Secondo le stime di uno studio prospettico di coorte pubblicato su "The Lancet" (1 Marzo 2011) dal Lee Moffitt Cancer Center and Research Institute di Tampa, Florida, il papilloma virus (Hpv) potrebbe essere presente nella metà della popolazione maschile. Secondo questo studio, l'incidenza dell'infezione da un ceppo qualsiasi di Hpv su una popolazione generale può raggiungere il 50%, mentre ogni anno il 6% dei maschi contrae una infezione da Hpv di tipo 16, quello notoriamente considerato tra i più pericolosi in quanto oncogeno. La probabilità di contrarre l'infezione da quest'ultimo ceppo risulta tra l'altro più alta di 2,4 volte negli uomini che nel corso della vita hanno più di 50 partner sessuali, e di 2,6 volte negli uomini che hanno rapporti omosessuali con almeno tre partner.

Poiché negli Stati Uniti, nel solo 2000, l'Hpv si è reso responsabile di 32 mila casi di carcinomi in entrambi i sessi localizzati in sede vulvare, vaginale, cervicale, peniena, anale e orale, si pone la necessità di opportuni interventi di educazione sanitaria, e si valuta inoltre l'opportunità di sottoporre a vaccinazione Hpv anche gli uomini, sia in quanto veicolo del virus sia perché non immuni in ogni caso a possibili conseguenze cliniche in caso di infezione.