Prendo spunto da un quesito posto da un utente a proposito di una possibile relazione tra traumi cranici e/o cranio-spinali con la SLA (sclerosi laterale amiotrofica),cercando di chiarire questa problematica e di fare un po' di chiarezza su un argomento poco conosciuto,ma che può ingenerare apprensione e false convinzioni nel popolo di navigatori del Web.

La SLA è una malattia degenerativa tra le più gravi e con una prognosi purtroppo infausta.Come per molte altre non ne conosciamo ancora la causa e quindi non possiamo disporre di alcuna terapia efficace.

Per quanto riguarda un possibile (meglio dire ipotetico) ruolo causale di un trauma cranico nello sviluppo della SLA, è interessante lo studio che l'Istituto Mario Negri ha condotto e da cui è emersa una possibile associazione tra trauma e SLA.

A questo proposito è bene precisare che "associazione" non vuol dire "relazione" nel senso che il trauma non può considerarsi causa diretta della SLA.

Nello studio sono stati confrontati 400 pazienti affetti da SLA con 800 soggetti affetti da altre malattie indipendenti e si è visto che nei primi vi era una storia di traumi pregressi di una certa entità.

In questo studio però sono stati esaminati gli eventi traumatici avvenuti almeno cinque anni prima della comparsa dei segni clinici della SLA e a tal proposito bisogna considerare che la SLA,essendo una malattia degenerativa, può esordire anche molti anni prima della comparsa dei sintomi.

Noi ancora oggi non conosciamo la causa della SLA e il fatto che molti di questi pazienti non siano sportivi o non abbiano nella propria storia clinica eventi traumatici importanti, non ci autorizza  a sostenere un trauma come causa di SLA.

Allo stesso modo, l'osservazione che molti gravi traumatizzati o molti cultori di sport come il pugilato, non hanno sviluppato la SLA, non ci fa ritenere che esista un rapporto diretto.

L'utente rilevava come un trauma che colpisce il capo (il pallone tirato di testa) possa "scatenare" la malattia,mentre un "gancio" di un pugile,molto più violento, non la scatenerebbe.

Non è percorribile l'ipotesi che un trauma,del tutto irrisorio o minore come il pallone "tirato" di testa, possa procurare la SLA e un "gancio" da pugile,potenzialmente molto più dannoso per le strutture cerebrali oltre che per quelle spinali cervicali, non possa invece esserne responsabile, se si vuol teorizzare tale meccanismo di causa-effetto.

E' infatti molto più a rischio di commozione cerebrale o di sanguinamento cerebrale o di altre lesioni, il pugno di un pugile che un pallone respinto di testa anche con sufficiente forza da segnare un bel goal.



Per comprendere l'incidenza della SLA, significativamente più alta nei calciatori rispetto ad altri sportivi, a mio parere, potrebbero, e dovrebbero, essere prese in considerazione (e quindi essere oggetto di studio) altre possibili cause, non escludendo,in primis, l'assunzione di farmaci cosiddetti dopanti e similari.

C'è da evidenziare come i palloni non "arrivano" tutti al vertice della testa e poi non la colpiscono come un mattone che cade dall'alto, in quanto non è il pallone che colpisce la testa bensì la testa che colpisce il pallone e dinamicamente la differenza è significativa.

Inoltre il numero di "pallonate" che un calciatore può prendere in una partita è veramente minimo per considerarlo un traumatismo tale da procurare lesioni, come invece si verifica nei pugili che possono avere lesioni sia acute (già dopo pochi round, il cosiddetto k.o.) che a lungo termine.

La lesione anatomica che è alla base della SLA consiste, in parole semplici, nella degenerazione delle cellule di una parte della corteccia cerebrale (la zona prefrontale,che non è proprio al vertice dove invece è situata la zona parietale) e delle cellule del midollo spinale (cosiddette cellule delle corna anteriori) con i loro prolungamenti (i fasci piramidali) che "consentono" il movimento dei gruppi muscolari sia della faccia che degli arti superiori e inferiori.

La lesione è statisticamente più frequente e grave nel midollo spinale piuttosto che nel cervello.

Il trauma potrebbe essere un fattore "scatenante" che agirebbe attraverso una ipossia (scarsa ossigenazione) dovuta ad alterazioni vascolari. E queste semmai sarebbero a carico delle strutture cerebrali situate alla base del cervello e che dipendono dalla vascolarizzazione delle arterie vertebrali , quindi in una sede "lontana" dal vertice.

Tenendo conto di questo, credo che almeno 9 pugili su 10 dovrebbero avere la SLA

Come mai, per esempio,nei ciclisti,dove il consumo di sostanze sembra essere alto, la frequenza della SLA è minore che nei calciatori?

Non c'è ancora risposta a questa domanda.

Il fatto che i ciclisti siano inferiori di numero a quello dei calciatori potrebbe spiegare l'incidenza più bassa.

Sono stati chiamati in causa (ipoteticamente) molti fattori scatenanti (si badi bene <fattori scatenanti> e non causa della malattia) come la dieta, il doping, i diserbanti che vengono usati per la manutenzione del campo di calcio ecc., ma nessuna appare convincente.

Quindi non so dire perchè c'è questa alta incidenza nei calciatori.

Bisognerebe poi sapere se in quanti,fra i calciatori affetti da SLA viventi o defunti, siano stati studiati possibili cause indipendenti dal "trauma" cranico e in quanti tra questi la SLA si sia manifestata con deficit dei nervi cranici (quindi eventualmente in maggior relazione con un trauma cranico) piuttosto che degli arti inferiori, dove la SLA si esprime clinicamente con maggior frequenza.

L'argomento è di estremo interesse,ma temo che una relazione tra trauma cranico e SLA (quanto meno per i banali "colpi di testa") sia inesistente.

Lo studio del Mario Negri è un buon contributo, ma la relazione tra traumi e SLA è stata oggetto di studio già anche almeno una cinquantina di anni fa.

L'importante è che una notizia come questa non crei allarmismo e che per quanto possa "esser dolce navigar" nel Web,i dubbi sul proprio stato di salute vengano esposti sempre al proprio medico o comunque a un medico.