Durante una gravidanza fisiologica, quindi in assenza di fattori di rischio o complicanze mediche ed ostetriche, le donne possono viaggiare tranquillamente in aereo osservando le stesse precauzioni della restante popolazione generale. Le cinture devono essere allacciate sotto l’addome al di sopra dell’inguine ed è importante assumere una postura comoda. Benché non vi siano evidenze certe, è prudente mettere in atto misure preventive per minimizzare i rischi di tromboembolismo venoso, quali l’elastocompressione con calze per la gravidanza, soprattutto per i voli a più lunga gittata. I rischi dell’esposizione del feto alle radiazioni atmosferiche sono trascurabili per i viaggiatori occasionali, mentre potrebbero essere maggiori per il personale di bordo gravido e per i viaggiatori abituali.

Le compagnie aeree normalmente pongono un limite per l’epoca gestazionale massima alla quale si può viaggiare, che può essere compreso tra la 27a e la 36a settimana. La decisione è arbitraria per ogni singola compagnia, legata soprattutto a motivi assicurativi per tutelarsi dal rischio di un eventuale parto prematuro a bordo. Le principali società scientifiche sostengono che, in assenza di fattori di rischio, non vi sono problemi fino alla 36a settimana. In ogni caso, prima di programmare un viaggio, è sempre bene consultarsi con il proprio ginecologo per verificare che non esistano specifiche motivazioni che possano controindicare il volo e per ottenere un certificato di autorizzazione che le compagnie potrebbero richiedere.