COSA FARE IN CASO DI ECCESSIVA TIMIDEZZA?

 

Molto spesso si sente parlare di SOCIOFOBIA. Che cosa si intende, e chi sono le persone che ne soffrono?

Si tratta di un disturbo caratterizzato da forte paura nell’affrontare diverse situazioni sociali, nell’interazione con gli altri o semplicemente nell’essere osservati in una certa situazione. Si avverte una sensazione tale di disagio, che condiziona la vita di tutti i giorni.

Nella FOBIA SOCIALE l’ansia tende ad essere anticipatoria, e questo porta i pazienti ad isolarsi socialmente, fino ad adottare un comportamento di evitamento fobico, che tende a cronicizzare il disturbo, poiché riduce il livello di autostima e alimenta i sentimenti d’inferiorità e d’inadeguatezza.

La fobia sociale interferisce con le relazioni interpersonali, con gli studi scolastici e con il lavoro: chi ne soffre spesso ha scarse amicizie ed esperienze sessuali inferiori rispetto agli altri; inoltre, sceglie attività lavorative che non prevedano una grande interazione con altre persone.

Sono frequenti sintomi associati come la depressione, il disturbo d’attacchi di panico, il disturbo ossessivo-compulsivo e l’abuso di alcolici e sostanze psicotrope.

Le cause che portano all’insorgenza di questa patologia sono legate a fattori familiari, sociali e a predisposizione biologica.

A volte questi soggetti, in età infantile, hanno subito il rifiuto o la persecuzione involontaria da parte di uno o entrambi i genitori, oppure modelli educativi iperprotettivi o troppo autoritari. Tutti elementi che potrebbero aver condizionato negativamente la loro autostima.

Cosa fare per vivere meglio la propria vita?

Le terapie più utilizzate per cercare di contrastare la fobia sociale, sono la psicoterapia e la terapia farmacologica (antidepressivi serotoninergici come la Fluoxetina e la Paroxetina). La terapia più efficace è quella di tipo cognitivo-comportamentale, proponendo al paziente di riflettere sui propri pensieri, mirando alla rimozione delle modalità di pensiero che alimentano la sua ansia sociale (ristrutturazione cognitiva). Il trattamento cognitivo-comportamentale prevede l’avvicinamento graduale del paziente alle situazioni fobiche, sia in immaginazione che “in vivo”, e l’insegnamento di abilità comunicative, che il soggetto utilizzerà nelle varie situazioni sociali.