Recenti studi osservazioni hanno suggerito la possibilità che anche farmaci originariamente destinati ad altre malattie ma attivi sul sistema adrenergico potrebbero svolgere un ruolo e fornire nuove opportunità terapeutiche per il controllo della progressione della malattia tumorale.

Per questi motivi il gruppo Fiorentino ha effettuato il primo studio clinico riguardante l’utilizzo di i β-bloccanti nel melanoma che è stato pubblicato su Archives of Internal Medicine nel 2011.

I β-bloccanti sono farmaci che vengono utilizzati principalmente come antiaritmici come antipertensivi e antianginosi. Il propanololo è stato sviluppato negli anni cinquanta del ricercatore scozzese J.W. Black per il quale ottenne nel 1988 il Premio Nobel per la Medicina. Dall’introduzione in commercio del propanololo ad oggi i β-bloccanti sono diventati tra i farmaci più comunemente utilizzati per la terapia della patologia cardiovascolare soprattutto per il fatto che presentano minimi effetti collaterali e per il loro bassissimo costo in quanto la maggior parte delle molecole vengono considerate “vecchie” e non più coperte da brevetto farmaceutico.

Ulteriori studi saranno necessari per validare i risultati ottenuti e per meglio chiarire quali devono essere le caratteristiche specifiche sia del farmaco che del melanoma per determinare soddisfacenti risultati terapeutici ma i risultati ad oggi ottenuti sono già più che incoraggianti.