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Fototipo

Fototipo: cos'è e quali sono le diverse tipologie

Cosa sono i fototipi? Come riconoscere il proprio fototipo? Vediamo quali sono i diversi tipi di pelle e le differenti capacità di reazione all'esposizione solare per scegliere l'adeguata protezione solare.

Revisione scientifica: Redazione Scientifica Medicitalia Data pubblicazione: 17 giugno 2022

Fototipo: cos'è?

In ambito dermatologico, il fototipo di un individuo indica la capacità della sua epidermide di adattarsi all'esposizione ai raggi ultravioletti del sole, determinando la tipologia di abbronzatura che esso potrebbe raggiungere nel corso del tempo.

Per ottenere una buona abbronzatura, è opportuno conoscere fototipo della propria pelle e le rispettive indicazioni per l'esposizione al sole e per la scelta di un'adeguata protezione solare.

Come riconoscere il proprio fototipo?

La classificazione del fototipo deriva anche da alcuni aspetti di natura prettamente biologica che vanno considerati nel dettaglio per comprendere al meglio le modalità con cui la pelle innesca il meccanismo di protezione nei confronti dei raggi solari. 

Il fototipo e l'abbronzatura, in dermatologia, sono strettamente correlati; la loro determinazione avviene considerando anche ulteriori marker fisiognomici molto importanti: ad esempio, oltre alla pelle, si valuta il colore degli occhi, il colore dei capelli e, di conseguenza, la tonalità di colore della pelle.

Ad esempio, coloro che risultano avere occhi di colore molto chiaro presenteranno una spiccata sensibilità ai raggi solari, esattamente come coloro che portano i capelli di colore biondo o rosso.

Al contrario, capelli neri e occhi di colore scuro sono fattori che concorrono ad una abbronzatura più uniforme e alla riduzione delle scottature solari.

Classificazione dei fototipi

A seconda dei marker succitati, la dermatologia, nel corso degli anni, è riuscita a classificare 6 classi di fototipo.

Cerchiamo di analizzarle singolarmente:

Fototipo I

Si verifica quando l'individuo ha capelli di colore biondo o rosso, gli occhi di colore chiaro, come l'azzurro, il grigio o il verde e la carnagione estremamente chiara o puntellata da efelidi, volgarmente dette lentiggini: la reazione della pelle di fototipo I risulta essere molto sensibile al sole, con una pressoché certezza di scottarsi e una nulla capacità di abbronzarsi.

Fototipo II

La seconda tipologia di fototipo riguarda coloro che hanno i capelli biondi o castano chiaro con occhi chiari e con carnagione chiara: la capacità di adattamento all'esposizione solare è leggermente migliore rispetto al fototipo I, ma comunque resta una spiccata sensibilità al sole, con estrema facilità alla scottatura e ridotta capacità di abbronzatura.

Fototipo III

Si tratta di un livello piuttosto intermedio, al quale appartengono tutti coloro che possiedono i capelli castani con occhi chiari o marroni e una carnagione bruno-chiara: la loro pelle prevede la possibilità di scottarsi, ma l'abbronzatura è finalmente possibile.

Fototipo IV

Nella terzultima classe di fototipo si inscuriscono i colori dei marker più importanti: pertanto, il colore degli occhi sarà scuro, i capelli saranno di colore castano scuro o nero e la carnagione sarà prevalentemente olivastra; da ciò si deduce che la scottatura è possibile ma avviene di rado, mentre l'abbronzatura è abbastanza facile da ottenere.

Fototipo V

I capelli del fototipo V risultano essere neri, con occhi scuri e carnagione bruno-olivastra: per questo la possibilità di scottatura raggiunge quasi il minimo, mentre l'abbronzatura viene quasi in automatico ed è estremamente intensa ed efficiente.

Fototipo VI

L'ultima tipologia di fototipo riguarda coloro che possiedono una carnagione totalmente nera, con occhi neri e capelli neri: la loro capacità di scottarsi è pari a 0 e quella di abbronzarsi risulta essere già insita nella normale pigmentazione della pelle.

Perché è importante riconoscere il proprio fototipo?

