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Una terapia anche psicologica per non ammalarsi di ospedale

 

La Repubblica 14 febbraio 2012 — pagina 38 sezione: SALUTE

Gli ospedali sono nell' occhio del ciclone. Per i crescenti costi economici, ma anche perché è sempre più chiaro che non sono esattamente dei luoghi di salute. I cosiddetti effetti avversi delle terapie ospedaliere, solo negli Usa, costano ogni anno tra i 17 e i 29 miliardi di dollari. Di recente su Medical Care due epidemiologi hanno usato un modello econometrico per valutare, per la prima volta, un grande campione di ricoverati negli ospedali australiani dello Stato di Victoria. Le cartelle cliniche di oltre 200mila pazienti sono stato inserite in un modello matematico che ha cercato di stabilire la frequenza di tre comuni effetti avversi in relazione alla durata della degenza ospedaliera. Il risultato è che una degenza di 5 giorni è collegata a un aumento del 5,5% del rischio di reazioni farmacologiche avverse, a un aumento del 3% del rischio di ulcere da decubito e a un aumento del 17% del rischio di infezioni ospedaliere, particolarmente difficili da curare. Se poi la degenza è di 8 giorni, le percentuali crescono ancora, con il rischio di infezioni che va oltre il 20%. È evidente che, per affrontare seriamente l' inquietante paradosso di luoghi di cura che funzionano da generatori di malattia, occorre ripensare non solo il modello organizzativo, ma anche e soprattutto il paradigma scientifico che n' è alla base e che si fonda su una visione frammentata dell' essere umano. Gli esempi della superiorità di questo approccio integrato, sia in termini economici che di efficacia, vengono non solo dall' estero, ma anche dall' Italia. Alla cardiologia dell' ospedale S. Filippo Neri di Roma si è appena concluso uno studio controllato che dimostra i vantaggi del sostegno psicologico qualificato e mirato a pazienti reduci da angioplastica coronarica dopo un infarto miocardico acuto. Circa 100 pazienti sono stati divisi in due gruppi, di cui solo uno trattato con una breve psicoterapia da Adriana Roncella, cardiologa dell' ospedale e psicoterapeuta. Al controllo dopo 12 mesi, il gruppo trattato con psicoterapia ha avuto una riduzione statisticamente significativa di nuovi eventi cardiologici (34% contro 57%), dei ricoveri e della comparsa di nuove malattie (15% contro 61%). Lo studio prosegue per calcolare anche l' aspetto del risparmio. All' ospedale S. Maria di Terni, l' unità di psicologia ospedaliera, diretta da David Lazzari, ha avviato uno studio, con gruppo di controllo, su pazienti ricoverati nei reparti di cardiochirurgia e di chirurgia digestiva, con un follow-up a 3 mesi dall' intervento chirurgico. Risultati: in cardiochirurgia, nel gruppo trattato psicologicamente, tra gli altri benefici riscontrati, siè registrata una durata media della degenza post-chirurgica di circa 9 giorni contro gli oltre 12 del gruppo a terapia standard. I dati ufficiali dicono che una giornata di degenza in Italia costa mediamente 800 euro al giorno. Il conto del risparmio è presto fatto.

 

* Pres. onorario Soc. It. Psiconeuroendocrinoimmunologia - FRANCESCO BOTTACCIOLI *