizie sui vaccini anti COVID 19:
 
1) I vaccini anti Sars-CoV-2 sono stati preparati troppo in fretta e non sono sicuri.

I vaccini sono approvati dalle Autorità competenti solo dopo averne verificato i requisiti di qualità e sicurezza.
 
2) In Italia i vaccini contro Sars-CoV-2 non arriveranno mai perché non sono stati ancora acquistati.      

L’Italia è stata tra i primi Paesi al mondo a opzionare le quantità di vaccini necessarie per la somministrazione a tutta la popolazione. L’Italia infatti con Francia, Germania ed Olanda è stata tra i primi Paesi a firmare tutti i contratti formalizzati dalla UE per l’acquisizione di vaccini. L’avvio delle vaccinazioni in Italia è subordinato all’approvazione delle Autorità competenti per il loro impiego. Attualmente è stato autorizzato il vaccino a RNA prodotto da Pfizer BioNTech. Oggi l'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha dato l'approvazione per l'utilizzo di un secondo vaccino prodotto dall'azienda statunitense Moderna.

3) È inutile vaccinarsi contro il Sars-CoV-2 perché il virus è già mutato e il vaccino è inefficace.

Non vi è alcuna evidenza al momento che la mutazione del virus rilevata nel Regno Unito possa avere effetti sull’efficacia della vaccinazione. I vaccini determinano la formazione di una risposta immunitaria contro molti frammenti della proteina cosiddetta Spike, quella, per intenderci, prodotta dal virus per attaccarsi alle cellule e infettarle. Quindi anche se ci fosse stata una mutazione in alcuni frammenti della proteina Spike è improbabile che possa essere sufficiente a rendere il vaccino inefficace.

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4) I vaccini costano tanto, potranno vaccinarsi solo i ricchi.

I vaccini in Italia saranno resi disponibili gratuitamente per tutti i cittadini, a partire dalle categorie individuate come prioritarie. La vaccinazione, seppur con tempi diversi, sarà offerta a tutti. 

5) Il vaccino a RNA è pericoloso perché modifica il codice genetico.

Il compito dell’mRNA è solo quello di trasportare le istruzioni per la produzione delle proteine da una parte all’altra della cellula, per questo si chiama “messaggero”. In questo caso l’RNA trasporta le istruzioni per la produzione della proteina utilizzata dal virus per attaccarsi alle cellule, la proteina denominata Spike. L’organismo grazie alla vaccinazione produce anticorpi specifici prima di venire in contatto con il virus e si immunizza contro di esso.

6) Il vaccino è inutile perché l’immunità dura solo poche settimane.

La protezione indotta dai vaccini, sulla base dei dati emersi durante le sperimentazioni, durerà alcuni mesi. Solo quando il vaccino sarà somministrato a larghe fasce di popolazione sarà possibile verificare se l’immunità durerà un anno, come accade con l’influenza, più anni, come accade con la vaccinazione anti-pneumococcica o se sarà necessario sottoporsi a richiami. 

7) Il vaccino è inutile perché non uccide il virus e non ferma l’epidemia.

Lo scopo del vaccino è di attivare il sistema di difesa dell’organismo contro il virus in modo che qualora dovesse venirne in contatto sia già pronto ad aggredirlo e renderlo inefficace.
 
8) Dopo la vaccinazione potrò finalmente evitare di indossare la mascherina e potrò incontrare parenti e amici in libertà.

Anche dopo essersi sottoposti alla vaccinazione, bisognerà continuare a osservare misure di protezione nei confronti degli altri, come la mascherina, il distanziamento sociale e il lavaggio accurato delle mani. Ciò sarà necessario finché i dati sull’immunizzazione non mostreranno con certezza che oltre a proteggere sé stessi il vaccino impedisce anche la trasmissione del virus ad altri.

Fonte:

https://www.iss.it/vaccini

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/news/urologia/8443-coronavirus-e-problematiche-oncologiche.html

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/8429-coronavirus-e-fertilita-maschile.html

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/8440-procreazione-medicalmente-assistita-e-coronavirus.html

 


Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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