L'esposizione prolungata ai raggi solari senza sapere la capacità di adattamento ad essi della propria pelle può essere molto pericolosa: infatti, i danni che i raggi UV sono in grado di provocare sull'epidermide variano in base all'entità, ma il più delle volte appartengono alla sfera delle condizioni patologiche che si manifestano prevalentemente a lungo termine.

Tra le più importanti ricordiamo eritemi, scottature, ustioni, fino a condizioni neoplastiche a carico del tessuto cutaneo, da quelle benigne fino alle maligne, come il melanoma.

Sapere in anticipo il fototipo della propria pelle può essere un salvavita che consente di proteggere al meglio il proprio corpo all'esposizione solare, consentendo di mirare all'ausilio di creme o di unguenti specifici per la protezione ai raggi UV a seconda del fototipo della propria pelle.

Per approfondire:Protezione solare: quale scegliere?

Fototipi e reazioni al sole

È bene chiarire che la reattività ai raggi UV non è influenzata dal quantitativo di melanociti presenti nella pelle: tale marker è pressoché identico per tutti. A variare, infatti, sono il numero, la forma e le dimensioni di altre strutture organiche presenti all'interno dei melanociti stessi, ossia i melanosomi.

I melanosomi non sono altro che organuli che assolvono il preciso compito di produrre, trasportare e distribuire la melanina. Infatti, questa sostanza non è immediatamente presente nella parte superficiale della pelle, ma viene prodotta nel suo strato più profondo conosciuto come derma nel quale i cheratinociti, altra tipologia di cellule facenti parte del tessuto cutaneo, si occupano di tenerne salda e compatta l'intera struttura.

Una volta che i melanosomi contenuti nei melanociti raggiungono la loro fase matura, si trasferiscono nei cheratinociti, i quali migrano verso gli strati più superficiali dell'epidermide e avviano il processo di pigmentazione della pelle, distribuendo la melanina alle cellule superficiali.

Negli individui aventi un fototipo molto basso, i melanosomi sono meno numerosi, più piccoli e aventi forme non convenzionali: tali differenze con altri fototipi caratterizzano la loro sensibilità ai raggi UV.

Quanto incide la genetica nel fototipo?

Oltre a quanto appena descritto, è da considerare anche il ruolo della genetica nella determinazione del fototipo della propria pelle: infatti, la composizione dei geni e la loro natura può essere influenzata dall'eventuale presenza di malattie ereditarie e congenite che comportano una riduzione dell'efficienza dei melanosomi.

Una condizione patologica ereditaria tra le più conosciute è senza dubbio l'albinismo oculocutaneo, patologia che include una forte riduzione sia di melanociti che di melanosomi, la quale comporta una quasi assenza di produzione della melanina ed una conseguente mancanza di pigmentazione cutanea, ma anche a carico dei capelli, dei peli e degli occhi.

Una delle caratteristiche specifiche dell'albinismo è quella che porta la pelle ad essere estremamente chiara, quasi bianca del tutto, con capelli altrettanto chiari e, alcune volte, capaci di invecchiare precocemente. Nonostante questi marker generali, anche la gravità dell'albinismo varia a seconda della quantità di melanina presente nell'organismo affetto da tale patologia, caratteristica che fa variare anche la colorazione di capelli, occhi e carnagione; ciò nonostante, questi 3 marker risultano essere comunque estremamente sensibili alla luce solare.

Fototipo e abbronzatura: rischi e prevenzione

I rischi, specialmente per le prime due classi di fototipo, sono molteplici e tutti contraddistinti da una gravità piuttosto elevata. I principali rischi sono rappresentati dalla possibilità di manifestare scottature, eritemi e vere e proprie bruciature solari dovute all'esposizione solare.

Come proteggersi dal sole?

Basta applicare dei semplici accorgimenti quotidiani, specialmente durante i mesi estivi, per evitare che i raggi UV danneggino la pelle.

