Cistite

La cistite interstiziale o dolore pelvico cronico

Cos'è la cistite interstiziale? Conosciuta anche come dolore pelvico cronico o sindrome della vescica dolorosa, è una disfunzione delle pareti pelviche che si distingue dalla comune cistite in quanto le cause non sono del tutto definite.

Revisione scientifica: Redazione Scientifica Medicitalia Data pubblicazione: 07 ottobre 2021

La cistite interstiziale è conosciuta anche come sindrome della vescica dolorosa e consiste in una disfunzione cronica delle pareti pelviche. Si tratta di una condizione molto debilitante: la minzione diventa molto dolorosa e molto frequente e si avverte un dolore che può essere costante o che si ripete per un periodo superiore ai sei mesi.

Cistite interstiziale: diffusione

La cistite interstiziale (o dolore pelvico cronico) può colpire chiunque indipendentemente da età e sesso, anche se si presenta principalmente nel sesso femminile. L'età in cui si riscontra il maggior numero di casi è la fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni.

Questo tipo di cistite genera un dolore pelvico dalla persistenza da almeno 6 mesi che può portare l'individuo colpito a lunghi stati di ansia e depressione, è una condizione che provoca un rilevante peggioramento della vita quotidiana ed è per questo in grado di generare importanti disturbi psicologici.

Cistite interstiziale: cause

La cistite interstiziale è una forma di infiammazione cronica della vescica ed è una delle patologie più complesse da valutare nella clinica urologica. La sua complessità è data soprattutto dalle cause, ancora in buona parte sconosciute che possono generarla. Tra le possibili cause della cistite interstiziale ci sono:

  • difetto negli strati di rivestimento dell’urotelio con conseguente permeazione di urina all’interno della parete vescicale;
  • iperattività mastocitaria responsabile dell’infiammazione cronica all’interno della parete vescicale;
  • ipotesi autoimmune;
  • infiammazione neurogenica (neuro flogosi);
  • processo infiammatorio cronico anche dopo l’eliminazione del patogeno;
  • predisposizione genetica.

La malattia generalmente evolve in maniera piuttosto lenta e graduale, ma il suo progredire provoca il deterioramento delle funzioni della vescica: progressivamente si indebolisce il rivestimento delle pareti della vescica, in particolar modo perdono le loro funzioni di sostegno e protezione i glicosaminoglicani (di cui le pareti vescicali sono costituite).

L'ipotesi è che il graduale assottigliamento dello strato superficiale protettivo (le cui cause non sono ancora del tutto note) alteri la permeabilità della vescica.  

La cistite interstiziale come patologia multifattoriale

Si ipotizza che alcune delle cause della cistite interstiziale siano di origine infettiva, ormonale o vascolare, ma potrebbe derivare anche da malattie autoimmuni, malattie sessualmente trasmissibili, allergie a farmaci e traumi nella zona pelvica. La cistite interstiziale viene definita come patologia multifattoriale proprio perché le cause possono essere molteplici e collegate le une alle altre.

Associazione tra cistite interstiziale e altre patologie

Secondo alcuni studi la cistite interstiziale non si presenta da sola, ma è spesso accompagnata da altri disturbi come la fibromialgia (associazione verificata per il 10%) il colon irritabile (associazione verificata nel 30% dei casi).

Cistite interstiziale: sintomi

I sintomi del dolore pelvico cronico sono molto simili a quelli della comune cistite e consistono principalmente:

  • dolore durante la minzione;
  • pollachiuria: bisogno frequente di urinare (fino a 60 volte al giorno);
  • dolori vaginali da rendere impossibili i rapporti sessuali;
  • dolori ai testicoli, allo scroto e al perineo con eiaculazioni dolorose (in associazione a fibromialgia);
  • dolori muscolari e articolari (in associazione a colon irritabile);
  • emicrania;
  • disturbi gastrointestinali.

La differenza principale con la cistite infettiva comune è che quest'ultima è causata da batteri, non essendo di matrice batterica la cistite interstiziale non risponde positivamente alle terapie antibiotiche e dagli esami microbiologici non risulta alcuna infezione urinaria.

Quando tendono a peggiorare i sintomi?

I sintomi della cistite interstiziale tendono a peggiorare in caso di stress fisico e mentale, portandosi dietro come conseguenza disturbi psicologici legati, quasi sempre, a un peggioramento della qualità della vita.

I sintomi tendono, inoltre, a peggiorare nella fase di riempimento della vescica e si risolvono solo in maniera temporanea dopo aver urinato. L'assunzione di alcol, tabacco, allergie stagionali e rapporti sessuali possono aggravare tutti i sintomi. Le donne inoltre possono, in alcuni casi, avvertire un fastidio maggiore durante il ciclo mestruale e nel periodo dell'ovulazione.

Ci sono anche molti cibi che tendono a peggiorare la condizione, come quelli ad alto contenuto di potassio come gli agrumi, la cioccolata, caffeina e pomodori, ma anche tutti i cibi piccanti.

Cistite interstiziale: diagnosi

Così come le cause della cistite interstiziale sono molto difficili da identificare, altrettanto complessa è la diagnosi. Per ottenere la diagnosi è necessario sottoporsi a numerosi esami specifici, in particolare:

  • esami delle urine: urinocoltura, ricerca del Bacillo di Koch, citologia urinaria;
  • ecografia dell'apparato urinario al fine di escludere malattie diverse che possono presentare gli stessi sintomi;
  • uretrocistoscopia: in grado di evidenziare aree iperemiche, ulcere ed emorragie puntiformi dell'epitelio vescicale

Solo con un riscontro istologico di infiltrato infiammatorio può essere fatta una diagnosi certa di cistite interstiziale.

