Un tempo si diceva "l'unica cosa che ferma la caduta dei capelli è...il pavimento!".

Oggigiorno invece sono tante le terapie mediche valide, con ampie casistiche e letterature incoraggianti.

 

Quando però la calvizie avanza in maniera inesorabile, e le terapie si sono rivelate inefficaci o intempestive... che fare???

Accettare la "pelata", applicare protesi o toupets, o rivolgersi alla chirurgia?

E poi , quale chirurgia? Si tratta di un mondo variegato: rotazione di lembi, minilembi,espansori, riduzioni tonsurali, biofibre artificiali, autotrapianti,e tanto ancora.

 

L'intervento che viene maggiormente eseguito in Italia è senz'altrola tecnica di autotrapianto da area donatrice occipitale, ma anche altri interventi , con vari distinguo, vengono correntemente effettuati.

L'intervento, in anestesia locale è effettuato senza degenza, e si effettua prelevando una "losanga" cutanea dalla zona occipitale.

Questa viene suddivisa al microscopio in microisole che vengono reimpiantate sulle zone scoperte, in una sorta di redistribuzione che dona un effetto estetico di copertura.

Inoltre, trattandosi di follicoli provenienti da zone occipitale, più androgeno resistenti per motivi recettoriali, si dovrebbe avere una garanzia di minor caduta.

 

Altri interventi possono essere proposti con buoni risultati estetici se ben condotti ma richiedono una selezione accurata dei pazienti, per valutare innanzitutto le aspettative del paziente e informarli correttamente dei pro e contro dell'intervento.

Ogni paziente merita il suo intervento , e ovviamente... deve scegliere con la testa!!!!!