Il primo consiglio è quello di non esporsi in maniera troppo prolungata al sole, specialmente nelle prime giornate al mare o sulla spiaggia: l'ideale sarebbe quello di abituare gradualmente la pelle ai raggi UV, esponendola per circa 30 minuti al giorno, in modo da dare sufficiente tempo ai melanociti di attivare il meccanismo di produzione della melanina, per poi distribuirla in modo uniforme su tutta la superficie cutanea.Questo primo accorgimento dovrebbe essere applicato specialmente da coloro che hanno un fototipo molto chiaro, come ad esempio i bambini sotto l'anno di età; inoltre, è bene usare sempre la protezione solare adatta al proprio fototipo, spalmandola sulle aree più delicate e maggiormente soggette all'esposizione solare.

Per approfondire:La protezione solare per i bambini

Un secondo accorgimento è quello di evitare di esporsi al sole nelle ore centrali del giorno, come nella fascia oraria dalle 11 alle 16, durante la quale il sole raggiunge la sua intensità più forte; oltre a ciò, è consigliabile usare sempre strumenti di protezione dal sole, come cappelli con visiera, magliette, occhiali da sole o altri indumenti o accessori in grado di proteggere la pelle dai raggi UV.

Un grado di attenzione non indifferente dovrebbe essere mostrato nell'utilizzo della crema solare: essa non dovrebbe essere intesa come un jolly, un espediente per poter esporsi al sole per tutta la giornata; questo, infatti, rappresenta uno dei più frequenti errori che si fanno quando ci si espone al sole durante i mesi estivi. Il corretto utilizzo della crema solare prevede una frequente applicazione della stessa specialmente dopo bagni o docce, indirizzando il suo potere verso le parti del corpo più esposte al sole, come il petto, le spalle, il dorso dei piedi e il cuoio capelluto nel caso si fosse calvi.

Inoltre, bisogna che considerare che la sabbia e l'acqua marina riflettono i raggi solari: pertanto, anche sotto l'ombrellone si dovrebbe applicare la crema solare, onde evitare che i raggi che rimbalzano su di esso colpiscano la pelle sguarnita da tale protezione. 

Nel caso in cui il cielo sia nuvoloso o il sole sia abbastanza velato, è comunque necessario proteggersi in maniera adeguata dai raggi UV, in quanto l'esposizione ad essi non si annulla a causa della mera presenza di alcune nuvole.

Infine, è bene ricordare che prodotti come gli autoabbronzanti sono prevalentemente finalizzati ad un effetto prettamente estetico, spesso a discapito di quello funzionale: ciò vuol dire che tale prodotto non prepara la pelle all'esposizione solare, né tanto meno la protegge da essa, anzi, il più delle volte può rappresentare un fattore di rischio per scottature o eritemi solari.

Per approfondire:Macchie sulla pelle: tipologie e trattamenti possibili

Abbronzatura e alimentazione

Un aiuto di fondamentale importanza viene fornito anche dall'alimentazione: i medici, infatti, consigliano una dieta estiva basata su alimenti che apportano all'organimo importanti sostanze in grado di stimolare la produzione di melanina, come gli alimenti ricchi di β-carotene.

Tra di essi si annoverano le carote, la frutta di colore arancione, come il melone, le albicocche, le pesche, ma anche i pomodori, il radicchio, i peperoni, il sedano, le ciliegie, la cicoria e la lattuga.

Oltre a questi alimenti è possibile di assumere specifici integratori che mirano ad innescare la produzione di melanina o di avvalersi di protezioni solari con fattore di stimolazione di melanina, oltre che al chiedere il consulto o il parere del medico sui migliori metodi per indurre tale processo.

Altri consigli

Tuttavia, bisogna anche tenere presente che tutte queste misure preventive dovrebbero essere applicate anche da coloro che possiedono un fototipo alto: nonostante essi posseggano una pelle più facilmente adattabile ai raggi UV e capace di produrre un'abbronzatura uniforme ed efficiente, non sono immuni dai rischi che i raggi solari possono comportare per la salute della pelle.

Inoltre, è altrettanto importante effettuare un regolare auto-esame dello stato di salute della propria pelle, prendendosi il tempo di analizzarla nel dettaglio, osservandola e allertare immediatamente il dermatologo qualora si dovesse riscontrare la comparsa di nuovi nei, lesioni, macchie, neoformazioni o sanguinamento cutaneo.

In presenza di tali segni, il dermatologo provvederà ad effettuare una visita specialistica per valutare attentamente l'entità di tali sintomi riscontrati.

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