Come si nota dagli esami che vengono svolti, la diagnosi si basa prevalentemente sull'esclusione di altre patologie che potrebbero comportare la stessa sintomatologia di questa particolare cistite. Nel corso della diagnosi si andrà quindi a escludere la cistite batterica, le infezioni vaginali e le malattie sessualmente trasmissibili, i tumori alla vescica, la tubercolosi urinaria, i tumori alla prostata, le prostatiti ed eventuali disturbi neurologici.

La diagnosi certa e puntuale si ottiene solo con un'urinocoltura e una citoscopia. Tramite l'urinocoltura è possibile verificare se la cistite ha una causa batterica, se l'analisi risultasse negativa e i sintomi fossero quelli della cistite potrebbe allora trattarsi proprio di una cistite interstiziale.

A questo punto il medico procederà con la uretro-cistoscopia, ben distendendo la vescica: ciò rende possibile l’identificazione  di lesioni tipiche  chiamate ulcere di Hunner o la presenza di petecchie sanguinanti durante lo svuotamento vescicale.

Cistite interstiziale: prevenzione

Per quanto riguarda la prevenzione, questa consiste principalmente nell'andare a modificare il proprio stile di vita. In primis ricordare che nello nostro modello di via  tra il pasto serale e quello del pranzo medialmente passano ben 16 ore ed e’ quindi importante l’assunzione di almeno 100 cc al mattino ,appena alzati.

Un fattore che incide molto è lo stress, la sua riduzione allevierebbe i sintomi principali del disturbo.

Un elemento molto importante è certamente l'alimentazione corretta e bilanciata evitando cibi particolarmente piccanti. È consigliato anche abbandonare il vizio del tabacco ed evitare di trattenere oltremodo la minzione.

Trattamento e cura per la cistite interstiziale

Come abbiamo già detto, ciò che rende complessa questa patologia è l'individuazione delle sue cause. Non essendo di natura batterica, il trattamento del disturbo con gli antibiotici non porta alcun beneficio.

Per curare questo disturbo generalmente vengono prescritte delle terapie che prevedono più trattamenti al loro interno.

Ad oggi non è ancora prevista una cura specifica per la cistite interstiziale, sono altresì presenti dei trattamenti che possono alleviare i sintomi e ridurre l'infiammazione delle pareti. Nonostante non sia ancora prevista una cura mirata, il 90% dei pazienti riesce ad alleviare i sintomi già migliorando il proprio stile di vita con i trattamenti ad oggi disponibili. I trattamenti possono essere:

  • farmacologici;
  • fisici;
  • chirurgici.

Terapie orali

Questi farmaci, assunti per via orale, hanno dei principi attivi che vanno a riparare lo strato superficiale protettivo della mucosa vescicale. Le terapie orali possono prevedere anche antidolorifici, anti-infiammatori, antistaminici, immunosoppressori e antidepressivi.  

Terapie endovescicali

Consiste nell'instillazione all'interno della vescica di glicosaminoglicani. Possono essere instillati anche eparina e dimetilsulfossido: questi farmaci possiedono  capacità  antinfiammatorie e riparative sulla mucosa della vescica, infatti, tali sostanze vanno a ricostruire l'impermeabilità della mucosa vescica con una diminuzione dello stato infiammatorio e un conseguente miglioramento della sintomatologia. Questa terapia viene somministrata con una seduta settimanale e ripetute per un ciclo di tre mesi.  

Sono molto utili le soluzioni costituite da acido ialuronico e condroitinsolfato sempre instillate ciclicamente.

Può essere somministrato anche insieme il tris di sostanze: eparina, acido ialuronico e glicosaminglicani, queste tre sostanze vanno a ricostruire l'impermeabilità dell'epitelio vescicale, che riacquista così anche la sua elasticità. Questa terapia viene somministrata con una seduta alla settimana ripetuta per un ciclo di tre mesi.

Una terapia nuova e innovativa è invece quella a base di tossina botulinica di tipo A, questa viene infiltrata con un ago molto sottile mediante un uretrocistoscopio.

Modifiche della dieta e dello stile di vita

Come abbiamo detto per quanto riguarda la prevenzione, l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella cistite interstiziale. Alcuni cibi possono, infatti, aggravare il disturbo e i sintomi ad esso correlati, alcuni di questi sono i cibi piccanti, speziati, gli insaccati e le bevande alcoliche.

I trattamenti medici devono essere sempre affiancati da una maggiore consapevolezza di ciò che potrebbe peggiorare la propria condizione, sarà quindi necessario abbandonare l'abitudine al fumo, alcol e cibi con elevato contenuto di potassio (pomodoro, cioccolata, agrumi, caffeina) e piccanti, oltre ad aumentare l'apporto idrico.

Una regolare ginnastica vescicale può essere molto utile a ridurre la tensione e l'infiammazione a carico della vescica. Una di queste è il biofeedback che permette di rafforzare i muscoli del pavimento pelvico con esercizi come gli esercizi di Kegel.

La chirurgia

L'ultimo trattamento è quello più invasivo, ovvero quello chirurgico. L'ipotesi della chirurgia viene presa in considerazione per i pazienti con sintomi più gravi ed invalidanti e che resistono ad ogni tipo di cura farmacologica.  

L'intervento consiste nell'asportazione di parte della vescica che viene sostituita con porzione di intestino tenue.

Generalmente prima di prendere in considerazione la chirurgia si preferisce provare con la combinazione di due o più trattamenti e, solo nel caso in cui questi non portino sollievo, si procederà con la chirurgia.

Purtroppo l'esito dei trattamenti chirurgici è sempre molto incerto in quanto è sempre possibile che i sintomi continuino a persistere anche dopo il trattamento.

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